Liste d’attesa sanitarie: i dati del 2026 e le parole del ministro Schillaci

Nel 2026 si registrano miglioramenti nelle liste d'attesa per visite ed esami, ma persistono disuguaglianze tra regioni. Scopri i dettagli e le parole del ministro della Salute.

Il sistema sanitario italiano sta vivendo un periodo di trasformazione, con progressi significativi ma anche criticità persistenti. I dati del primo semestre del 2026 mostrano un miglioramento nelle liste d’attesa per visite ed esami, grazie alla legge per il contrasto delle liste d’attesa entrata in vigore nel 2026. Tuttavia, le disuguaglianze tra regioni rimangono una sfida importante.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha espresso soddisfazione per i progressi, ma ha sottolineato la necessità di lavorare per ridurre le differenze nell’offerta di servizi tra le diverse regioni.

I dati del 2026: progressi e criticità

Nei primi sei mesi del 2026, le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate hanno erogato 1,6 milioni di visite mediche ed esami in più rispetto allo stesso periodo del 2026. Questo dato, riportato dal bollettino dell’Agenas, rappresenta un passo avanti significativo. Le prime visite svolte nei tempi di garanzia sono aumentate dal 76,4% al 78,5%, mentre gli esami diagnostici sono passati dall’82,8% all’84,6%.

Nonostante questi progressi, due milioni e 811 mila italiani hanno dovuto attendere più del dovuto per una visita medica o un esame. Le attese più lunghe riguardano le prestazioni programmate, che possono superare i 300 giorni, mentre le visite urgenti vengono generalmente smaltite nei tempi previsti.

Le prestazioni più critiche

Tra gli esami diagnostici, le prestazioni urgenti come colonscopie, elettromiografie e risonanze magnetiche dell’addome spesso superano i tre giorni previsti. Anche per le visite classificate come brevi, quasi il 20% viene effettuato oltre il termine dei 10 giorni previsti.

Le performance regionali

Le liste d’attesa migliorano nella gran parte delle regioni, con progressi significativi in Liguria (+19,7%) e Lombardia (+9,5%). Tuttavia, alcune regioni registrano arretramenti, come la Provincia Autonoma di Trento (-8,4%) e la Sicilia (-7,5%).

Per quanto riguarda le prime visite, la Basilicata si distingue con il 98,9% delle visite effettuate nei tempi di garanzia. Anche Marche, Lazio e Veneto superano il 90%. Sul fronte degli esami diagnostici, il Veneto, la Campania, la Basilicata e le Marche garantiscono il rispetto dei tempi in oltre il 90% dei casi.

La sanità privata in crescita

Mentre il servizio sanitario pubblico fa progressi, anche la sanità privata continua a crescere. Secondo un report di Mediobanca, nel 2026 il settore ha registrato un aumento del 3,7%, trainato principalmente dall’assistenza agli anziani. I ricavi complessivi dei principali operatori sanitari privati hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro nel 2026, con un incremento del 5,5% rispetto all’anno precedente.

La domanda di servizi sanitari privati è in aumento anche a causa delle difficoltà di accesso alle cure pubbliche. Nel 2026, quasi una persona su dieci ha rinunciato a prestazioni sanitarie per le liste d’attesa o per motivi economici. Tuttavia, nel primo semestre del 2026 si registrano i primi segnali di miglioramento.

Il ministro Schillaci ha commentato i dati sottolineando l’importanza di un metodo scientifico per misurare le performance del sistema sanitario. ‘Abbiamo lo strumento che ci permette, se c’è la volontà, di migliorare’, ha dichiarato.

Scritto da Roberto Capelli

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