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Yoga, chakra e tradizione ladina a San Giovanni di Fassa

Scopri l’evento che fonde yoga, chakra e cultura ladina nella Sala Grana di San Giovanni di Fassa.

Il progetto “Radicamento: identità ladina e yoga” torna a San Giovanni di Fassa con una formula ancora più ricca, dopo il successo della prima edizione. L’incontro nasce dalla volontà di far convergere due mondi apparentemente distanti – la tradizione culturale dei ladini e la disciplina millenaria dello yoga – creando un’esperienza di consapevolezza radicata nella natura delle Dolomiti.

Organizzato dall’Associazione per il Turismo della Val di Fassa (ApT) in collaborazione con l’Istituto Culturale Ladino, l’evento si inserisce nel percorso autunnale dedicato al benessere. La direttrice della Majon di Fascegn, Sabrina Rasom, ha curato la parte culturale, mentre il rinomato maestro Amadio Bianchi esperto di yoga filosofia indù e medicina ayurvedica, guida la pratica meditativa e corporea. L’obiettivo è mostrare come gli elementi naturali, correlati ai primi quattro chakra, siano espressi nella lingua, nei colori e negli oggetti tipici della cultura ladina.

Amadio Bianchi e Sabrina Rasom: i volti dell’iniziativa

Amadio Bianchi è riconosciuto a livello internazionale per la sua capacità di integrare la filosofia indù con tecniche di yoga terapeutico. La sua presenza garantisce una guida esperta durante la sessione di radicamento, dove ogni movimento è associato a una specifica vibrazione energetica. Dall’altra parte, Sabrina Rasom responsabile della Majon di Fascegn, porta la cultura ladina direttamente sul tappetino, illustrando come i simboli locali riecheggino i principi dei chakra. Insieme, i due conduttori trasformano la sala in un ponte tra spiritualità orientale e identità montana.

I quattro chakra interpretati attraverso terra, acqua, fuoco e aria ladina

Il primo chakra, Muladhara è legato alla terra e al senso di stabilità. Nella tradizione ladina, la terra è rappresentata dal colore rosso delle tipiche coperte “tessute di montagna” e dai “büstl” di legno, oggetti che simboleggiano radicamento e protezione. Durante la pratica, i partecipanti sono invitati a visualizzare questi elementi mentre eseguono posture che favoriscono l’equilibrio fisico.

Il secondo chakra: acqua e fluidità

Il chakra sacrale, Svadhisthana si collega all’elemento acqua. I ladini celebrano l’acqua con le “fontane di legno” dipinte di azzurro e le celebrazioni dei ruscelli di montagna. La guida di Bianchi suggerisce movimenti fluidi, sincronizzati con il respiro, per riecheggiare il fluire dei ruscelli e favorire la creatività.

Il terzo chakra: fuoco della passione

Il terzo chakra, Manipura è associato al fuoco. Nei villaggi ladini, il fuoco appare nei “candelieri” di ferro, nei racconti di “ciama” (cibi tipici) cotti al fuoco di legna. La sessione prevede sequenze dinamiche che risvegliano l’energia vitale, accompagnate da visualizzazioni di fiamme gialle che illuminano il cuore.

Il quarto chakra: aria di libertà

Infine, il chakra del cuore, Anahata vibra con l’aria. I colori verde e bianco, tipici dei motivi “cenza”, rappresentano l’aria pulita delle valli. I partecipanti, con il respiro profondo, immaginano le montagne che si aprono, permettendo a un’energia di amore e compassione di diffondersi.

Come partecipare: data, luogo e modalità d’iscrizione

L’evento si svolgerà giovedì dalle 17:30 alle 19:00 nella Sala Grana del Tobià de la Pieif sede dell’Istituto Culturale Ladino, a San Giovanni di Fassa, a pochi passi dalla Pieve di San Giovanni. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, ma i posti sono limitati a 20 persone per garantire un’esperienza intima. È obbligatoria la prenotazione tramite il modulo online disponibile sul sito dell’ApT. Si consiglia di indossare abbigliamento comodo e di portare il proprio tappetino da yoga.

Scritto da Camilla Pellegrini

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