Chiodi di garofano: come beneficiare delle sue proprietà

chiodi di garofano

I chiodi di garofano sono una spezia che proviene dall’Oriente, ma che sono molto diffusi ornai anche in Occidente. Conosciamoli meglio e vediamo qualche ricetta. Come beneficiare dell’olio essenziale e della tintura madre? Si tratta della parte essiccata di un alberto sempreverde che si chiama Eugenia caryophyllata, che fa parte della famiglia delle Myrtaceae.

Ricette con chiodi di garofano

Vediamo alcune ricette con i chiodi di garofano. Considerando il periodo delle Feste, gli omini di pan di zenzero possono essere una preparazione adatta all’occasione.

Per realizzarli avremo bisogno di 400 g di farina, 2 cucchiaini di zenzero, 1 cucchiaino di cannella, un quarto di cucchiaino di noce moscata in polvere, un quarto di cucchiaino di chiodi di garofano, mezzo cucchiaino di bicarbonato, un pizzico di sale, 130 g di burro, 150 g di zucchero, 150 g di miele, 1 uovo.

Per la glassa ci vorranno un albume, 200 g di zucchero a velo, 3 cucchiai di acqua, eventuale colorante alimentare.

Mettiamo la farina con tutte le spezie, bicarbonato e sale in una ciotola. In un’altra ciotola mettiamo il burro con lo zucchero, fino ad ottenere una crema densa. Aggiungiamo poi l’uovo e il miele, lavorando bene. Avvolgiamo la pasta in pellicola trasparente e mettiamo in frigorifero per un’ora.

In questo modo avremo preparato il pan di zenzero. Mettiamo l’impasto su una spianatoia e stendiamo la sfoglia di circa 4 mm. Avremo bisogno di un tagliapasta a forma di omino, dove ricaveremo i biscotti che andranno poi messi su una placca da forno, rivestita con carta forno.

Mettiamo poi in forno a 180° per circa 12-15 minuti, facciamoli raffreddare e serviamo. Nel frattempo, si può preparare la glassa montando l’albume con lo zucchero a velo. Mettiamo poi il colorante alimentare e, con una bocchetta piccola e liscia da pasticcere, decoriamo i nostri biscotti.

Anche la sangria è una preparazione che si avvale dell’uso di chiodi di garofano.

Vediamo come. Per realizzarla ci vorranno 1500 ml di vino rosso, 750 ml di gazzosa, 50 ml di brandi, due arance, due mele, un limone, due pesche, 50 g di zucchero, una stecca di vaniglia, una stecca di cannella, due chiodi di garofano.

Laviamo le mele e le pesche, che dovranno non essere trattate, tagliamola tutta a cubettini piuttosto piccoli. Mettiamola in una terrina con lo zucchero e il liquore brandy, facendo macerare per circa un’ora. Laviamo bene arance e limoni e tagliamole a fettine sottili.

Mettiamo in una ciotola il tutto e facciamo l’aggiunta di spezie, mettiamo anche la gazzosa e il vino e facciamo riposare per un’ora. Togliamo le spezie e mettiamo il tutto in frigo per almeno due ore, perché la bevanda dovrà essere servita ben fredda.

Come usarli in cucina

Come usare al meglio i chiodi di garofano in cucina? Si possono usare sia nelle ricette dolci, che in quelle salate.

E’ noto il loro impiego nelle ricette di panpepati, ma anche dolci in generale, frutta cotta, vari tipi di biscotti, nonché liquori e vini aromatizzati, come appunto la sangria, ma anche il vin brulé.

In cucina sono molto utilizzati con la carne. Spesso vengono, infatti, aggiunti alle minestre o alle zuppe di carne, possono essere usati per “sgrassare” degli stufati, oppure per profumare la selvaggina, eliminando così l’odore un po’ “selvatico” di questo tipo di carne.

Spesso vengono usati anche per aromatizzare formaggi stagionati, ma anche verdure come le cipolle e le carote. Si possono usare anche per preparare tè e infusi, come vedremo successivamente. Il loro olio essenziale è molto usato nei cosmetici e, inoltre, in Indonesia, i chiodi di garofano sono usati per la produzione di alcuni tipi di sigarette aromatiche.

Riescono a tenere lontane anche le tarme: è sufficiente mettere un sacchettino di chiodi di garofano con della cannella in stecche nell’armadio.

Messi in una ciotola nella dispensa, invece, terrà lontane le farfalle dal cibo.

I migliori infusi

Per preparare un ottimo infuso a base di chiodi di garofano avremo bisogno di 5-6 chiodi, scorza d’arancia, dolcificante a piacere (zucchero grezzo di canna o miele). In un pentolino dobbiamo aver cura di far bollire un po’ di acqua con qualche chiodo di garofano e un po’ di scorza d’arancia non trattata.

Spegniamo il fuoco dopo pochi minuti e facciamo riposare per cinque minuti l’infuso. Filtriamo e beviamo all’occasione. Può essere usata dopo i pasti, dato che questa spezia è molto digestiva.

Viene usata, inoltre, per combattere il mal di denti e come disinfettante del cavo orale. E’ utile alla circolazione del sangue, al mal di testa e vanta anche proprietà antimicrobiche. Nell’antichità, addirittura, i chiodi di garofano venivano usati per imbalsamare le salme, allontanando così il rischio di batteri dannosi e funghi.

Oggi viene spesso usata per combattere vari tipi di micosi, delle unghie e della pelle. Contrastano bene l’invecchiamento cellulare, essendo ricchi di antiossidanti.

I chiodi di garofano si acquistano al supermercato, in erboristeria o, in alternativa, su internet. Su Amazon, ad esempio, possiamo trovarne di molteplici. La Mada Spicy, ad esempio, mette in vendita sacchetti da 200 g di tale spezia ad un costo di circa 15 euro. Si tratta di chiodi di garofano interi che provengono dal Madagascar. Se ne usano due o tre per piatto, poiché sono molto aromatici.

Olio essenziale

L’olio essenziale di chiodi di garofano è molto utilizzato e vanta tantissime proprietà. In primo luogo è antisettico, poiché contiene eugenolo. Infatti, viene spesso usato per la purificazione degli ambienti.

E’ anche antivirale, in quanto sembra combattere bene il virus dell’herpes simplex, ma anche poliomielite e morbillo. E’ utilizzato come analgesico in caso di mal di denti, per carie ad esempio.

L’olio essenziale, diluito e massaggiato sull’addome o sul muscolo, è utile per crampi intestinali, meteorismo, problemi muscolari in generale. E’ anche un tonico contro la stanchezza fisica e mentale, nonché per la difficoltà di concentrazione e per il sonno. E’ anche corroborante e offre una grande sensazione di energia.

L’olio essenziale può essere utilizzato in differenti modi. Per diffusione ambientale, ad esempio, vengono messe poche gocce in un bruciatore apposito e si usa per disinfettare l’ambiente in cui ci troviamo e per profumarlo.

Può essere usato anche come lozione per degli sciacqui, con tanto di gocce sciolte in un liquido tipo aceto da versare in un bicchiere di acqua. Serve così a disinfettare anche le gengive e a curare il mal di denti. Infine, viene usato con un olio vettore per i massaggi, sulla pancia o sulle fasce muscolari indolenzite. In questo modo regala una sensazione di benessere.

Esistono delle controindicazioni derivanti dall’uso di chiodi di garofano. L’olio essenziale, infatti, è ricco di fenoli. Questi possono essere fortemente irritanti sulla cute e sulle mucose. Possono creare fenomeni di epatotossicità e non sono consigliati in caso di infiammazioni a livello di stomaco e intestino, nonché per vari tipi di dermatite.
Non deve essere usato nemmeno in gravidanza o allattamento. E’ sempre meglio chiedere consiglio al nostro medico curante prima di iniziare una cura a base di chiodi di garofano. Questo perché tale spezia può anche andare in contrasto con i farmaci che già si stanno assumendo, creando così potenzialmente interazioni pericolose.

Tintura madre

I chiodi di garofano sono molto utilizzati anche in tintura madre. In genere, si possono acquistare queste tinture in erboristeria, ma anche in farmacia o su internet. In genere vengono assunte in gocce, diluite in poca acqua, per due o tre volte al giorno.

Si tratta di estratto idroalcolico di chiodi di garofano. 60 gocce, in genere, corrispondono a uno o due grammi di estratto di chiodo di garofano. In genere li troviamo in flaconi con pipetta contagocce.

La tintura madre può essere ingerita, mentre per ciò che riguarda l’olio essenziale è meglio di no, perché può essere potenzialmente irritante. I chiodi di garofano sono usati come ingredienti nei profumi. Erano conosciuti già in Cina più di 2200 anni fa. Arrivavano in Occidente tramite le carovane e già in Siria si conosceva questa spezia.

L’origine della pianta, però, è indonesiana. Gli antichi romani la utilizzavano già per il dolore ai denti e per le proprietà antisettiche. E’ stata diffusa in Europa tramite la “via dell’incenso”. Dante Alighieri stesso ne ha parlato come un bene di lusso. Era usato, secondo lui, dai senesi per far la brace di “arrosti milionari”. Era, quindi, un bene di lusso in quel particolare periodo storico.

Intorno al 1500 è stata importata in Europa, grazie ai portoghesi e olandesi. Furono questi a ricavare l’olio essenziale che, poi, è stato usato fin da subito nella cosmesi.

Il loro nome può essere accostato al garofano, ma in realtà si tratta di due piante differenti. L’accostamento tra le due piante si ha perché la forma è simile a quella di un garofano, dai boccioli che sono così simili alla pianta una volta che vengono essiccati.

Il chiodo di garofano è formato da un galice gamosepalo formato da quattro sepali e quattro petali ancora chiusi, che vanno così a formare la parte rotonda centrale. Viene coltivata principalmente in Indonesia, come abbiamo visto, ma anche in Madagascar e Zanzibar.

Non è da confondere, però, con pepe garofanato, che è un’altra spezia: il pimento. Questo è tutto ciò che dobbiamo sapere circa i chiodi di garofano, molto utilizzati in cucina, ma anche in cosmesi e nella medicina naturale per il loro aroma e per le loro proprietà innumerevoli, che abbiamo descritto nel dettaglio.

© Riproduzione riservata
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