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Malattia coronarica: principali sintomi e rimedi nelle donne

malattia coronarica

Per coronaropatia o malattia coronarica si intende una qualsiasi alterazione, anatomica o funzionale, delle arterie coronariche, cioè dei vasi sanguigni che portano sangue al muscolo cardiaco.

Le cause della malattia coronarica

Le coronaropatie sono causate dalla presenza di depositi di grasso, noti anche come placche, all’interno delle arterie, nello specifico delle arterie coronarie, cioè quelle che riforniscono di sangue le cellule del cuore. Queste placche arteriosclerotiche sono pericolose perché rendono le arterie rigide e irregolari, impedendo il regolare afflusso di sangue, fino, a volte, alla completa ostruzione del vaso. Questo può a sua volta portare a un attacco cardiaco.

I fattori di rischio

Di certo, le donne con sintomi riconosciuti devono essere monitorate. Le donne con alti fattori di rischio, come iperlipidemia congenita (livelli elevati di grassi nel sangue) o diabete, devono essere tenute sotto controllo. È bene, inoltre, che effettuino ulteriori test anche se non presentano sintomi.

Ecco i principali fattori di rischio per le coronaropatie:

  • L’età (superiore ai 55 anni per le donne)
  • Casi di malattia coronarica in famiglia
  • Fumo
  • Ipertensione
  • Diabete
  • Colesterolo alto, o meglio livelli elevati di LDL e bassi di HDL
  • Sovrappeso e obesità
  • Sedentarietà
  • Stress.

Malattia coronarica: i sintomi

A differenza degli uomini, spesso, le donne non presentano sintomi di malattia coronarica, e anche quando questi si manifestano, sono considerati atipici.

Non provano il forte dolore che dura 20 minuti ogni volta (che indica generalmente un infarto, negli uomini). Al contrario, le donne sentono, spesso, una lieve angina, che va e viene.

Le donne possono avere sintomi che sembrano più simili a quelli di un bruciore di stomaco o di un’indigestione che di una coronaropatia. Oppure, possono semplicemente sentirsi stanche o nauseate.

La mancanza dei sintomi “classici” della coronaropatia, rende difficile l’identificazione di coloro che devono sottoporsi ad alcuni tipi di test. È importante, per una donna, parlare col proprio medico di tali sintomi atipici che possono essere segni di coronaropatia ed esaminare altri fattori di rischio che possono esserne rivelatori.

La diagnosi

Esistono diversi esami per diagnosticare una malattia coronarica. Ecco i più comuni:

  • Elettrocardiogramma e ecocardiogramma
  • Prova da sforzo
  • Risonanza magnetica
  • Tomografia computerizzata a fasci di elettroni
  • Angiografia
  • Radiografia
  • Analisi del sangue.

Rimedi contro la malattia coronarica

Dal momento che la coronaropatia può divenire una malattia pericolosa per la sopravvivenza di chi ne è affetto, il rimedio più comune è l’intervento chirurgico.

Con il passare degli anni i medici hanno messo a punto tecniche sempre meno invasive nel paziente ottimizzando la procedura fino a renderla priva di rischi (o quasi). Negli ultimi anni, gli esperti di chirurgia coronarica diretta hanno realizzato la tecnica di Vineberg che permette di operare sul paziente senza che abbia eccessive complicanze post operatorie.

Gli interventi chirurgici

Un’operazione chirurgica è ancora oggi il rimedio più comune. Ma esistono diverse tipologie di intervento, vediamole insieme.

  • L’angioplastica coronarica è un intervento possibile quando le arterie sono compromesse ma non ancora completamente ostruite. L’operazione consiste nell’inserimento nell’arteria di un tubicino con un palloncino all’estremità. Il palloncino viene gonfiato e così riapre l’arteria, ripristinando il flusso sanguigno.
  • L’aterectomia rotazionale (rotablator): nell’arteria viene inserito un catetere con frammenti di diamanti per frammentare la placca ed espellerla, in modo da liberare il vaso sanguigno.
  • L’inserimento di un bypass è un intervento consigliato a pazienti con arterie ormai completamente ostruite e compromesse.

    È un’operazione utile ma molto invasiva, che va tenuta in considerazione solo quando strettamente necessario.

Recenti sviluppi: la sindrome da ischemia femminile

In passato, molti sintomi, come l’angina, erano considerati prima di tutto il frutto di placche fisse che limitavano il flusso sanguigno verso il cuore. Oggi, invece, questa concezione tradizionale è stata modificata.

Infatti, è stata condotta una ricerca dallo dello studio di Valutazione della Sindrome da Ischemia Femminile. Per un terzo delle donne in cui i restringimenti coronarici sono lievi o assenti, la causa è una disfunzione endoteliale. Le cellule che formano la parete dei vasi sanguigni, chiamate endotelio, possono limitare il flusso del sangue. Inoltre, in alcuni casi, le placche nelle arterie delle donne possono svilupparsi in modo liscio e regolare. Nelle arterie degli uomini, invece, le placche sono tipicamente grumose. Questa regolarità, nella donna, fa sì che le placche nelle arterie non siano individuate dai test standard: questo rende più difficoltosa la diagnosi.

Di conseguenza, è importante per le donne che hanno i sintomi di coronopatia ma che non presentano restringimenti nelle arterie o angiogrammi, effettuare ulteriori test per determinare una causa soggiacente.

Sebbene può essere un fattore di rischio sconosciuto nelle donne, non bisogna temere la coronopatia.

Soprattutto se si seguono i consigli sopra citati per sapere in tempo quando effettuare un controllo.

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