L’Europa si trova di fronte a una nuova sfida sanitaria: l’aumento di ceppi di gonorrea resistenti agli antibiotici. Secondo l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), 11 paesi dell’Unione Europea stanno segnalando casi di gonorrea resistente alla ceftriaxone l’antibiotico di riferimento per il trattamento di questa infezione.
La situazione è particolarmente preoccupante perché la resistenza agli antibiotici riduce l’efficacia delle terapie disponibili, aumentando il rischio di complicazioni gravi. L’ECDC ha pubblicato una valutazione rapida del rischio il 16 luglio, evidenziando la necessità di rafforzare la sorveglianza microbiologica e l’uso appropriato degli antibiotici.
La diffusione della gonorrea resistente in Europa
Le prime diagnosi di gonorrea resistente erano spesso legate ai viaggi, ma dal 2026 il quadro è cambiato. Francia, Germania, Svezia e Regno Unito hanno segnalato incrementi significativi, mentre altri paesi continuano a registrare casi sporadici. La trasmissione locale della gonorrea resistente ai farmaci in Europa è un segnale d’allarme che non possiamo ignorare ha dichiarato Csaba Ködmön, esperto di microbiologia dell’ECDC.
L’importazione da paesi al di fuori dell’Europa resta la principale via attraverso cui i ceppi resistenti alla ceftriaxone arrivano nella regione. I paesi del Sud-Est asiatico, come Cambogia, Indonesia, Thailandia e Vietnam, sono considerati importanti fonti di ceppi resistenti diffusi a livello internazionale. Tuttavia, l’ECDC ha segnalato anche prove sempre più numerose di trasmissione locale in Europa.
I rischi per la salute pubblica
La gonorrea è una delle infezioni sessualmente trasmesse batteriche più comuni, causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae. Se non viene trattata, l’infezione può provocare gravi complicazioni, tra cui malattia infiammatoria pelvica, infertilità e gravidanza ectopica. L’aumento della resistenza riduce l’efficacia delle terapie su cui oggi facciamo affidamento, e le opzioni di trattamento potrebbero diventare sempre più limitate se i ceppi resistenti ai farmaci continueranno a diffondersi.
Il trattamento di riferimento è attualmente la ceftriaxone, da sola o in combinazione con azitromicina. Tuttavia, il batterio sta diventando sempre più resistente a entrambi i farmaci, riducendone l’efficacia e sostenendo la trasmissione. L’ECDC ha avvertito che esiste il rischio di un’ulteriore escalation se le misure di controllo non vengono introdotte e mantenute.
Le strategie di prevenzione e controllo
Per affrontare questa emergenza, l’ECDC ha sottolineato l’importanza di rafforzare la sorveglianza microbiologica, la diagnosi precoce e l’uso appropriato degli antibiotici. Le strategie vaccinali preventive rivolte alle persone maggiormente esposte e il coinvolgimento delle comunità per favorire l’adesione alla vaccinazione sono fondamentali.
L’ECDC ha anche evidenziato l’importanza di estendere gli screening e migliorare la notifica dei casi. Tra il 2026 e il 2026, il tasso complessivo di infezioni è aumentato, trainato soprattutto da un incremento del 7,9% tra gli uomini, mentre tra le donne i tassi sono diminuiti dell’8,6%. I livelli più alti si sono registrati tra gli uomini di 25-34 anni e tra le donne di 20-24 anni.
Il rischio per l’insieme della popolazione sessualmente attiva è basso, ma diventa da basso a moderato per chi ha molti partner sessuali o li cambia spesso, e per chi ha rapporti non protetti con partner occasionali o nuovi. È considerato moderato per le persone che viaggiano in aree dove circolano maggiormente ceppi resistenti agli antibiotici.
L’ECDC continua a monitorare la situazione e a pubblicare aggiornamenti settimanali sull’andamento dei casi umani fino a novembre, seguendo l’evoluzione della trasmissione nei diversi paesi europei. La collaborazione con le autorità locali, l’Oms e le istituzioni europee è fondamentale per affrontare questa sfida sanitaria.


