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Squirt: cos’è e cosa significa l’eiaculazione femminile

squirt

Lo squirt consiste nell'espulsione di liquido attraverso i condotti parauretrali quando la donna raggiunge l'orgasmo. Vediamo come funziona

Lo squirt, o arte dello squirting, consiste nell’espulsione di liquido dai condotti parauretrali attraverso e intorno all’uretra, durante o appena prima dell’orgasmo. E’ una caratteristica della donna su cui sono stati fatti diversi studi, ma ancora oggi non se ne conoscono tutte le dinamiche.

Benché non esista un consenso unanime della comunità scientifica, si tratta di un fenomeno riconosciuto da molti, grazie anche allo sdoganamento di molti tabù sessuali. Sempre più donne, infatti, se ne interessano e ne parlano: è stato accertato che, in alcune donne, ci sono delle manifestazioni eiaculatorie molto più accentuate rispetto ai normali fenomeni di lubrificazione dovuti all’eccitazione sessuale.

Squirt: cos’è

L’eiaculazione femminile stimola non solo la fantasia degli uomini, ma anche la curiosità delle donne. E’ oggetto di dibattito anche nella comunità medico-scientifica, che ancora non ha raggiunto un consenso univoco circa l’origine di questo fluido né la sua funzione.

Questa secrezione vaginale sembrerebbe avere origine dalle cosiddette ghiandole di Skene, riconosciute dal ginecologo da cui prendono il nome nel 1860.

Si tratta di ghiandole situate sulla parete anteriore della vagina e intorno alla parte inferiore dell’uretra. Studi recenti hanno dimostrato che, quando la vagina viene stimolata internamente, queste ghiandole possono effettivamente secernere grandi quantità di liquido lubrificante.

Miti da sfatare

Sull’orgasmo femminile e le sue modalità circolano diversi miti da sfatare, alcuni di questi riguardano proprio lo squirting. Il primo riguarda la natura del liquido. Sebbene sia prodotto dal rene, immagazzinato nella vescica ed espulso dall’uretra, non si tratta di urina. In molte donne presenta un’altissima concentrazione di PSA, un enzima che negli uomini è secreto dalla prostata. Per questo motivo è più simile allo sperma che all’urina. Le poche tossine che sono presenti sono così diluite da rendere tale liquido più simile all’acqua.

Il secondo mito da sfatare è l’idea che una donna squirti ad ogni orgasmo. Uno studio condotto nel 2002 presso l’Università dell’Aquila, ha riscontrato una grande variabilità dell’apparato genitale femminile in termini di microanatomia.

In particolare, si è scoperto che la grandezza delle aperture delle ghiandole periuretrali varia moltissimo da donna a donna, fino quasi a sparire in alcuni soggetti. Se effettivamente sono le ghiandole di Skene a provocare l’eiaculazione femminile, la possibilità o meno di squirtare dipenderebbe proprio dalla loro struttura e grandezza. Per una donna, quindi, è possibile raggiungere l’orgasmo senza squirtare.

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Squirt: come funziona

Ancora non si sa con certezza in che modo si arrivi a squirtare. Il punto di partenza, comunque, resta il clitoride. Il processo sembrerebbe innescato infatti dalla stimolazione delle pareti clotoridee e della parte iniziale della vagina, dove si appoggia la vescica. Grazie al questa stimolazione, il liquido secreto dalle ghiandole di Skene viene immesso nell’uretra ed espulso attraverso le contrazioni pelviche causate dall’orgasmo.

Sopratutto negli ultimi tempi, grazie anche all’interessamento da parte dell’industria pornografica, lo squirt ha solleticato molto la fantasia di uomini e donne. Quello che molti si chiedono è: tutte le donne possono squirtare? Dal punto di vista fisiologico, tutte le donne sono in grado di produrre il fluido e quindi espellerlo con l’orgasmo.

Intensità e quantità del fluido e dello schizzo naturalmente sono variabili da donna a donna.

Prerogativa dello squirting è raggiungere l’orgasmo, per questo la capacità o no di squirtare ha anche fattori psicologici quali l’intesa con il partner, fiducia e sicurezza anche in se stesse. Le donne, infatti, non raggiungono il picco del piacere tanto facilmente quanto gli uomini. Senza arrivare all’orgasmo, la donna non può squirtare.

Orgasmo clitorideo e vaginale

Sono riconosciuti due tipi di orgasmi femminili, quello clitorideo e quello vaginale. Il primo avviene attraverso la stimolazione del clitoride da parte del partner oppure con la masturbazione. Sul secondo, invece, si nutrono molti dubbi. Avverrebbe quando, con la penetrazione, viene raggiunto il famoso punto G all’interno della vagina. Comunque, l’esistenza di questa zona più sensibile non è ancora stata riconosciuta all’unanimità dalla comunità medico-scientifica.

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