Il tonno fa bene? I dati ANCIT

Il tonno è fondamentale nella dieta mediterranea. Ma anche quello in scatola fa bene alla nostra salute? La risposta è sì!

Il tonno è tra i prodotti più consumati dagli italiani e dagli spagnoli. Parlarne fa subito venire in mente la tavola e un buon piatto di mare. Ma non è il suo unico pregio. Secondo le ultime analisi dell’ANCIT (Associazione Nazionale dei Conservieri Ittici e delle Tonnare), il mercato italiano del tonno vale 1,3 miliardi di euro.

Il nostro Paese ne produce ogni anno più di 75 mila tonnellate. E ad apprezzarlo sono in tanti: è come se ogni anno consumassimo 2,5 chili di tonno a testa.

Il tonno in scatola

Il tonno è la base di tanti prodotti alimentari, ma la forma in cui viene comprato più spesso è quella del tonno in scatola. Il 94% degli italiani ne ha almeno una scatoletta nella dispensa. 1 italiano su 2 lo mangia ogni settimana, soprattutto se l’italiano in questione è giovane e/o non sa cucinare.

Il tonno in scatola è perfetto per una ricetta veloce e facile da preparare: pensate alle classiche insalatone, o al condimento per la pasta.

Sapevate che ci sono più specie di tonno tra cui scegliere? Secondo le statistiche, sono 3 quelle preferite dagli italiani.

  1. Il tonnetto striato è quello più usato in assoluto, soprattutto nell’industria conserviera (per i prodotti sott’olio e simili).
  2. Il tonno a pinne gialle è quello comunemente noto come tonno in scatola, ma anche uno dei più pregiati.
  3. Il tonno rosso è una specie tipica del Mediterraneo, oggi a rischio di estinzione. Come specie protetta non è disponibile su mercato se non in piccole quantità. Se lo volete provare, siate pronti a rivolgervi a un produttore artigianale, e a pagare un conto salato.

Fa male alla salute?

Secondo il professor Migliaccio, presidente emerito della SISA (Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione), il tonno è un alimento molto nutriente. Fa bene al nostro organismo, e ci dà tutta l’energia di cui abbiamo bisogno.

Per gli italiani a maggior ragione: è un fondamentale della dieta mediterranea, e sì, va bene anche quando è in scatola. Le nuove tecniche di conservazione infatti non ne impoveriscono la qualità, e mantengono intatte quasi tutte le sostanze nutritive di cui è ricco. Le proteine nobili, innanzitutto: il tonno in scatola ne contiene anche di più rispetto a quello fresco. Entrambi poi forniscono al nostro organismo acidi grassi omega 3, famosi per la loro funzione antiossidante e antinfiammatoria. I famosi grassi buoni. A questi si aggiungono minerali come iodio, potassio, ferro e fosforo. E le vitamine del gruppo B, che il nostro corpo usa per convertire il cibo in energia.

Anche la praticità del tonno in scatola non è da sottovalutare, secondo il professore. Si conserva meglio ed è più economico, due caratteristiche che lo rendono adattissimo al consumo da parte di famiglie e sportivi. La sua versatilità permette di inserirlo in tante ricette, che facilmente lasciano i bambini contenti!

Un’altra buona notizia è per coloro che hanno paura dei conservanti: il tonno in scatola non ne contiene, si conserva grazie all’olio d’oliva o al sale (quindi è anche senza additivi chimici).

Il consumo consapevole

Insomma, il tonno fa bene. Ma non bisogna esagerare: il consiglio è quello di variare l’alimentazione e scegliere correttamente cosa mettere nel nostro piatto. Nel caso del tonno, l’ideale è alternarlo con altri tipi di pesce, e di accompagnarlo sempre con tanta verdura fresca. Attenzione anche al momento dell’acquisto: basta leggere le etichette e comprare solo tonno al naturale o conservato in puro olio d’oliva. Controllate anche la provenienza: il tonno più inquinato (dai metalli pesanti, nocivi soprattutto per le donne in gravidanza) è quello del Golfo del Messico.

Scritto da Alice Sacchi
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