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Tubercolosi: quali sono i tempi di incubazione

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La tubercolosi è una malattia che può essere pericolosa, se non trattata subito. Esiste un vaccino. Vediamo quali sono i tempi di incubazione

La tubercolosi, o TBC, è una malattia conosciuta fin dai tempi antichi che, ancora oggi, non è stata del tutto debellata. Vediamo quali sono i tempi di incubazione della patologia. Esiste anche un apposito vaccino per la TBC. Conosciamo meglio questa malattia.

Tubercolosi

La tubercolosi è una malattia di origine batterica, quindi causata da un batterio. Viene indicata anche con il nome di TBC ed è infettiva e molto contagiosa, oltre ad essere anche grave. E’ causata dal Mycobacteium tuberculosis o bacillo di Koch. In genere interessa i polmoni. Il contagio avviene attraverso la saliva. La maggior parte delle persone che entrano in contatto col batterio, però, non sviluppano i sintomi della malattia.

L’infezione, quando va avanti, arriva ai reni, all’apparato circolatorio e urinario, fino ad arrivare anche alla pelle. Può portare ad ematuria (sangue nelle urine), ma anche emottisi, ovvero sangue che fuoriesce dalla bocca attraverso i colpi di tosse. Oggigiorno la tubercolosi è curabile ma, se non viene trattata in modo adeguato, può essere fatale.

Può arrivare a far comparire forti dolori alle ossa, ma anche meningite.

Tempo di incubazione

Cerchiamo di capire, adesso, qual è il tempo di incubazione della malattia. Differentemente dalle malattie infettive, la TBC non sembra avere un tempo di incubazione particolare. Generalmente, la persona che riceve una diagnosi viene isolata, a casa o in ospedale, per evitare il contagio. In genere, il contagio può avvenire in due o tre settimane. In questo periodo, la persona rimarrà isolata.

La terapia, però, deve avvenire per almeno sei mesi e deve essere ovviamente prescritta dal medico. Più del 90% delle persone che entrano a contatto con il bacillo, non sviluppano la malattia. La metà del 10% di coloro che la svilupperà, lo farà entro due anni. Il rischio di sviluppare la patologia è, ovviamente, più alto in caso di difese immunitarie insufficienti, a causa di altre malattie, chemioterapia e uso di farmaci immunosoppressori, diabete, abuso di alcol e tabacco.

Tubercolosi: vaccino

Esiste un vaccino per la tbc? La risposta è sì.

La prevenzione gioca un ruolo importante in questo senso. In alcuni paesi, addirittura, è obbligatoria. Attualmente, l’unico vaccino disponibile è il BCG, che è efficace all’80%. Altri vaccini sono comunque in fase di sperimentazione.

In Sudafrica il vaccino viene somministrato obbligatoriamente ai bambini sotto i tre anni di età. Ciò perché il Sudafrica è il paese con la più alta concentrazione di casi di malattia. Negli Stati Uniti, invece, il vaccino non è raccomandato, tranne a bambini in determinati casi particolari o ad operatori sanitari che lavorano in un luogo dove sono stati riscontrati diversi casi della malattia.

Questo tipo di vaccino sembra proteggere tanto i bambini in alcune forme gravi di TBC, ma sembra non essere efficace nella tubercolosi polmonare adulta. Attualmente questa malattia è tornata piuttosto alla ribalta. Nel 1993, addirittura, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato questa malattia come una emergenza sanitaria globale e, nel 2006, sono state adottate delle misure di sicurezza che avevano l’intento di salvare oltre 14 milioni di persone affette.

La TBC è comunque l’infezione più grave del mondo nelle donne in età riproduttiva.

E’, inoltre, la causa di morte principale in persone che sono affette da HIV. Nel 2005, il paese con più casi era lo Swaziland, mentre l’India risulta attualmente avere il più grande numero di infezioni. E’ presente anche nell’Europa Occidentale, soprattutto in paesi come il Portogallo e la Spagna, seguiti dal Regno Unito.

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