Dopo una lunga serie di vicissitudini legali, il progetto del nuovo ospedale di Cuneo ha finalmente ottenuto il via libera definitivo. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto l’appello presentato da Inc, società del gruppo Dogliani, contro la decisione di Regione Piemonte e Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di non procedere con il partenariato pubblico-privato proposto.
Questa sentenza rappresenta un punto di svolta cruciale per la realizzazione di un’infrastruttura sanitaria moderna e adeguata alle esigenze del territorio cuneese. Ma come siamo arrivati a questo risultato e cosa significa per la comunità locale?
La lunga battaglia legale e le decisioni chiave
La vicenda ha radici lontane, risalenti al maggio quando Inc presentò la propria proposta per la realizzazione del nuovo ospedale attraverso un partenariato pubblico-privato. Inizialmente, questa opzione sembrava la strada da seguire, ma parallelamente restava sul tavolo anche la possibilità di un finanziamento pubblico tramite Inail.
Nel venne definito un cronoprogramma che puntava a completare l’opera entro il . Tuttavia, l’autunno dello stesso anno segnò una svolta decisiva. Al termine di una lunga istruttoria, Regione Piemonte e Azienda Ospedaliera decisero di non dare corso al partenariato, ritenendo più conveniente procedere con un intervento finanziato con fondi pubblici Inail. Questa scelta, basata su valutazioni economiche dettagliate, segnò l’abbandono del progetto presentato da Inc.
Il ricorso al Tar e la sentenza del Consiglio di Stato
La società del gruppo Dogliani non accettò passivamente questa decisione e, nell’ottobre presentò ricorso al Tar Piemonte, chiedendo anche un risarcimento di 10,8 milioni di euro per i costi sostenuti. Tuttavia, nel il Tar Piemonte respinse il ricorso, ritenendo legittima la scelta di non proseguire con il partenariato alla luce dell’aumento dei costi e dell’istruttoria svolta dall’Azienda ospedaliera con il supporto dei propri advisor.
Il colpo di grazia alle speranze di Inc arrivò con la sentenza del Consiglio di Stato, che respinse definitivamente l’appello. «Alla luce di tutte le considerazioni svolte, il complesso delle censure formulate nel gravame è infondato, sicché l’appello deve essere conclusivamente respinto», si legge nella sentenza di 39 pagine. Respinta anche la domanda di annullamento del diniego e di risarcimento.
La soddisfazione per questa decisione è palpabile tra le istituzioni coinvolte. Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, Franco Ripa, ha dichiarato: «Proseguiamo il percorso per la realizzazione di questo importante progetto». Anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, hanno espresso la loro soddisfazione, sottolineando che la sentenza ribadisce la validità delle ragioni che hanno caratterizzato l’azione della Regione e dell’Azienda ospedaliera.
L’assessore regionale al territorio, Marco Gallo, ha commentato: «La sentenza del Consiglio di Stato rappresenta un passaggio fondamentale perché conferma la correttezza e la solidità del percorso intrapreso e consente di proseguire con ancora maggiore certezza verso la realizzazione del nuovo polo ospedaliero». Gallo ha inoltre precisato che la gara per la progettazione è in corso e procede secondo il cronoprogramma stabilito.
Claudio Sacchetto, consigliere regionale e componente della Commissione Sanità, ha aggiunto: «La vicenda del nuovo ospedale di Cuneo dimostra che la scelta compiuta dalla Regione Piemonte e dall’Assessore alla Sanità Federico Riboldi di interrompere il percorso del project financing e procedere attraverso il programma Inail è stata una scelta coraggiosa, responsabile e orientata esclusivamente all’interesse pubblico».
Ora, con il via libera definitivo, il progetto può finalmente procedere verso la realizzazione. Il nuovo ospedale rappresenta un’opera strategica non solo per Cuneo, ma per l’intera provincia, e la comunità locale attende con impazienza una struttura moderna ed efficiente. Come ha sottolineato Gallo, «il territorio cuneese attende da tempo una struttura moderna, efficiente e adeguata alle sue esigenze».


