La Regione Lombardia ha compiuto un passo significativo nel campo della chirurgia vascolare con l’istituzione di una nuova rete regionale. Questa iniziativa mira a migliorare la gestione delle malattie vascolari, in particolare quelle che riguardano l’aorta, attraverso una rete di centri di eccellenza. La deliberazione del 3 agosto 2026, proposta dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha definito un modello organizzativo che punta a concentrare le casistiche più delicate nelle strutture con maggiore esperienza e tecnologie avanzate.
I centri di eccellenza per la chirurgia vascolare
Tra i centri di eccellenza figurano l’ASST Spedali Civili di Brescia e l’Ospedale di Circolo di Varese, entrambi inseriti nel Gruppo A. Questi centri sono in grado di trattare l’intero spettro delle patologie aortiche, comprese quelle più complesse che richiedono l’uso di endoprotesi personalizzate o ramificate. L’ASST Spedali Civili di Brescia, diretto da Luigi Cajazzo, è il primo centro pubblico della Lombardia per volume medio di attività nel trattamento della patologia aortica, con una media di 137 interventi l’anno.
L’importanza della formazione e della ricerca
La Struttura Complessa di Chirurgia vascolare della ASST Spedali Civili di Brescia, diretta da Stefano Bonardelli, è anche la sede della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare dell’Università di Brescia. Questo legame con l’università rafforza il ruolo degli Spedali Civili nella formazione delle nuove generazioni di specialisti. Inoltre, il centro svolge un ruolo di primo piano nella ricerca clinica e nell’innovazione, favorendo l’accesso a nuovi materiali protesici, sistemi di imaging avanzato e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.
La nuova organizzazione della rete vascolare
La nuova rete regionale della Chirurgia vascolare punta a creare un sistema coordinato per la cura delle malattie vascolari. Questo sistema integra le Chirurgie vascolari lombarde con le altre reti dell’area cardio-cerebro-vascolare, come quelle dedicate all’infarto, all’ictus e alla riabilitazione cardiovascolare. L’obiettivo è garantire un percorso di presa in carico completo per i pazienti, dalla diagnosi al trattamento, passando per il monitoraggio degli esiti delle cure.
I criteri di selezione dei centri
I centri sono stati selezionati in base a criteri specifici, tra cui il numero di interventi eseguiti, la competenza clinica, l’adeguatezza dell’organizzazione e la disponibilità tecnologica. I centri di Gruppo A, come l’Ospedale di Circolo di Varese, diretto dal professor Matteo Tozzi, possono gestire tutta la patologia aortica e i relativi interventi. I centri di Gruppo B, come l’Ospedale di Circolo di Busto Arsizio, sono destinati alla patologia aortica addominale standard.
La nuova organizzazione avrà anche conseguenze sulla distribuzione degli interventi in Lombardia. Dal 1° gennaio, le strutture pubbliche e private accreditate che non rientrano nei gruppi individuati dalla Regione non potranno più effettuare a carico del Servizio sanitario regionale gli interventi programmati per la patologia aortica riservati ai centri della rete. La classificazione delle strutture sarà rivalutata entro dodici mesi sulla base dell’andamento dei volumi di attività e degli esiti.


