Colonscopia: quando fare l’esame e perché farlo

La colonscopia ha un'importanza fondamentale nella diagnosi dei tumori al colon retto, secondo tumore per mortalità.

La colonscopia è un importante esame diagnostico con il quale si possono identificare eventuali problematiche a livello di colon retto. Con il colonscopio si può intervenire direttamente su polipi e si possono eseguire dei prelievi che verranno sottoposti a biopsia.

Preparazione alla colonscopia

La colonscopia è un esame che permette di osservare le pareti dell’intestino crasso per indagare eventuali anomalie. Si effettua mediante un endoscopio flessibile munito di telecamera. Il colon è lungo circa 150 cm, inizia nell’addome inferiore destro e le sue funzioni sono molte: far progredire il suo contenuto tramite contrazioni, assorbire una gran quantità di acqua e produrre muco e anticorpi che assolvono una funzione protettiva di quel tratto intestinale.

La colonscopia dura normalmente una mezz’oretta e il soggetto è cosciente. Viene fatto sdraiare su un lettino e gli viene somministrato un sedativo e degli antidolorifici per rendere più agevole l’operazione. Il medico inserisce il colonscopio nell’ano e lo guida fino nel colon: durante tale operazione viene emessa dell’anidride carbonica per permettere una maggior visuale. Il medico infatti osserva su monitor le immagini che provengono dalla telecamera posta in cima alla sonda.

L’esame non è doloroso, ma sicuramente fastidioso; è possibile avvertire dei crampi e della pressione nell’addome. Al termine della colonscopia il medico riferisce al paziente ciò che ha potuto appurare e, in caso di biopsia, i risultati si possono ottenere nel giro di una settimana.

Colonscopia quando farla

La colonscopia è un esame che permette di diagnosticare anomalie all’interno del colon. Il cancro al colon retto è il secondo tumore per mortalità, dopo quello alla mammella (per le donne) e del polmone (per l’uomo).

Questa subdola patologia non dà sintomi nella fase iniziale, mentre quando si avvertono dolori e anomalie spesso si trova già in una fase avanzata con metastasi.

La possibilità di ammalarsi di cancro al colon retto aumenta dopo i 50 anni e la presenza di sangue occulto nelle feci è un indice di rischio molto alto. Per questo motivo i programmi di screening sottopongono la popolazione over 50 all’esame delle feci e, nel caso di positività, alla colonscopia.

Alcuni gruppi di ricerca prevedo di effettuare programmi di screening che contemplano fin da subito la colonscopia da ripetere ogni 10 anni: la prevenzione e l’individuazione precoce di anomalie alza di molto la possibilità di salvare una vita.

Colonscopia perché si fa

Tale esame si fa perciò per identificare un problema presente nel colon. L’esame permette di fornire informazioni diagnostiche, inoltre, in presenza di polipi, il colonscopio ne permette l’asportazione immediata e, in presenza di sangue, questo può essere direttamente trattato. La colonscopia si fa a seguito di positività nel test del sangue occulto nelle feci e quando un soggetto avverte fastidi e anomalie nell’addome.

Scritto da Mara
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