Effetti rapidi della dieta priva di prodotti animali sul genoma

Un’indagine greca rivela che poche settimane di alimentazione vegana possono riorganizzare la produzione di proteine, con effetti diversi a seconda del DNA di ciascuno.

Un gruppo di ricercatori ha monitorato 200 persone sane in Grecia, sfruttando i periodi di digiuno religioso tipici dell’Ortodossia. Durante l’autunno i partecipanti consumavano una dieta onnivora, mentre all’inizio della primavera, dopo tre-quattro settimane di Quaresima, hanno eliminato carne, pesce, uova e latticini, mantenendo lo stesso apporto calorico complessivo.

Metodo dello studio su volontari greci

Il progetto ha previsto quattro lunghi intervalli di alimentazione vegetariana, più le astinenze obbligatorie di mercoledì e venerdì. Gli autori hanno confrontato i risultati di questi soggetti con quelli di 211 individui che hanno continuato a seguire una dieta onnivora per l’intero anno. Le analisi sono state condotte in due momenti: prima, quando la proteogenomica rifletteva l’assunzione di proteine animali, e poi durante la fase vegana, per evidenziare i cambiamenti a livello molecolare.

Risultati proteogenomici: le proteine più coinvolte

Lo studio si è focalizzato sulla relazione tra varianti genetiche e quantità di specifiche proteine nel sangue. Sono emersi diversi effetti, alcuni visibili solo durante il periodo privo di prodotti animali.

LBR e risposta al colesterolo

Una variante del gene LBR legata alla sintesi interna del colesterolo, ha mostrato un’associazione significativa solo nella fase vegana. Gli autori ipotizzano che la riduzione dell’apporto di colesterolo alimentare abbia innescato una risposta compensatoria a livello cellulare, con possibili ripercussioni sul rischio di obesità individuale.

MSRA, metionina e omocisteina

Nel sotto-campione di 60 partecipanti è stata osservata una lieve crescita della metionina plasmatica con contestuale diminuzione dell’omocisteina. L’enzima MSRA coinvolto nella riparazione delle proteine danneggiate, sembra aver favorito il riciclo del metionina disponibile, compensando l’apporto ridotto di questo amminoacido essenziale proveniente da carne, uova e latticini.

FGF21 e legami con immunità

È stata rilevata anche una variazione nella regolazione di FGF21 ormone epatico che media la gestione energetica. Le sue modifiche hanno mostrato correlazioni con parametri ematici di piastrine ed eosinofili, suggerendo un’interazione tra alimentazione metabolismo e sistema immunitario.

Variabilità individuale e influenza della stagionalità

Non tutti i partecipanti hanno risposto allo stesso modo: alcuni cambiamenti proteici sono comparsi esclusivamente in individui portatori di certe varianti genetiche. Inoltre, il passaggio dall’autunno alla primavera ha influito su proteine legate a processi immunitari e apoptotici nei soggetti onnivori, ma tali effetti sembravano attenuati nei soggetti vegani, indicando un’interazione complessa tra dieta, geni e stagione.

Pur non fornendo indicazioni definitive su quali diete siano universalmente migliori, lo studio apre la strada alla nutrizione di precisione in cui le scelte alimentari potrebbero essere personalizzate sulla base di test genetici.

Scritto da Emanuele Galli

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