Come prevenire e gestire le infezioni alle vie urinarie in ogni età

Una guida pratica sulle infezioni alle vie urinarie: sintomi tipici nelle diverse fasce d'età, fattori di rischio e strategie di prevenzione utili in famiglia e nello sport

Le infezioni alle vie urinarie (IVU) possono manifestarsi a qualsiasi età, ma presentano caratteristiche peculiari a seconda del gruppo anagrafico. Capire i segnali, riconoscere i fattori predisponenti e mettere in pratica semplici accorgimenti quotidiani aiuta a ridurne la frequenza e le complicanze.

Questo articolo fornisce indicazioni pratiche per genitori, donne in gravidanza, anziani e persone con fattori di rischio, con un occhio di riguardo a prevenzione, igiene e possibili rimedi disponibili anche in farmacia. Troverai inoltre informazioni sulle cause più comuni e sui microrganismi coinvolti.

Come si manifestano le IVU nelle diverse età

Nei neonati e nei bambini piccoli i sintomi possono essere poco specifici: scarso appetito, vomito, diarrea, letargia e alterazioni della temperatura corporea. In questi casi è utile considerare l’ipotesi di IVU quando compaiono febbre senza una fonte evidente. Nei bambini più grandi compaiono segni simili a quelli degli adulti, come disuria, pollachiuria, ematuria e dolore sovrapubico. È importante ricordare che dopo i tre anni il rischio è più elevato nelle femmine a causa dell’anatomia.

Neonati e bambini piccoli

Nei primi mesi di vita le IVU possono provocare sintomi generici e l’unico indizio talvolta è l’odore anomalo delle urine. Poiché una diagnosi ritardata può avere conseguenze, ogni febbre inspiegabile nei neonati richiede valutazione medica e, se necessario, esami delle urine. I genitori devono essere seguiti su come raccogliere il campione in modo corretto per evitare falsi positivi.

Bambini più grandi e adolescenti

Con l’età compaiono segni più riconoscibili: bruciore alla minzione, urgenza, perdite e, in alcuni casi, enuresi o incontinenza nuova. Le cause sono prevalentemente batteriche: Escherichia coli è responsabile di circa il 60% dei casi, mentre Klebsiella, Proteus e Enterococco rappresentano ciascuno circa il 6-7% dei casi. Infezioni virali o micotiche sono meno comuni.

Cause, fattori di rischio e gruppi vulnerabili

Le IVU possono insorgere per contaminazione intestinale o per anomalie anatomiche. Tra le condizioni che aumentano il rischio ricordiamo il reflusso vescico-ureterale, la presenza di calcoli, l’ostruzione dell’uretra e la vescica neurologica. Alcuni gruppi meritano attenzione particolare: donne in gravidanza, anziani, persone con diabete, soggetti immunodepressi e portatori di catetere.

Reflusso vescico-ureterale

Il reflusso vescico-ureterale consiste nel ritorno di urina dalla vescica verso l’uretere e talvolta il rene, aumentando il rischio di infezioni ricorrenti e di danno alle vie urinarie superiori. È una causa comune di IVU nei neonati e nei bambini piccoli, presente in una quota significativa di casi pediatrici. La diagnosi e il follow-up sono gestiti dallo specialista in base alla gravità.

Prevenzione: abitudini quotidiane e consigli pratici

La prevenzione si basa su scelte semplici: mantenere una buona idratazione, favorire un transito intestinale regolare e curare l’igiene intima. Evitare di trattenere l’urina, scegliere biancheria in cotone e limitare indumenti troppo aderenti riducono il rischio di colonizzazione batterica. Inoltre, nelle donne in gravidanza si eseguono controlli periodici per identificare la batteriuria asintomatica, che viene trattata per prevenire complicanze ostetriche.

Sport e abbigliamento

L’attività fisica è generalmente protettiva se accompagna un’adeguata idratazione: bere durante e dopo l’esercizio aiuta a diluire e spurgare le vie urinarie. È preferibile praticare sport a basso impatto sul pavimento pelvico, come camminata e nuoto; attività con sfregamento prolungato (ad esempio ciclismo ed equitazione) possono aumentare il disagio. Dopo l’allenamento è consigliato cambiarsi e fare la doccia per evitare umidità prolungata.

Rimedi disponibili in farmacia

Il farmacista può suggerire test rapidi per la presenza di nitriti, leucociti o sangue nelle urine come primo orientamento. Tra i rimedi da banco figurano integratori a base di mirtillo rosso (che limita l’adesione batterica), D-mannosio (che ostacola l’ancoraggio dei batteri alla mucosa vescicale), uva ursina e probiotici per riequilibrare la flora intestinale. Tali prodotti possono supportare la prevenzione o coadiuvare la terapia, ma non sostituiscono la valutazione medica in caso di sintomi significativi.

Infine, nella popolazione anziana è fondamentale un approccio tempestivo: studi che hanno analizzato decine di migliaia di casi tra il 2007 e il 2015 hanno evidenziato come ritardi nel trattamento possano aumentare il rischio di sepsi e ricovero. Per questo motivo ogni sospetto di IVU in pazienti fragili richiede una rapida valutazione clinica e, quando indicato, terapia antibiotica appropriata.

Fonte: Ministero della Salute

Scritto da Nicola Trevisan

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