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Nuove adesioni all’Albo e espansione di Unobravo: la Lombardia al centro

Sondrio celebra 48 nuovi psicologi mentre Unobravo lancia spazi fisici in 29 città, in un contesto di crescente attenzione alla salute mentale.

Il 25 settembre 2026 la Sala Celestino Pedretti di Sondrio è stata teatro di una cerimonia d’orgoglio: 48 psicologi hanno pronunciato il loro impegno solenne giurando fedeltà al Codice Deontologico e alla responsabilità sociale della professione. L’evento ha sottolineato l’importanza di appartenere a una comunità di oltre 27 000 professionisti lombardi, fattore chiave per garantire benessere psicologico a tutta la regione.

Il rituale d’ingresso dei nuovi iscritti

Durante la serata, i neo-iscritti hanno ricevuto il cosiddetto Kit di benvenuto e hanno ascoltato interventi di Danilo Corona, Vicepresidente dell’Ordine, della tesoriera Marzia Targhettini, della consigliera Silvana Redaelli e del referente territoriale Enrico Francesco Pillitteri. Ognuno di loro ha illustrato i servizi riservati ai professionisti, dall’assistenza legale alla formazione continua, evidenziando come l’Ordine possa diventare un vero punto di riferimento per chi esercita la psicologia in maniera autonoma.

Un ordine vicino alle realtà locali

La presidente Valentina Di Mattei ha ricordato che le cerimonie itineranti sono state pensate per avvicinare l’istituzione alle diverse realtà provinciali, creando un senso di coesione tra colleghi e cittadini. Il prossimo appuntamento è previsto per il 28 settembre a Varese, dove altri professionisti potranno inserirsi nella stessa dinamica di riconoscimento.

Unobravo porta la terapia dal digitale al fisico

Parallelamente, la piattaforma digitale Unobravo ha annunciato l’apertura di spazi di terapia in presenza in 29 città italiane, tra cui Milano, Roma, Napoli e Bologna. Dopo sette anni di sedute online, l’azienda ha deciso di integrare gli studi privati dei propri terapeuti con sedi dedicate, mantenendo invariato il percorso di accoglienza: compilazione del questionario, abbinamento con il professionista più idoneo e gestione tramite l’app dedicata.

Il progetto pilota è già operativo a Milano, e la rete si è estesa a realtà come Bari, Catania, Torino e Venezia. L’obiettivo dichiarato da Danila De Stefano, CEO e fondatrice, è creare un sistema dove la salute mentale sia percepita come un diritto comune, indipendente dal canale di erogazione.

Dati di utilizzo e impatto sul territorio

Le statistiche mostrano un aumento della domanda: le donne e i giovani tra i 25 e i 34 anni costituiscono ancora il nucleo principale, ma la percentuale di utenti over 45 è passata dal 5,4 % all’11,2 %. Anche la presenza maschile è cresciuta, raggiungendo il 35,3 %. Oltre il 60 % dei pazienti proviene da aree non metropolitane, confermando che il bisogno di supporto psicologico è diffuso su tutto il territorio nazionale.

Giornata Mondiale della Salute Mentale 2026: “Lived experiences heard”

Il 24 settembre è stata celebrata la Giornata Mondiale della Salute Mentale con il tema “Lived experiences heard: real voices, real change“, scelto dall’OMS per sottolineare l’importanza di trasformare le testimonianze in competenze operative. In Lombardia, le associazioni hanno sostenuto che le persone con esperienza diretta di disagio devono essere coinvolte nella progettazione e nella valutazione dei servizi, non solo ascoltate in occasioni isolate.

Tra le proposte concrete vi sono l’inserimento di peer supporter retribuiti all’interno delle équipe, tavoli di co-progettazione nelle piani di zona e la formazione congiunta tra operatori e utenti esperti. Questo approccio è in linea con le recenti iniziative di Unobravo, che puntano a offrire un servizio più umano e personalizzato sia online che in presenza.

Un nuovo modello di collaborazione

L’unione tra l’Ordine degli psicologi, le piattaforme digitali e le direttive internazionali rappresenta un passo decisivo verso un sistema sanitario più integrato. L’espansione di Unobravo, combinata con la forte identità professionale consolidata dalle cerimonie come quella di Sondrio, dimostra come la salute mentale possa essere gestita con flessibilità, responsabilità e partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti.

Scritto da Roberto Capelli

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