Cancro al cervello: esiste un legame con i telefoni cellulari?

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Un recente studio australiano ha evidenziato che non vi è correlazione tra cancro al cervello e l’utilizzo dei telefoni cellulari. Cerchiamo di approfondire.

Il possibile collegamento tra cancro e telefoni cellulari è stato discusso fin da quando l’uomo ha cominciato ad utilizzarli in maniera quotidiana.

Gli allarmisti gridarono immediatamente ai rischi per la salute dovuti all’utilizzo dei cellulari, mentre gli scienziati si precipitarono a studiare quali potessero essere gli effetti e se vi fossero. La popolazione mondiale ha, però, continuato ad acquistare i cellulari, tant’è che nel giro di pochi anni la loro diffusione aumentò esponenzialmente.

Adesso arriva uno studio dall’Australia che sembra far fuori l’idea che i telefoni cellulari possano causare il cancro al cervello. Dando uno sguardo ai tre decenni di utilizzo del telefono cellulare e l’incidenza sul cancro, i ricercatori “non hanno trovato alcun aumento dell’incidenza del cancro al cervello compatibile con il forte aumento dell’uso del telefono cellulare“.

Lo studio, in un recente numero della rivista “Cancer Epidemiology”, ha analizzato i dati di oltre 34.000 soggetti.

I ricercatori hanno esaminato l’utilizzo del telefono cellulare dal 1987 al 2012 e lo hanno confrontato con i casi di cancro al cervello registrati tra il 1982 e il 2012.

Questo è quello che hanno trovato: solo un leggero aumento del cancro al cervello tra gli uomini e nessun aumento in tutte le donne. L’unico gruppo che ha visto un aumento significativo è quello dei partecipanti tra i 70 e gli 84 anni. I ricercatori hanno attribuito questo aumento ad una migliore diagnosi e non alle onde elettromagnetiche (RF) ‘friggi- cervello’ .

“È uno studio molto ben fatto, che si basa su registri di elevata qualità. I risultati sono stati simili ad altri studi”, afferma Martha S. Linet, ricercatrice senior nel ramo epidemiologico di radiologia del National Cancer Institute’s Division of Cancer Epidemiology and Genetics. “Questi studi non hanno dimostrato l’aumento della presenza di tumori cerebrali che sarebbero stati previsti con un aumento dell’uso dei cellulari ” .

Si potrebbe pensare che lo studio australiano, guidato da un professore di salute pubblica presso l’Università di Sydney, raffreddi gli animi di coloro che correlavano il cancro all’uso del cellulare; le persone, invece, sono ancora scettiche.

Ci sono ancora molti scienziati, inoltre, che restano convinti che ci sia un legame tra telefoni cellulari e tumori al cervello.

Devra Davis, fondatore e presidente dell’associazione senza scopo di lucro Environmental Health Trust per la salute, è una di questi. Lei è co-autrice di un documento del 2015 nell’International Journal of Oncology. Qui chiede una più rigorosa supervisione delle radiazioni del telefono cellulare e conclude che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, dovrebbe classificare i campi elettromagnetici a radiofrequenza emessi dal cellulare, come un fattore cancerogeno umano “probabile”. È stato classificato, nel 2011, come un cancerogeno “possibile”.

La Davis era anche in un gruppo di più di 190 esperti provenienti da 39 paesi che hanno inviato una lettera alle Nazioni Unite per richiedere ulteriori controlli.

Le diverse dichiarazioni degli organi amministrativi

La American Cancer Society si aggiudica diverse voci ufficiali:

La Food and Drug Administration americana (nel 2014): “La maggioranza degli studi pubblicati non è riuscita a mostrare un’associazione tra l’esposizione alla radiofrequenza da un telefono cellulare e problemi di salute”.

La Federal Communications Commision degli Stati Uniti (nel 2014): “Non ci sono prove scientifiche che dimostrano che l’uso del telefono senza fili può portare a un cancro o ad una serie di altri problemi “.

Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (nel 2014): “A questo punto non abbiamo la conoscenza per collegare i problemi di salute all’uso del cellulare”.

Istituto Nazionale di Scienze della Salute Ambientale (NIEHS) (nel 2014): “Le prove scientifiche attuali non sono arrivati ad una conclusione per l’uso del cellulare”.

National Research Institute of Cancer (NCI): “Gli studi finora non hanno mostrato un collegamento coerente tra l’uso del cellulare e i tumori del cervello, dei nervi o di altri tessuti della testa o del collo”.

Il NCI offre alcuni motivi per cui gli studi possono giungere a conclusioni diverse, tra cui l’inesatta dichiarazione di auto-segnalazione dell’uso dei telefoni cellulari, la partecipazione di pazienti con cancro al cervello che possono essere alla ricerca di un motivo per cui sono ammalati e la tecnologia che cambia.

È stato riferito che i telefoni emettono meno energia RF rispetto a 10 o 15 anni fa

“Penso che la maggior parte di noi in epidemiologia stia cercando quella che chiamiamo ”prova”, dice Linet, un medico. “C’è una coerenza? Nell’epidemiologia, raramente hai una situazione completamente nera o completamente bianca”.

Entrambe le parti del dibattito concordano sul fatto che sono necessari ulteriori test. Ed è qui che la ricerca come quella fatta in Australia è preziosa. Come possono aiutare altri studi più grandi, come uno studio su base animale, eseguito dal programma nazionale di tossicologia NIEHS.

Accorgimenti da adottare

Nel frattempo, anche gli esperti sono d’accordo: Se il rischio esiste, può essere mitigato. L’organizzazione per i consumatori, come altri, suggerisce di mantenere il telefono lontano dalla testa, di tenere i telefoni lontani dal corpo (una clip a cintura è migliore rispetto al tenerlo in tasca) e di usare messaggi, videochiamate o vivavoce. Gli esperti dicono che i bambini, in particolare, dovrebbero evitare l’uso prolungato del cellulare.

Anche se ci sono forti prove che suggeriscono solo un collegamento limitato, tra i telefoni cellulari e il cancro, è bene ricordare che niente effettivamente è stato dimostrato.

“Se prendono queste precauzioni, quello che potrebbero fare è ridurre molto la loro esposizione.

Se questo accade, supponendo che esista un rischio, i pericoli dovrebbero essere estremamente bassi”, dice Linet. “Ma è come tutto il resto. C’è sempre un vantaggio rispetto all’equazione di rischio che devi prendere in considerazione”.

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