Deprescrizione e servizi territoriali: nuovi indirizzi per terapie, assistenza in Liguria e regole Ue sulle bottiglie

Tre sviluppi che influenzano cura, organizzazione e ambiente: la pratica della deprescrizione per ridurre i farmaci inutili, il Piano sanitario sociale Liguria 2026-2030 per la presa in carico integrata e le scadenze del regolamento Ue che dal 12 agosto 2026 limita sostanze chimiche negli imballaggi.

Negli ultimi anni emergono tre cambiamenti che toccano direttamente la salute pubblica e l’organizzazione dei servizi: la diffusione della pratica clinica chiamata deprescrizione l’approvazione di un Piano sanitario e sociale regionale pensato per una popolazione sempre più anziana e nuove regole europee sugli imballaggi che influiscono su sicurezza alimentare e filiere.

Questi tre filoni interagiscono nella pratica quotidiana: la riduzione di farmaci evita danni ai pazienti anziani, una rete di servizi integrata facilita la continuità di cura sul territorio, mentre limiti chimici sugli imballaggi puntano a prevenire esposizioni nocive. Di seguito un’analisi articolata dei fatti e delle implicazioni.

Deprescrizione e politerapia: ridurre il carico farmacologico negli anziani

Negli ultimi anni la comunità scientifica ha evidenziato che molte raccomandazioni cliniche spiegano quando iniziare una terapia ma raramente quando sospenderla. Un gruppo multidisciplinare di 72 esperti ha prodotto nuove linee guida pubblicate ad aprile che trasformano la deprescrizione in una pratica clinica strutturata, con centinaia di raccomandazioni e buone pratiche rivolte soprattutto ai pazienti con politerapia.

Il problema osservato è concreto: molti pazienti, in particolare gli over 65, assumono contemporaneamente cinque, dieci o più farmaci senza che vi sia una verifica periodica del rapporto tra benefici e rischi. Questo aumenta il rischio di interazioni farmacologiche eventi avversi, cadute, ricoveri e declino funzionale. La deprescrizione programmata e condivisa con il paziente viene indicata come una strategia sicura ed efficace per migliorare l’appropriatezza terapeutica.

Esempi di classi farmacologiche spesso prolungate oltre il necessario

Alcune categorie risultano frequentemente mantenute nel tempo senza rivalutazione: gli antibiotici usati senza indicazione che alterano il microbiota gli ansiolitici e gli antidepressivi prolungati per anni e gli antiacidi prescritti inizialmente per brevi periodi ma poi continuati. Ogni terapia dovrebbe essere esaminata periodicamente per verificare se il bilancio tra vantaggi e rischi resti favorevole.

Nel determinare il problema pesa anche il modello culturale che tende a cercare una pillola per ogni condizione: molte situazioni cliniche e fattori di rischio sono stati medicalizzati, aumentando la durata delle terapie. L’industria farmaceutica contribuisce allo sviluppo di farmaci essenziali, ma può anche favorire dinamiche di ampliamento del mercato attraverso l’allargamento delle indicazioni o l’abbassamento delle soglie diagnostiche.

Piano sanitario e sociale Liguria 2026-2030: governare il cambiamento demografico

La Regione Liguria ha approvato il Piano sanitario e sociale integrato 2026-2030, il primo atto strategico che accompagna la riforma organizzativa e la nascita di una Agenzia di Tutela della Salute regionale. La scelta di fondo è dettata da un dato demografico: la popolazione ligure è tra le più anziane d’Italia, con una quota significativa di over 65 destinata ad aumentare nei prossimi anni.

Per rispondere a questo profilo demografico il Piano propone una rete unica di cura che colleghi ospedale, territorio e domicilio, evitando che il cittadino debba orientarsi da solo tra strutture e servizi. Tra gli interventi previsti figurano l’ampliamento delle Case della Comunità la realizzazione di Ospedali di Comunità il potenziamento delle centrali operative territoriali e dell’assistenza domiciliare tutti tessuti intesi a sostenere la presa in carico della cronicità e della non autosufficienza nel tempo.

Strumenti digitali e governance

Il Piano integra strumenti digitali come la piattaforma IT-CURA e il fascicolo sanitario elettronico per armonizzare informazioni cliniche, intercettare bisogni precocemente e ridurre ricoveri evitabili. Per ogni azione sono indicati responsabili, tempi e indicatori misurabili, con rendicontazione pubblica annuale alla commissione competente per garantire trasparenza e monitoraggio.

Regolamento Ue sugli imballaggi: scadenze e impatti dal 12 agosto 2026 al 2030

Il nuovo quadro normativo europeo sugli imballaggi introduce una svolta: la priorità è la prevenzione e la progettazione sostenibile, con il riutilizzo anteposto al riciclo. Dal 12 agosto 2026 entrano in vigore limiti molto stringenti sulle sostanze presenti negli imballaggi alimentari: soglie precise per le PFAS e limiti rafforzati per i metalli pesanti. Queste misure riguardano la composizione chimica degli imballaggi, non il divieto immediato delle bottiglie in plastica.

I cambiamenti più incisivi sugli scaffali arriveranno invece dal 1° gennaio 2030, quando verranno vietati specifici tipi di imballaggi monouso e si imporrà una quota minima di contenitori riutilizzabili per le bevande. Nel frattempo entrano in gioco obblighi di etichettatura armonizzata, documentazione tecnica tracciabile e criteri comuni di valutazione della riciclabilità, oltre a una metodologia per conteggiare il contenuto riciclato ottenuto per via chimica.

Queste novità implicano ricadute sulla sicurezza alimentare, sulle filiere del riciclo e, indirettamente, sulla salute pubblica, poiché riducono il rischio di esposizione a sostanze persistenti e favoriscono materiali progettati per essere più sicuri.

Scritto da Roberto Capelli

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