Fuoco di Sant’Antonio: cura naturale e rimedi della nonna

Fuoco di Sant'Antonio: cura naturale e rimedi della nonna

Parliamo di fuoco di Sant’Antonio. Che cos’è? Come si può curare, anche naturalmente, attraverso i semplici rimedi della nonna? Vediamolo assieme.

Che cos’è il fuoco di Sant’Antonio

Cerchiamo di capire, intanto, che cos’è il fuoco di Sant’Antonio. Il nome deriva della tradizione popolare, dato che il suo appellativo scientifico è quello di Herpes Zoster. In pratica, è lo stesso tipo di herpes che caratterizza la varicella. Mentre, però, la varicella colpisce di più i bambini, il cosiddetto fuoco di Sant’Antonio tende a colpire le persone più adulte e, in particolare, gli anziani.

La malattia comune come varicella rimane nell’organismo una volta che viene infettato da tale tipo di virus, rimane silente e permane addosso in uno stato che viene definito di quiescienza, riparandosi nelle difese immunitarie dei nervi. Nel corso della vita, può accadere che oltre alla varicella, questo virus non si riattivi mai più, al contrario, potrebbe anche ritornare, specialmente in età anziana e in forti situazioni di stress che, si sa, alterano e diminuiscono le nostre difese immunitarie.

Vediamo, adesso, quali possono essere i sintomi della malattia della pelle conosciuta come Fuoco di Sant’Antonio o herpes zoster.

I principali sintomi di questa malattia consistono in degli sfoghi cutanei, o meglio delle macchie rosse che possono evolversi in bolle o vescicole. L’area colpita, che generalmente è spesso il tronco oppure più raramente il viso, duole e, soprattutto, prude o brucia. A volte, il dolore può iniziare a manifestarsi prima dell’arrivo delle macchie. Questa malattia cutanea porta il malato ad avere febbre, mal di testa, nausea, vomito.

Se viene coinvolta la zona degli occhi, la malattia viene chiamata herpes zoster oftalmico: in questo caso, è necessario recarsi da un medico, che vi saprà dire come comportarsi.

Ma perché l’herpes zoster viene anche chiamato con il nome di fuoco di Sant’Antonio? La motivazione è semplice: Sant’Antonio è il santo protettore del fuoco e il bruciore delle bolle e delle vescicole lo ricordano. L’associazione di idee è dunque molto semplice da fare.

Come curare il fuoco di Sant’Antonio

Il fuoco di Sant’Antonio si può curare, ma come? Si possono attuare rimedi della nonna, ma non solo.

Esistono, infatti, anche dei veri e propri farmaci che possono essere assunti, per fare in modo che l’herpes regredisca con il passare del tempo. Il trattamento medico prevede l’uso di farmaci analgesici ed antinfiammatori. Spesso, inoltre, il medico può optare per la somministrazione di farmaci antivirali, che permettono di ridurre i sintomi e la loro gravità.

Per alcune categorie di persone, considerate soggetti a rischio, è inoltre disponibile un vaccino, in grado di prevenire la comparsa dell’herpes zoster e di ridurre le complicanze dell’attivazione del virus in oltre metà dei soggetti. In genere, chi non ha mai avuto la varicella non verrà colpito dal fuoco di Sant’Antonio, mentre chi l’ha contratta avrà un 10-20% di probabilità che il virus si riattivi durante tutto l’arco della vita.

Viene considerata, quindi, un’infezione secondaria rispetto al virus della varicella. L’intensa esposizione ai raggi solari, così come un periodo di stress o di debilitazione (come per gli anziani) può provocare una riattivazione del virus silente nel nostro corpo, nei soggetti che già hanno contratto varicella.

In Italia, si registrano almeno 150.000 nuovi casi all’anno di Herpes Zoster.

Rimedi naturali

Abbiamo detto che, oltre ai classici rimedi farmacologici, in natura esistono molti rimedi che possono far guarire più velocemente una persona affetta da fuoco di Sant’Antonio e di ridurre i sintomi nel modo più veloce possibile. I rimedi naturali, ovvero i così detti “rimedi della nonna”, possono essere una valida alternativa per chi non si vuole imbottire di farmaci. Sulle eruzioni, è possibile applicare bendaggi con acqua fredda, lasciati agire sulla zona interessata per alcuni minuti.

Un altro metodo molto valido è quello della farina d’avena o dell’amido di mais. Questo rimedio prevede che il malato si immerga nella vasca da bagno contenente una miscela di acqua e una delle due farine per circa 20 minuti. Questo trattamento dovrebbe ridurre il prurito.

Un altro rimedio può essere quello di versare su ogni bolla qualche goccia di acqua ossigenata pura, attraverso l’aiuto di cotone idrofilo oppure di un contagocce.

Anche l’applicazione di miele sulle singole scottature può alleviare bruciore e prurito: può essere, quindi, anch’esso un metodo molto valido.

Altri rimedi, infine, consistono in alcuni decotti da applicare localmente, come quello di verbena, di dente di leone, di piantaggine o di bardana.

Si tratta di erbe che alleviano la sensazione di dolore e di prurito a contatto con la nostra pelle, aiutandoci di conseguenza a guarire prima.

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