Vaccinazioni in farmacia: l’Italia eccelle in Europa

Le farmacie italiane sono diventate un modello di efficienza nella somministrazione di vaccini, con oltre il 19,4% dei vaccini erogati in Italia somministrati nelle farmacie.

Le farmacie italiane stanno emergendo come un modello di eccellenza nella somministrazione di vaccini, superando molti altri Paesi europei. Questo successo è stato evidenziato in un rapporto della Federazione farmaceutica mondiale (FIP), che ha confrontato l’Italia con altri sei Paesi: Australia, Canada, Francia, Irlanda, Portogallo e Regno Unito.

La rete capillare delle farmacie italiane, con oltre 20 mila presidi aperti al pubblico, rappresenta un vantaggio significativo. Di questi, circa 5 mila sono già attivi nella pratica vaccinale, con almeno un farmacista abilitato per sede. Questo servizio è nato in emergenza durante la pandemia, ma è stato rapidamente trasformato in un’offerta ben strutturata e trasversale.

L’importanza della vaccinazione

La vaccinazione rimane uno degli interventi di sanità pubblica più efficaci, in grado di ridurre significativamente la mortalità e la morbilità. Tuttavia, migliorare la copertura vaccinale, soprattutto tra gli adulti, rimane una sfida. Le farmacie possono contribuire efficacemente a questo obiettivo, come dimostrano le indagini di letteratura.

I numeri italiani

Oltre il 19,4% di tutti i vaccini erogati in Italia sono stati somministrati nelle farmacie. Nel 2026, si sono raggiunte punte che si avvicinano al 30% per l’antinfluenzale e al 15% circa per l’anti-Covid. Questi risultati sono stati possibili grazie a una rete capillare di farmacie, pari a una farmacia ogni 3 mila abitanti, che garantisce l’accesso ai vaccini anche nelle aree più disagiate.

La legge di semplificazione 182/2026 ha fornito chiare indicazioni per il buon governo della vaccinazione all’interno dei presidi. Inoltre, l’accordo Stato-Regioni del 2026 ha abilitato i farmacisti adeguatamente formati tramite i moduli dell’Istituto Superiore di Sanità a somministrare non solo antinfluenzale e anticovid, ma anche altri vaccini come Herpes Zoster, HPV, tetano-difterite-pertosse.

La fidelizzazione della cittadinanza

La fidelizzazione della cittadinanza è un altro elemento cruciale. Oltre l’85% delle persone, secondo le stime degli eurobarometri, continua a premiare la farmacia con dati elevatissimi di frequentazione e accessi. Questo trend potrebbe essere ulteriormente migliorato con la legge di Bilancio 2026, che ha stanziato 50 milioni di euro per rafforzare i servizi in farmacia.

Le criticità

Nonostante i successi, ci sono alcune criticità da considerare. La frammentazione regionale può influire sull’erogazione del servizio vaccinale e dei rimborsi. Inoltre, il tariffario non sempre risulta adeguato ai costi reali, che si sono fissati alla quota di 6,16 euro per somministrazione, stabilita in epoca pandemica ma non più sufficiente a coprire gli attuali numeri.

Un altro fattore critico è rappresentato dalla digitalizzazione. Non tutte le farmacie sono collegate in tempo reale all’Anagrafe vaccinale nazionale, sottolineando la necessità di uniformare i sistemi informativi o di implementare adeguate infrastrutture.

Il Portogallo e il Regno Unito

Tra i Paesi analizzati, il Portogallo si distingue per il maggior numero di farmacie, circa 2.500, e 7.700 farmacisti abilitati, pari all’80% del totale dei professionisti sanitari. La pratica vaccinale in Portogallo nelle farmacie ha preso il via nel 2026, con un rimborso di 3 euro a dose. Nel 2026, nelle farmacie è stato somministrato il 70% di tutti i vaccini per adulti over 60.

Anche il Regno Unito vanta una copertura elevata, con la somministrazione di oltre 4 milioni di vaccini anti-influenzali nella stagione 2026/25.

Il valore aggiunto

All’interno del rapporto FIP è presente anche il Pharmacy-Based Vaccination Assessment Tool una griglia di valutazione che può essere utilizzata dai singoli Paesi per misurare i propri progressi in sei aree: policy, forza lavoro, formazione, finanziamenti, registri vaccinali e sistemi di qualità. La finalità di questo strumento è soddisfare l’Immunization Agenda 2030 dell’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che punta a coperture vaccinali universali.

I farmacisti sono ritenuti figure chiave nell’ecosistema della sanità di prossimità, contribuendo significativamente alla prevenzione e alla salute pubblica.

Scritto da Roberto Capelli

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