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Proteste a Bologna: Pride, Palestina e incontro dei Patrioti

Sabato a Bologna le strade ospitano Pride, Palestina e un incontro di estrema destra, in un clima di alta tensione.

Bologna si prepara a un pomeriggio fuori dal comune: sabato 10 ottobre il centro storico diventerà il palcoscenico di tre raduni che, pur partendo da istanze diverse, si incrociano nello stesso spazio urbano. Alle ore 16.00 parte da via Mascarella il corteo di Rivolta Pride che intende denunciare il clima di odio omosessista, lesbico-bisexuale, trans-fobico e razzista che si è intensificato negli ultimi mesi. Un’ora più tardi, alle 17.00, la piazza del Nettuno ospiterà la manifestazione dei Giovani Palestinesi mentre nella stessa giornata è previsto anche il raduno nazionale della Rete dei Patrioti formazione di estrema destra.

Il contesto è segnato da ricordi ancora freschi di eventi del 7 ottobre 2023, quando una dibattuta assemblea non autorizzata presso l’Università di Bologna aveva celebrato l’attacco di Hamas come gesto di resistenza, suscitando la dura condanna del sindaco Matteo Lepore. Nei giorni successivi, pareti del vicolo Monticelli sono state macchiate da scritte antisemite e minacce rivolte al sindaco e alla premier, che sono state rimosse entro la mattina del 9 ottobre. Le autorità hanno avviato un’indagine, prelevando i filmati delle telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili, mentre il Comitato provinciale per l’ordine ha inserito tutti gli appuntamenti di oggi nella sua agenda di sicurezza.

Il corteo di Rivolta Pride parte da via Mascarella

Alle 16.00, gli attivisti del Cassero e i membri di Rivolta Pride si radunano in via Mascarella, pronti a percorrere le vie del centro fino a Piazza del Nettuno. La marcia nasce in risposta a una serie di aggressioni avvenute negli ultimi mesi contro coppie gay e due giovani omosessuali, eventi che hanno alimentato la percezione di un clima di intimidazione crescente. Nell’intervento pubblico, gli organizzatori hanno ribadito l’esigenza di combattere l’odio omotransfobico e di far valere i diritti delle persone LGBTQIA+. Il corteo prevede una breve sosta per leggere una dichiarazione contro il cosiddetto ddl Romeo considerato un tentativo di criminalizzare le proteste a favore di una Palestina libera.

Studenti e altre realtà attive nella stessa fascia oraria

In parallelo, alle 16.00 dagli studenti di Cambiare Rotta e Osa partono da piazza Scaravilli le proprie iniziative, puntando a intrecciare le rivendicazioni per i diritti civili con quella contro il riarmo europeo e le misure restrittive del ddl Romeo. Le due marce convergono entro la stessa area, creando un sovrapposto spettacolo di banner, cori e cartelloni che chiedono una “lotta unica contro il razzismo, il colonialismo e il patriarcato”. Le forze dell’ordine hanno predisposto controlli di grado medio, segnalando però che finora non sono intercorsi episodi di violenza, facilitando la continuità del percorso fino alla piazza del Nettuno.

Giovani Palestinesi rioccupano Piazza del Nettuno

Alle 17.00, la piazza del Nettuno accoglie il raduno dei Giovani Palestinesi che riportano in città lo slogan “La fine del genocidio è la fine del sionismo”. L’evento fa parte di una mobilitazione nazionale che coinvolge anche Roma e Torino, con richieste di cessazione immediata delle ostilità in Palestina, sblocco degli aiuti umanitari e ritiro dell’esercito israeliano dal territorio occupato. Tra le rivendicazioni spicca l’appello a interrompere gli accordi militari, economici e accademici tra Italia e Israele e a imporre un embargo sulle forniture d’arma. Il comitato organizzatore ha inoltre denunciato il riarmo europeo e il ddl Romeo, definendoli ostacoli alla solidarietà internazionale.

Allarme commerciale: le osservazioni di Confesercenti

L’associazione di categoria Confesercenti Bologna ha lanciato un avviso di cautela, ricordando che il corteo si svolgerà durante il picco di afflusso turistico e commerciale del centro storico, quando le vie sono gremite di visitatori e residenti impegnati nello shopping del weekend. In passato, incidenti avvenuti a luglio hanno portato a chiusure temporanee di esercizi e a una percezione negativa della città. L’organizzazione teme che eventuali disordini possano compromettere l’immagine di Bologna, penalizzando sia il commercio locale sia il settore turistico. Per questo motivo, le autorità hanno previsto un rafforzato presidio di polizia e la presenza di unità di pronto intervento.

La Rete dei Patrioti organizza un incontro nazionale a Bologna

Sullo sfondo delle proteste di sinistra, la Rete dei Patrioti annuncia un raduno nazionale nella capitale emiliana, anche se luogo e orario non sono stati divulgati. La sigla riunisce gruppi di estrema destra e sostiene politiche di remigrazione e di rafforzamento della sicurezza urbana. Nelle comunicazioni sui social, i responsabili hanno definito Bologna “una delle città più ostili” ma “luogo di successi” per il loro movimento, annunciando una programmazione per il nuovo anno militante che includerà campagne contro i cosiddetti “nemici di sempre”. Il prefetto Enrico Ricci ha confermato che la manifestazione è sotto monitoraggio costante, ma al momento non ha indicato restrizioni operative per i partecipanti.

Indagine sugli insulti antisemiti

Nel cuore della notte tra il 7 e l’8 ottobre, le pareti di vicolo Monticelli sono state segnate da slogan come “spara e centra il rabbino” e “Lepore appeso”, oltre a un richiamo al 7 ottobre. Le scritte, rimosse entro il 9 ottobre, hanno inasprito il clima di tensione e hanno spinto la polizia a raccogliere le registrazioni delle telecamere di zona per rintracciare i responsabili. Finora le indagini non hanno evidenziato un collegamento diretto con l’assemblea universitaria del 7 ottobre, ma le autorità hanno sottolineato la necessità di vigilare su ogni forma di incitamento all’odio, soprattutto in vista dei raduni odierni.

Scritto da Roberto Capelli

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