Dry Eye Disease: sintomi, diagnosi e impatto sulla chirurgia oculare

Scopri come riconoscere i sintomi dell'occhio secco e perché l'educazione del paziente è fondamentale, soprattutto prima di interventi chirurgici

L’occhio secco è una condizione oftalmologica complessa e spesso sottovalutata. Molti pazienti presentano sintomi senza rendersi conto di soffrire di questa malattia. Questo è emerso chiaramente dai dati presentati da Francis S. Mah, MD, dello Scripps Clinic Medical Group, durante il meeting dell’American Society of Cataract and Refractive Surgery (ASCRS).

Un sondaggio online condotto da Harris Poll su 2.003 adulti statunitensi, di cui 461 con occhio secco diagnosticato, ha rivelato che il 74% dei partecipanti senza diagnosi presentava sintomi compatibili con la Dry Eye Disease (DED), ma solo il 15% li associava a questa condizione.

Sintomi spesso ignorati e mal compresi

I sintomi dell’occhio secco sono vari e non sempre riconducibili a una semplice sensazione di secchezza. Tra i più comuni troviamo fotofobia arrossamento oculare, sensazione di stanchezza agli occhi e lacrimazione paradossale. Tuttavia, molti pazienti non riconoscono questi segni come indicatori di una malattia specifica.

L’immaginario comune associa l’occhio secco esclusivamente alla sensazione di occhio asciutto ma la realtà clinica è molto più complessa. La DED può manifestarsi con bruciore, sensazione di corpo estraneo, instabilità della superficie oculare e fluttuazioni della qualità visiva. Questi sintomi possono influenzare significativamente la vita quotidiana, soprattutto durante l’uso prolungato di dispositivi digitali.

L’importanza dell’educazione sanitaria

Il sondaggio ha evidenziato che il 70% degli intervistati aveva scarse conoscenze su come prevenire o trattare l’occhio secco. Inoltre, il 44% non era consapevole delle possibili conseguenze oculari e visive di una malattia non adeguatamente riconosciuta e trattata.

La DED non è un semplice disturbo fastidioso, ma una malattia multifattoriale della superficie oculare. L’alterazione dell’omeostasi del film lacrimale può determinare sintomi, instabilità della superficie e compromissione della qualità visiva. È fondamentale educare i pazienti a riconoscere i sintomi e a comprendere che esistono diverse forme di malattia, con meccanismi e strategie terapeutiche differenti.

Occhio secco e chirurgia oculare

L’educazione del paziente assume un’importanza ancora maggiore prima di interventi chirurgici, come la chirurgia della cataratta e quella refrattiva. La superficie oculare e il film lacrimale influenzano infatti alcune delle misurazioni utilizzate per la pianificazione chirurgica.

Una superficie instabile può interferire con cheratometria, topografia corneale, aberrometria e biometria, riducendo la ripetibilità delle misurazioni e potenzialmente la precisione del risultato refrattivo. L’ASCRS Cornea Clinical Committee ha sviluppato uno specifico algoritmo per identificare e trattare il dry eye prima della chirurgia refrattiva e della cataratta.

Il successo chirurgico non si misura solo con l’acuità visiva. Oggi i pazienti cercano qualità della visione, stabilità, comfort e indipendenza dagli occhiali. Un occhio secco preesistente può influenzare le misurazioni preoperatorie, la qualità visiva postoperatoria e la soddisfazione del paziente. Lo screening e l’ottimizzazione della superficie oculare prima della chirurgia sono

Educare il paziente prima dell’intervento significa anche proteggerne le aspettative dopo l’intervento. Un paziente con una DED preesistente ma misconosciuta può sviluppare o percepire maggiormente, dopo l’intervento, bruciore, sensazione di corpo estraneo, fluttuazioni visive o discomfort. Informare il paziente sulla possibile evoluzione postoperatoria permette di costruire aspettative più realistiche e un rapporto medico-paziente più consapevole.

Verso un approccio più proattivo

La moderna oftalmologia deve passare da un approccio esclusivamente symptom-driven a un approccio più proattivo. Anamnesi, valutazione del film lacrimale, superficie oculare, palpebre e ghiandole di Meibomio devono fare parte di una valutazione complessiva del paziente, soprattutto quando è candidato a chirurgia.

L’attuale algoritmo preoperatorio ASCRS parte dallo screening di segni e sintomi e integra, quando indicato, valutazioni della superficie e del film lacrimale prima di procedere alla pianificazione chirurgica definitiva.

I dati presentati da Mah ci ricordano una realtà apparentemente paradossale. La Dry Eye Disease è molto conosciuta dagli oftalmologi, ma ancora troppo poco conosciuta dai pazienti. Diagnosticare precocemente la DED significa migliorare il comfort e la qualità visiva del paziente. Farlo prima di una chirurgia significa ottimizzare le misurazioni, migliorare la prevedibilità del risultato, gestire correttamente le aspettative e aumentare la probabilità di avere un paziente soddisfatto dopo l’intervento.

Scritto da Camilla Pellegrini

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