Il 27 settembre 2026, a Roma, i principali esponenti della cardiologia italiana hanno ribadito l’importanza della prevenzione per contrastare le malattie del cuore, ancora la prima causa di mortalità e ricovero nel Paese. Furio Colivicchi presidente della Fondazione ANMCO per il Tuo Cuore ETS e direttore della Cardiologia Clinica e Riabilitativa dell’Ospedale San Filippo Neri, ha evidenziato che comportamenti virtuosi possono evitare fino all’80 % degli eventi cardiovascolari.
Il messaggio dei cardiologi alla Giornata Mondiale del Cuore
Durante la celebrazione della Giornata Mondiale del Cuore, Massimo Grimaldi presidente ANMCO e direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti, ha sottolineato che la vera sfida è intervenire prima che il danno si manifesti. La sua affermazione ha avuto eco nella dichiarazione di Colivicchi, i quali hanno concordato sul fatto che, oltre alle avanzate terapie per colesterolo LDL e ipertensione è fondamentale garantire a ciascun paziente una presa in carico personalizzata e costante.
Le cinque abitudini fondamentali per proteggere il cuore
1. Eliminare il fumo
Il tabacco accelera l’aterosclerosi e quadruplica il rischio di infarto. Abbandonare le sigarette riduce a metà il rischio entro un anno e lo porta a livelli simili a quelli di un non fumatore nel lungo periodo. Perciò l’obiettivo è zero fumo anche per i prodotti di riscaldamento o i nicotini a basso contenuto.
2. Muoversi almeno 150 minuti a settimana
Una dose settimanale di 150 minuti di attività aerobica moderata – camminata veloce, ciclismo, nuoto o nordic walking – favorisce la diminuzione della pressione arteriosa, l’aumento del colesterolo “buono” (HDL) e una migliore sensibilità all’insulina. La costanza è più importante dell’intensità estrema: anche brevi camminate quotidiane costituiscono un efficace allenamento per il muscolo cardiaco.
3. Seguire una dieta mediterranea a basso contenuto di sale
Il modello alimentare consigliato è basato su frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce azzurro e olio extravergine d’oliva. È necessario limitare carni rosse grasse, insaccati, burro e cibi fritti. Un ulteriore fattore cruciale è il consumo di meno di 5 grammi di sale al giorno equivalente a circa un cucchiaino da caffè, includendo il sale già presente negli alimenti confezionati.
4. Monitorare regolarmente i fattori di rischio
Controlli periodici consentono di intervenire tempestivamente. I valori di riferimento sono: pressione inferiore a 120/80 mmHgcolesterolo LDL non superiore a 116 mg/dL (obiettivo più stringente per chi ha già avuto problemi al cuore); glicemia a digiuno inferiore a 100 mg/dL circonferenza vita massima 102 cm per gli uomini e 88 cm per le donne. Questi indicatori riflettono il peso del grasso addominale sul metabolismo e sulla salute cardiovascolare.
5. Effettuare screening strumentali su indicazione clinica
Un elettrocardiogramma a riposo rappresenta il primo passo, seguito da analisi ematiche complete (profilo lipidico e glicemico). Se necessario, il cardiologo può prescrivere un ecocardiogramma color-doppler un test da sforzo o un ecocolordoppler delle carotidi per valutare la presenza di placche aterosclerotiche prima che ostacolino il flusso sanguigno.
In futuro, l’intelligenza artificiale promette di arricchire la diagnosi precoce individuando nuovi biomarcatori attraverso l’analisi di geni, metaboliti e proteine presenti in saliva e sangue. Tuttavia, gli esperti concordano che la base rimane sempre la stessa: uno stile di vita sano, monitoraggio costante e terapie mirate.


