Prosopagnosia: il significato e come si cura il disturbo

Un disturbo neurologico meno raro di quanto si pensi che impedisce di riconoscere i volti. Scopriamo il significato di prosopagnosia e come si cura

Riconoscere un volto ed associarne un nome e dei ricordi è fondamentale nella vita di ognuno per instaurare dei rapporti interpersonali e delle relazioni. Tutti riconosciamo e ricordiamo i volti dei nostri cari, di amici, colleghi, chi ha più memoria ricorda anche i volti di qualcuno che ha visto solo di sfuggita, è una cosa che diamo per scontata e che persino il più sbadato può fare se si impegna.

Chi è affetto da prosopagnosìa invece non può. Vediamo qual è il significato della prosopagnosia e come si cura.

Qual è il significato di prosopagnosia?

Dal greco pròsopon “faccia” e agnosìa “ignoranza”, la prosopagnosìa è un deficit percettivo del sistema nervoso centrale che impedisce di riconoscere i tratti d’insieme dei volti delle persone.

Una forma di cecità molto particolare, detta appunto “dei volti”, che non ha nulla a che fare con la memoria ma che nei casi più gravi può impedire persino di distinguere il proprio volto allo specchio.

Ai pazienti affetti da prosopagnosìa basta un lieve cambiamento in un volto a rendere irriconoscibile il coniuge o un figlio, il loro riconoscimento potrà avvenire infatti grazie a dettagli come la voce, l’abbigliamento, il taglio di capelli.

Può manifestarsi alla nascita (congenita o dello sviluppo, ed è più comune) o comparire in seguito ad un danno cerebrale come ictus o traumi di varia natura (acquisita). Anche se non comune, la prosopagnosia è comunque piuttosto diffusa: pare che il 2% della popolazione ne soffra.

Prosopagnosia acquisita

Insorge a causa di lesioni al cervello che coinvolgono il lobo occipitale, la circoncoluzione fusiforme o la corteccia temporale dell’emisfero cerebrale destro.

Sono queste tre aree infatti a determinare la percezione dei tratti del viso integrando le informazioni sull’associazione del volto ad un nome e ad altri ricordi.

Oltre a cause patologiche come ictus o traumi cerebrali diretti, più raramente può insorgere anche in seguito a intossicazione da monossido di carbonio, lobetomia, encefalite, tumori, morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer ed alcuni disturbi dello sviluppo come l’autismo.

Prosopagnosia congenita

Le cause non sono chiare, non si riscontrano infatti lezioni neurologiche di nessun tipo e, secondo alcuni esperti, sarebbe da attribuire a fattori genetici ed ereditari.

Essendo stata scoperta solo qualche decennio fa, la prosopagnosìa congenita necessita di ulteriori studi ed approfondimenti ed è tuttora ancora poco conosciuta.

Sintomi e complicanze

Una persona affetta da prosopagnosìa non riconosce qualsiasi volto, dai membri della famiglia ai compagni scuola, amici, colleghi, in alcuni casi nemmeno il proprio.

Nelle forme più gravi la prosopagnosìa, associata ad agnosìa visiva, comporta:

  • compromessa capacità di riconoscimento delle espressioni facciali
  • compromessa capacità di stimare l’età delle persone
  • compromessa capacità di stabilire il sesso di un individuo
  • compromessa capacità di riconoscere oggetti, animali o luoghi

Chiaramente questo disturbo porta con se degli strascichi psicologici e sociali non indifferenti:

  • Fobia o ansia sociale
  • Difficoltà relazionale grave
  • Conseguenti difficoltà in ambito scolastico/lavorativo
  • Depressione

Diagnosi

Per diagnosticare correttamente la prosopagnosìa è necessario l’intervento di un neuropsichiatra che sottoporrà il paziente ad una serie di test visivi specifici:

  • Mostrare foto di volti di personaggi famosi e chiedere di riconoscerli
  • Mostrare foto di volti di sconosciuti per farglieli memorizzare
  • Mostrare foto di volti diversi e chiedergli se riesce a riconoscere differenze o similitudini
  • Mostrare foto di volti e chiedergli le sue impressioni: genere, età, ecc.

Come si cura?

Ad ora non esiste una terapia specifica per questa patologia indifferentemente dalla sua natura congenita o acquisita. Scoprirne le cause scatenanti potrebbe comunque rivelarsi una svolta positiva in ambito terapeutico.

Un paziente affetto da prosopagnosìa può comunque convivere con la sua condizione arginandone le conseguenze con una serie di accorgimenti e strategie compensatorie:

  • Riconoscere una persona dalla voce
  • Riconoscere una persona dal taglio di capelli
  • Riconoscere una persona dall’abbigliamento
  • Riconoscere una persona dal modo di camminare o gesticolare

Ovviamente non si tratta di una cura, ma strategie utili, per chi è affetto da questo disturbo, a condurre una vita normale e instaurare delle relazioni interpersonali.

Essendo una condizione cronica ed incurabile, la terapia sarà quindi principalmente di natura psicologica e di sostegno.

Scritto da Alexandra Tubaro
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