L’Ucraina, da quando il conflitto con la Russia è scoppiato nel 2022, vive una realtà in cui la ricerca clinica deve confrontarsi con emergenze quotidiane: blackout, interruzioni dei voli e la costante minaccia di attacchi. In questo scenario, una giovane ricercatrice di 28 anni, Yuliia Novytska ha deciso di non arrendersi, portando avanti studi oncologici “anche sotto le bombe”. Il suo intervento alle Giornate dell’etica 2026 dell’Aiom, tenutosi a Erice, ha mostrato come la scienza possa adattarsi quando le condizioni cambiano drasticamente.
Il discorso di Yuliia Novytska alle Giornate dell’etica 2026
Davanti a un pubblico di oncologi internazionali, la ricercatrice ha illustrato la sua visione di una “seconda guerra”, quella contro il cancro, che si combatte accanto ai combattimenti sul campo. “In questa guerra anche io faccio la mia parte, lottando per la ricerca e per i malati”, ha dichiarato, sottolineando che l’obiettivo è garantire accesso a cure e farmaci nonostante le avversità. Ha ribadito che, sebbene il conflitto non abbia ancora fine, l’esercito della scienza va avanti e che ogni professionista deve continuare a svolgere il proprio ruolo.
Le cifre della ricerca oncologica ucraina in guerra
Dal 2022 al settembre 2026, sono stati realizzati 36 studi clinici in Ucraina, tutti promossi da enti e istituti internazionali. Questo dato contrasta con la situazione prebellica: nel 2021 il Paese ospitava 2 500 sperimentazioni cliniche di cui 500 in oncologia e disponeva di 24 centri statali contro il cancro che offrivano cure gratuite, mentre le terapie innovative erano a carico del paziente. La guerra ha ridotto drasticamente queste risorse; tra il 2022 e il 2026, 1 588 pazienti hanno richiesto trasferimento all’estero, e 886 sono stati accolti da strutture europee.
Strategie di adattamento attuate da Onco Hub
Per far fronte a interruzioni di corrente, la Società ucraina di oncologia clinica Onco Hub ha introdotto generatori portatili e la rete Starlink garantendo connettività anche durante i blackout. Le interruzioni di comunicazione sono state mitigate con l’archiviazione dei dati su cloud, assicurando che le informazioni dei pazienti rimangano disponibili e protette. Quando i voli sono stati cancellati, i farmaci sperimentali sono stati spediti via treno e auto, evitando ritardi critici nella somministrazione. Inoltre, i pazienti più a rischio sono stati trasferiti in centri più sicuri e la loro partecipazione a sperimentazioni all’estero è aumentata, trasformando la crisi in un’opportunità di collaborazione internazionale.
Impatto sui pazienti e prospettive future
Nonostante le difficoltà, la perseveranza di Yuliia e dei suoi colleghi dimostra che la guerra non elimina la possibilità di ricerca ma la trasforma. La mancanza di accesso a terapie innovative in Ucraina ha spinto molti pazienti a cercare cure all’estero, ma la rete di adattamento ha permesso a un numero significativo di loro di continuare i trattamenti sperimentali. La ricercatrice conclude con un messaggio di speranza: “In tempo di guerra, il futuro può cambiare in un momento. Ma noi scegliamo di costruire”. Il suo esempio sottolinea come la resilienza scientifica possa emergere anche nelle condizioni più dure, garantendo che la lotta contro il cancro non si fermi mai.


