In un’epoca in cui la ricerca scientifica cerca costantemente nuove piste per combattere l’Alzheimer, una scoperta inattesa emerge dagli archivi storici del Regno Unito. Un recente studio ha esaminato il legame tra il razionamento dello zucchero nel dopoguerra e il rischio di sviluppare demenze, tra cui l’Alzheimer. Questo lavoro di ricerca ha utilizzato i dati di 64.737 partecipanti alla UK Biobank offrendo una prospettiva unica su come le condizioni alimentari dei primi anni di vita possano influenzare la salute cerebrale decenni dopo.
L’esperimento naturale del razionamento
Nel Regno Unito, il razionamento dello zucchero è continuato anche dopo la fine della Seconda guerra mondiale, terminando definitivamente solo nel settembre 1953. Questo periodo ha creato un esperimento naturale per gli epidemiologi, permettendo di confrontare gruppi di persone nate in periodi molto ravvicinati ma esposte a condizioni alimentari diverse durante la vita fetale e i primi anni di vita.
I ricercatori hanno suddiviso i partecipanti in base alla loro esposizione al razionamento: durante la sola vita intrauterina, durante la gravidanza e il primo anno, durante la gravidanza e fino ai due anni, oppure nessuna esposizione. I risultati ottenuti sono stati sorprendenti e hanno aperto nuove prospettive sulla prevenzione delle demenze.
Rischio ridotto e ritardo nell’esordio
I soggetti che avevano vissuto con una minore disponibilità di zucchero dalla vita fetale fino ai primi due anni presentavano un rischio di demenza complessivamente inferiore del 23% e un rischio di malattia di Alzheimer inferiore del 28% rispetto a chi non era stato esposto al razionamento. Inoltre, l’esordio della demenza risultava ritardato mediamente di 2,55 anni quello dell’Alzheimer di 2,87 anni e quello della demenza vascolare di 2,49 anni.
Differenze cerebrali osservate
Un sottogruppo dei partecipanti è stato sottoposto a risonanza magnetica cerebrale e valutazione cognitiva. Anche in questo caso, sono emerse associazioni interessanti: l’esposizione precoce al razionamento era correlata a un maggiore volume complessivo della sostanza grigia, una minore quantità di iperintensità della sostanza bianca e migliori prestazioni in alcune prove di velocità di elaborazione e ragionamento.
Salute vascolare e zucchero
Una parte della risposta a questo fenomeno sembra passare attraverso la salute vascolare. Diabete di tipo 2 e ipertensione sviluppati successivamente spiegavano insieme circa il 25,5% dell’associazione tra razionamento precoce e rischio di demenza. Tuttavia, è importante sottolineare che questo studio non dimostra una causa diretta tra il consumo di zucchero e la prevenzione dell’Alzheimer.
Gli autori riconoscono la possibilità di fattori confondenti e sottolineano la necessità di ulteriori studi per stabilire quanto dell’associazione osservata sia realmente attribuibile allo zucchero. Il messaggio più interessante è forse un altro: il cervello che invecchia porta con sé l’intera storia biologica dell’individuo, una storia che potrebbe cominciare a essere scritta quando ancora non possediamo neppure il nostro primo ricordo.


