Le placche in gola sono macchie biancastre o giallastre visibili sulla superficie delle tonsille, del palato molle o dell’ugola. Non si tratta di un fenomeno estetico: quasi sempre denunciano una faringotonsillite cioè un’infiammazione della faringe e delle tonsille dovuta a virus, batteri o, più di rado, a funghi. Il problema colpisce soprattutto bambini e adolescenti, ma anche gli adulti con difese immunitarie indebolite non ne sono immuni.
Cause principali: da streptococchi a funghi
Le origini più frequenti delle placche sono di natura batterica con lo streptococco beta-emolitico di gruppo A al comando. Altri patogeni, come Staphylococcus aureus possono produrre infiltrati simili. Le infezioni virali (rinovirus, adenovirus, coronavirus, virus influenzali, Epstein-Barr) sono altrettanto comuni e spesso accompagnate da tosse e secrezioni nasali. Nelle situazioni di immunodepressione, la candida albicans può provocare il mughetto, con una patina bianca cremosa che si stacca lasciando la mucosa arrossata. È importante distinguere questi tre gruppi perché determinano il tipo di terapia più adeguata.
Quando le placche sono tonsilloliti
I piccoli granuli duri, noti come tonsilloliti sono accumuli di detriti e batteri incastrati nelle cripte tonsillari. Non rappresentano un’infezione e non richiedono antibiotici, ma possono causare alitosi persistente. Di solito si staccano da soli e si possono facilitare con gargarismi di acqua salata.
Segnali clinici: cosa osservare
Chi presenta placche in gola avverte tipicamente mal di gola intenso, dolore alla deglutizione e arrossamento delle mucose. La febbre supera spesso i 38 °C, soprattutto nelle forme batteriche, mentre nelle infezioni fungine la temperatura corporea può rimanere normale. Altri sintomi includono ingrossamento dei linfonodi cervicali, tosse secca, raucedine e talvolta otalgia. Se le placche compariscono senza febbre, sono di dimensioni ridotte e si trovano su una sola tonsilla, è opportuno monitorare la situazione: la persistenza oltre due settimane o l’aspetto ulcerato può suggerire una patologia più seria, come una neoplasia.
Mononucleosi e placche
Un caso particolare è la mononucleosi causata dal virus di Epstein-Barr. Le placche sono estese, i linfonodi cervicali notevolmente ingrossati e la stanchezza è marcata e prolungata. In questa situazione, l’uso improprio di antibiotici penicilline può provocare eruzioni cutanee, perciò una diagnosi corretta è cruciale.
Il medico può confermare l’origine delle placche con un tampone faringeo e, se necessario, un antibiogramma per identificare la sensibilità batterica. Gli esami del sangue (VES, emocromo) forniscono indicazioni sull’intensità dell’infiammazione. Nei casi batterici, la terapia antibiotica è indicata e di solito migliora febbre e dolore entro 48-72 ore; è fondamentale completare il ciclo prescritto. Per le forme virali, il riposo, l’idratazione e gli antinfiammatori sintomatici sono il trattamento principale. Le infezioni fungine richiedono antimicotici specifici.
Rimedi casalinghi per alleviare il disagio
Sebbene non sostituiscano la cura medica, alcuni accorgimenti possono ridurre il fastidio: bere molta acqua, effettuare gargarismi con una soluzione di acqua tiepida e mezzo cucchiaino di sale, consumare cibi morbidi a temperatura ambiente o freddi e mantenere l’ambiente umido. È consigliabile evitare bevande acide, cibi piccanti, duri o troppo caldi, così come il fumo e l’alcol, perché potrebbero irritare ulteriormente le mucose.
Quando rivolgersi al medico senza indugio
Se le placche persistono più di due settimane, se compaiono sanguinamenti, se la voce diventa ovattata, se si avverte dolore così forte da non riuscire a bere o a deglutire la propria saliva, o se si nota gonfiore marcato di un solo lato della gola con spostamento dell’ugola, è necessario recarsi al pronto soccorso: si potrebbe trattare di un ascesso peritonsillare o di una complicazione delle vie aeree superiori. Inoltre, qualsiasi perdita di peso inspiegabile, stanchezza cronica o cambiamento persistente della voce meritano una valutazione specialistica.


