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Conoscere la congestione sinusale

Congestione sinusale: informazioni utili sui seni e su come agire nel caso in cui si presenti questo problema.

Un giorno, nell’Inghilterra del diciassettesimo secolo, una donna aveva un problema con uno dei canini superiori. Conformemente alla norma, le venne estratto (il trattamento del tempo per un dente guasto).

Purtroppo però, non bastò rimuovere il dente problematico e presto notò (tenetevi forte) che del pus usciva dal buco in cui prima c’era il dente.

Era disgustoso, e la situazione anche peggio.

Tentando di trovare la causa del problema, l’intraprendente donna utilizzò oggetti insoliti – un lapis e una piuma – per esplorare la cavità lasciata vuota dalla rimozione del dente. Dopo poco corse dal dottore, insistendo di essersi perforata il cervello.

Fortunatamente per lei, questo dottore in particolare sapeva esattamente cosa stava succedendo.

Non molti fisici del diciassettesimo secolo conoscevano le strutture anatomiche che permettono a qualcuno di inserire un oggetto stretto e lungo attraverso una cavità dentale fino ad arrivare al cranio.

Ma Nathaniel Highmore era così informato che la parte anatomica in questione porta il suo nome.

In altre parole: la nostra paziente non aveva certamente toccato il suo cervello con una piuma. Stava stuzzicando la zona dell’Antro di Highmore, meglio conosciuto al giorno d’oggi come seno mascellare – una cavità nel cranio, vicino al naso, quasi interamente piena d’aria.

Per aiutarla a capire meglio la situazione, Highmore le mostrò pure alcuni dei suoi disegni anatomicamente dettagliati.

Per decadi si è creduto che Highmore fosse stato il primo a realizzare precisi disegni anatomici del seno mascellare. Poi, nel 1901, furono scoperti i disegni scientifici di Leonardo da Vinci e i ricercatori vennero a conoscenza del fatto che il grande artista avesse rappresentato il seno in questione con immagini molto accurate più di cento anni prima di Highmore.

Nonostante nessuno avesse fatto disegni accurati sui seni prima di da Vinci e Highmore, le persone li conoscono da millenni.

Sembra che gli antichi Egizi fossero a conoscenza di essi grazie alla loro abitudine di rimuovere il cervello dei morti attraverso il naso durante il processo di mummificazione. Probabilmente non utilizzavano il seno mascellare per questo proposito, bensì quello etmoidale.

Ebbene sì, esistono più tipi di seno. Sono quattro: mascellare, etmoidale, frontale e sfenoidale.

Quindi, abbiamo dei buchi in testa e quando abbiamo problemi ai seni possono fare in modo che ci facciano male i denti. Ma perché? Qual è lo scopo di avere una rete di tasche piene d’aria in testa?

Anatomia della cavità

I tuoi seni mascellari sono su entrambe le parti della tua cavità nasale, dietro ai tuoi zigomi e sopra i canini e molari superiori. E, come dimostrato da questo episodio medico del diciassettesimo secolo, le radici dei nostri denti a volte arrivano a stuzzicare i seni mascellari.

I seni frontali sono sulla tua fronte, appena sopra le tue sopracciglia, i seni etmoidali sono una coppia di piccole tasche in mezzo ai tuoi occhi.

I seni sfenoidali si trovano dietro al tuo naso.

Sono tutti collegati da piccoli canali comunemente noti come complesso ostio-meatale, che li connette con le vie nasali. Il loro speciale rivestimento, chiamato opportunamente mucosa, produce il muco.

Alcuni ricercatori pensano che i seni siano soltanto prodotti accidentali dell’evoluzione che non hanno una vera funzione. I seni si espandono e crescono durante la nostra crescita, perciò altri specialisti hanno dichiarato che in realtà prendono forma come risultato del processo di masticazione. Questo processo infatti crea abbastanza pressione da creare piccoli cavi nel nostro teschio. Altri ancora teorizzano che la pressione atmosferica fa questo giochino nel nostro sviluppo dopo la nascita.

I nostri seni aspettano una risposta a questi quesiti esistenziali. Per aggiungerne altri, i nostri seni non sono neppure simmetrici. Ogni cavità si sviluppa secondo un’unica dimensione e forma, rendendoli irripetibili come le nostre impronte digitali.

Oltre a capire come siano esistiti, stiamo ancora lavorando sul perché esistano.

Duemila anni fa, il famoso fisico greco Galeno suggeriva che i seni esistessero per ridurre il peso della testa.

Teorici più tardi proposero l’idea che aiutino a regolare la temperatura e l’umidità dell’aria che inspiriamo, che allevino la pressione sulla cavità nasale quando starnutiamo, che servano per la produzione di muco. Oppure che aiutino ad odorare o che siano casse di risonanza per la nostra voce.

Queste teorie sembrano strane, ma sono state tutte confutate. Visto che non sappiamo veramente perché sono lì, non sappiamo nemmeno se seni diversi servano a scopi diversi.

Uno dei suggerimenti più controversi appartiene alla teoria – molto discussa – della “scimmia acquatica”. Secondo questa idea, i nostri progenitori non si sono evoluti in moderni umani nelle savane africane come sostiene la teoria convenzionale, ma sulle sponde di fiumi, laghi e oceani.

Se ciò fosse vero, potrebbe spiegare alcune delle peculiarità che ci differenziano da altri primati e ci collegano alle creature di mare, in particolare: la nostra mancanza di pelliccia, il nostro cervello di grandi dimensioni, il nostro grasso sottocutaneo e i nostri seni.

Secondo questo concetto, avere seni ha senso perché i crani pieni di tasche d’aria sono più galleggianti di quelli che non le hanno.

Per qualsiasi ragione si siano formati, i nostri seni non sono soltanto inutili buche nel cranio.

Nel 1995 è stato scoperto che producono grandi quantità di ossido nitrico. L’ossido nitrico può aumentare la pressione sanguigna e ha proprietà antibatteriche. In altre parole, il gas del naso probabilmente aiuta a inibire lo sviluppo di patogeni nella cavità nasale.

Tuttavia, la funzione non dovrebbe essere confusa con l’origine. Solo perché i seni producono l’utile ossido nitrico non significa che si siano evoluti per questo fine. La produzione di gas potrebbe essere un effetto secondario di un altro processo.

Anche se i seni aiutano il nostro sistema immunitario, sappiamo che comunque non sempre quest’ultimo opera a dovere e a volte queste cavità nella nostra testa contengono più che gas innocui.

Seni problematici

Molte cose possono andare storte con i seni. Innanzitutto, potresti averne uno in più!

Apparentemente circa il 10% della popolazione ha spazi vuoti extra in testa grazie a variazioni genetiche casuali. C’è soltanto una certa quantità di spazio in testa, così un seno in più deve stringersi in mezzo agli altri, col risultato che lo spazio di transizione (ostio) di ognuno dei tuoi seni sarà più piccolo. Più piccoli gli osti, peggio sarà. Quando queste transizioni si bloccano iniziano i guai.

Sia con che senza un seno in più potresti comunque avere delle cavità strette. In ogni caso, questi osti non sono mai larghi. Sono stretti e si otturano facilmente quando i tessuti sono gonfi per via di raffreddori o allergie. I risultati sono tutto fuorché piacevoli: mal di testa, fuoriuscita di muco dal naso, tosse, naso e orecchie tappati e a volte pure sangue dal naso.

I mal di testa sono particolarmente associati ai seni bloccati a causa della pressione che si forma in queste piccole cavità del cranio quando il movimento dell’aria e dei fluidi viene bloccato.

Tutti questi sintomi sono collegati all’infiammazione dei seni, che impedisce al muco di essere drenato nella cavità nasale.

Quando questi canali rimangono intasati per troppo tempi ed esercitano pressione sull’orecchio medio, potresti avere problemi secondari come il tinnito, meglio conosciuto come “fastidiosissimo ronzio all’orecchio”. In alcuni casi, problemi a lungo termine ai seni e brutti sanguinamenti del naso possono essere segni di problemi più seri – quindi se il tuo seno continua ad avere problemi o se hai la febbre, estrema spossatezza o altri sintomi, vai dal dottore.

Di cattivo gusto

I tuoi seni sono bloccati, hai il mal di testa, non puoi respirare col naso e inoltre non senti il sapore del cibo. Perché? È perché la tua lingua è secca a forza di respirare con la bocca?

In verità, la lingua non ha un grande ruolo nell’assaporare i cibi. È uno strumento smussato, capace di rilevare solo cinque differenze: salato, dolce, amaro, aspro e saporito (o umami).

All’interno del tuo naso, un piccolo gruppo di cellule specializzate, dette cellule olfattive, filtrano i sottili ma importantissimi spazi vuoti non ispezionati dalla tua lingua, comunicandoti la differenza tra una pera e una mela, o tra cioccolato e caramello.

Quando il tessuto nei tuoi seni si gonfia e blocca il movimento dell’aria nella tua regione nasale, la tua fessura olfattiva non riceve segnali, rendendo inefficace il tuo senso del gusto.

Prevenzione e trattamento della congestione sinusale

Nell’antica tradizione ayurvedica del subcontinente indiano, stati meditativi profondi erano raggiunti attraverso una particolare attenzione alla respirazione. Una chiara e limpida respirazione è perciò ritenuta molto importante. Raffreddori e allergie che bloccano i processi di respirazione non sono i benvenuti, perciò gli yogi hanno sviluppato una cosa che chiamano “jala neti”, termine sanscrito per “irrigazione nasale”, che fornisce un’illuminante spiegazione del processo.

Il concetto è semplice, ma ingegnoso. Aggiungi un po’ di sale a dell’acqua calda e trasferiscilo in un contenitore dalla forma di teiera che abbia un beccuccio adatto per le narici. Appoggiati su un lavello appoggiando la testa su un lato. Premi il beccuccio su ogni narice e inizia a versare. Ti sentirai strano quando l’acqua ti riempirà la cavità nasale, ed ancora di più quando inizierà ad uscire dall’altra narice. Quando tutta l’acqua è fuoriuscita, soffia il naso per eliminare ogni rifiuto in eccesso.

L’irrigazione nasale con un irrigatore nasale è spesso raccomandata dai dottori ed è considerato un modo semplice ed efficace per liberare il tuo naso e la regione nasale, utilizzando acqua e contenitore sterilizzati. Il contenuto di sale è la chiave per far scorrere l’acqua più comodamente senza avere quella sgradevole sensazione di avere l’acqua nel naso, tipo quando stai a testa in giù in piscina.

Riguardo agli strumenti: è estremamente importante utilizzare acqua distillata o bollita. Se utilizzi l’acqua del rubinetto, assicurati che venga fatta scorrere attraverso un filtro che non abbia buchi più grandi di un micron e poi, per sicurezza, fai bollire l’acqua e lascia raffreddare prima di procedere all’uso.

Problemi sinusali possono essere alleviati bevendo molta acqua per espellere il muco, permettendogli di fluidificarsi più facilmente. Mettere un asciugamano caldo sulla testa più aiutare a ridurre i tessuti gonfi e inalare vapore – che sia da una doccia, una ciotola d’acqua calda o un umidificatore – può idratare i tuoi cavi nasali.

Decongestionanti come i prodotti SUDAFED e SUDAFED PE possono essere efficaci nell’alleviare i sintomi legati ai seni, quando sono lo spiacevole effetto di allergie e raffreddore. I prodotti SUDAFED contengono pseudoefedrina e quelli SUDAFED PE fenilefrina. Entrambi gli ingredienti servono a ridurre il gonfiore dei vasi sanguigni, permettendo ai tessuti intorno alle cavità nasali di tornare alla forma originale, cosicché i fluidi (per esempio il muco) possano scorrere più liberamente. Se provate dolore, allergie con tosse o altri sintomi, molti decongestionanti sono realizzati con ingredienti che trattano questi sintomi.

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