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Infiammazione al tendine di Achille: i sintomi e la cura

tendine d'achille

Se l'infiammazione al tendine d'Achille non ti da tregua, ecco quali possono essere le cause e come intervenire.

Il tendine di Achille (o tendine calcaneale) è il tendine più grosso e resistente del corpo umano. Un tendine è un lembo di tessuto fibroso e connettivo molto flessibile, composto principalmente da collagene e che serve ad unire il muscolo all’osso dello scheletro.

Il tendine di Achille è il tendine della gamba che unisce i due muscoli del polpaccio (ovvero gastrocnemio e soleo) al calcagno ovvero l’osso posteriore del piede.

Tendine di Achille: struttura

Come abbiamo detto il tendine di Achille è il tendine che collega i muscoli del polpaccio all’osso del piede (calcagno) e permette quindi le attività motorie della corsa, della camminata e tutte quelle attività che coinvolgono gli arti inferiori.

Anatomicamente il tendine di Achille ha origine circa a metà di ciascun polpaccio ed è lungo (circa 15 centimetri) e spesso (dai 5 ai 6 millimetri).

Il tendine di Achille è rivestito dalla fascia crurale che a sua volta è coperta dal tessuto epiteliale.

La sua struttura è più ampia in prossimità dell’origine (polpaccio) e si stringe sempre più fino ad arrivare a pochi centimetri quando si lega al calcagno.

Patologie che lo colpiscono e rimedi

Purtroppo il tendine di Achille è soggetto a disturbi di vario genere che vanno dalla tendinite (patologia infiammatoria) alla lacerazione (rottura del tendine) agli xantomi tendinei ovvero fastidiosi accumuli di particelle di colesterolo su tutto il tratto muscolare del tendine.
Ma vediamole nel dettaglio:

1-Tendinite
La tendinite è una patologia che spesso colpisce gli sportivi in quanto si genera a causa di un eccessivo sovraccarico di sforzo fisico a scapito del tendine di Achille oppure a seguito di traumi dovuti all’uso di scarpe non idonee.

La sintomatologia è molto dolorosa, ma facilmente identificabile e si riassume in: dolore costante alle gambe soprattutto quando si prova a muovere il piede, rigonfiamento nella zona del polpaccio e del calcagno che si trasmette anche alla caviglia, rigidità diffusa del muscolo e affaticamento in tutte le fasi della locomozione.

I rimedi per sconfiggere la patologia sono: assoluto riposo della gamba o delle gambe interessate al malessere; impacchi di ghiaccio direttamente sulla zona dolorante per più volte al giorno (anche fino a 5 volte in caso di solore insopportabile) e per una durata di 15 o 20 minuti a seduta; se il dolore è talmente insopportabile da non riuscire a resistere è bene assumere dei farmaci antinfiammatori non steroidei (chiamati anche FANS).

Una volta che si è proceduto all’applicazione di questi rimedi per qualche giorno è consigliabile prenotare un ciclo completo di fisioterapia che favorisca il normale assorbimento della patologia e renda il tendine e la muscolatura più flessibile, elastica e morbida.
Se dopo tutti questi accorgimenti la tendinite non passa (si parla di almeno 6 mesi) l’ultima spiaggia è effettuare una vera e propria operazione chirurgica con la conseguente riabilitazione e fisioterapia.

2-Lacerazione o rottura
La lacerazione del tendine di Achille avviene quando il tendine si rompe ed è una patologia estremamente grave perché impedisce qualsiasi normale attività motoria che implichi l’utilizzo della gamba colpita.

Le cause principali della rottura del tendine di Achille sono legate a pericolosi traumi subiti dall’esterno oppure a delle tendiniti aggravate e non curate per tempo.

La sintomatologia è delineata: dolore intensissimo e brusco al polpaccio che si manifesta immediatamente dopo la rottura (spesso è possibile sentire il rumore della lacerazione stessa); incapacità assoluta di appoggiare il piede per camminare o reggersi in piedi; estremo gonfiore alla caviglia e al piede interessati.

I rimedi per curare questa tipologia di infortunio non sono molti: è necessario ricorrere ad un’operazione chirurgica.
Questo perché una patologia così grave non permette al tendine di rigenerarsi da solo e sono quindi inutili rimedi che potremmo chiamare casalinghi.

Dopo l’operazione chirurgica le fasi di recupero sono molto lente e arrivano a coprire anche molti mesi (per riprendere l’attività sportiva agonistica anche un anno).


3-Xantoma tendineo
Uno xantoma è un accumulo (come un nodulo) che si avverte sottopelle all’altezza del polpaccio. Questo nodulo si forma perché si verifica un accumulo anomalo di grassi e macrofagi.

Le cause principali di questa patologia sono: ipercolesterolomia (solitamente di origine familiare); cirrosi biliare; pancreatite; diabete.
La sintomatologia è fisicamente evidente perché si crea un nodulo giallastro a livello del tendine di Achille e del polpaccio, in rilievo e duro al tatto.

Questo tipo di patologia va curata con farmaci specifici assegnati dal medico dopo un’esame aprofondito della casistica ed eventualmente un’integrazione naturale di vitamina E.
Per gli xantomi eccessivamente grossi è consigliabile la rimozione chirurgica.

© Riproduzione riservata

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