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Creme

Creme

di Gianfranco Di Mare

Performance Engineer

Una crema per uso topico – estetica o terapeutica che sia – può avere un numero limitato di azioni. Ad esempio può indurre una reazione vasocostrittiva o vasodilatativa sulla pelle. Esistono creme per la cellulite che contengono peperoncino, o altri principi attivi rubefacenti.

La speranza commerciale è che stimolare la circolazione locale favorisca il metabolismo delle cellule cellulitiche…

Oppure una crema può essere concepita con la speranza che raggiunga tessuti più profondi, come nel caso di una tendinite o della cellulite, appunto (una malattia del derma profondo).

In entrambi i casi è importante avere una rappresentazione realistica della struttura del corpo umano e della sua fisiologia: nella migliore delle ipotesi una crema ha pochi minuti per agire, prima che il torrente ematico cutaneo la trascini via, spostandola fisicamente dalla zona di applicazione.

Una crema non riesce comunque a raggiungere tessuti profondi, perché nelal sua penetrazione incontra molto prima qualche milione di vasi capillari. Il principio attivo, quindi, raggiunge il tessuto di destinazione per via sistemica, cioè attraverso il sangue, come se fosse stato preso per bocca.

In questo modo la crema perde uno dei suoi punti di forza: la potenza dell’applicazione locale, che dovrebbe creare una forte concentrazione di principio attivo in una zona molto circoscritta.

Ora, la quantità di principio attivo in una crema è di solito nell’ordine dell’1%. Immaginate la potenza terapeutica di un milligrammo di una molecola (già non particolarmente potente, perché di libera vendita) diluita in 4/5 litri di sangue: assolutamente non significativa.

A questo punto, tanto vale assumere il principio attivo per bocca, ma in dosi terapeutiche:  diecine o centinaia di milligrammi (o più), più volte al giorno. 

Diverso è il discorso ad esempio per un’azione riscaldante/raffreddante, vasocostrittiva/vasodilatativa, che invece riescono a durare per qualche minuto proprio perchè hanno luogo soprattutto sui capillari.

Anche le azioni sull’epidermide (la parte superficiale della pelle), per ovvi motivi, riescono ad essere abbastanza efficaci: dunque sì a creme ad esempio idratanti o contro scottature, eruzioni ecc, soprattutto per la loro azione sintomatica (sollievo momentaneo).

Un’altra cosa importante da tenere in conto è che la pelle non consente il pasaggio di molecole più grandi di 200-300 angstrom: il che esclude proteine e vitamine, ad esempio, che sono molecole enormi.

La prossima volta che in profumeria vi chiedono 15 € per 50 mg di Supercrema alle Vitamine E e D che “fanno bene alla pelle”, fatevi una risata. Quella roba non passerà mai, parola di scout.

Image: Nanni Moretti nel film Bianca

© Riproduzione riservata

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