Negli ultimi giorni la tensione tra i ribelli yemeniti e l’Arabia Saudita è aumentata in modo significativo. Il gruppo Houthi ha annunciato una serie di operazioni congiunte, impiegando missili balistici e droni contro obiettivi di rilievo strategico all’interno del Regno. Il portavoce militare Yahya Saree ha diffuso su X una nota in cui affermava che le azioni hanno colpito con precisione sia l’aeroporto internazionale di Riyad sia impianti petroliferi situati nella zona di Khurais, producendo vasti incendi e danni strutturali.
Le dichiarazioni di Saree sottolineano una volontà di dimostrare capacità di proiezione di forza, puntando a infrastrutture che rappresentano il cuore economico dell’Arabia Saudita. Il colpo su Riyad è stato seguito da attacchi a diverse raffinerie di Aramco inclusa la struttura di Rabgh evidenziando una strategia volta a interrompere la produzione di greggio e a creare pressione diplomatica.
Attacco all’aeroporto internazionale di Riyad
L’aeroporto internazionale Re Abdullah Bin Abdulaziz principale hub di ingresso per voli civili e militari, è stato bersaglio di una serie di missili balistici lanciati da piattaforme non identificate. Secondo le testimonianze di residenti, l’esplosione è stata udita con forza nella parte settentrionale della città, generando una nuvola di fumo visibile a chilometri di distanza. Le autorità aeroportuali hanno dovuto sospendere le operazioni per diverse ore, mentre le squadre dei vigili del fuoco hanno lottato per contenere gli incendi che hanno coinvolto le piste di atterraggio e parte delle strutture operative.
Dettagli tecnici dell’attacco
Secondo le analisi preliminari, i missili utilizzati erano di tipo balistico a corto raggio, probabilmente modificati per trasportare carichi esplosivi più leggeri, facilitando una maggiore precisione. Parallelamente, un gruppo di droni è stato impiegato per sorvolare la zona, rilasciando piccoli ordigni incendiari che hanno aggravato i danni alle superfici asfaltate. Le autorità saudite hanno segnalato che le infrastrutture di comunicazione e i sistemi di navigazione radar sono stati temporaneamente interrotti, creando un effetto a catena sulla capacità di controllo del traffico aereo.
Colpo agli impianti di Saudi Aramco nella zona di Khurais
Khurais, zona ricca di giacimenti petroliferi situata nella parte orientale del Regno, ha subito un attacco coordinato contro gli impianti di Saudi Aramco. Il comandante dei ribelli ha dichiarato che l’operazione ha colpito con successo due nodi critici: un impianto di estrazione e una zona di stoccaggio di greggio. L’attacco ha provocato fiamme alte, visibili dall’alto, e la fuoriuscita di una notevole quantità di petrolio, con potenziali ripercussioni sull’ambiente circostante.
Incendi e danni strutturali
Le squadre di emergenza hanno dovuto impiegare elicotteri antincendio per domare le fiamme, ma i venti forti hanno rallentato le operazioni, lasciando parte delle strutture gravemente danneggiate. I primi rilievi indicano la perdita di diversi serbatoi di stoccaggio, oltre a danni a valvole di sicurezza e a linee di trasporto interno. L’impatto economico è già percepito nei mercati energetici, con una leggera oscillazione dei prezzi del petrolio a seguito delle notizie sull’attacco.
Altri obiettivi colpiti e risposta dell’Arabia Saudita
Oltre a Riyad e Khurais, i ribelli hanno dichiarato di aver attaccato una raffineria di Aramco a Rabgh e diversi aeroporti nel sud del Regno, tra cui le strutture di Jazan e Najran. Gli scontri hanno provocato tre feriti lievi e danni materiali limitati, ma hanno segnato un’escalation nella campagna di pressione contro il governo saudita. Nello stesso periodo, un raid aereo saudita nel governatorato di Hajjah, Yemen, ha causato la morte di sei membri della stessa famiglia e il ferimento di una bambina di sei anni, alimentando ulteriormente le ostilità.
Le autorità saudite hanno promesso una risposta rapida, rafforzando la difesa anti-missile intorno a Riyad e intensificando le operazioni di pattugliamento aeree lungo il confine yemenita. Nel frattempo, le ambasciate straniere hanno consigliato ai propri cittadini di evitare viaggi non indispensabili in Arabia Saudita, mentre gli analisti internazionali monitorano attentamente le ripercussioni geopolitiche di questi attacchi, temendo un possibile allargamento del conflitto nella regione.


