È possibile ritardare i sintomi della menopausa?

Ritardare la menopausa è un'idea che interessa un numero sempre maggiore di donne: esistono alcuni metodi, ma quali sono i migliori?

Almeno una volta nella vita ti sarai chiesta se sia possibile ritardare la menopausa e, in caso di risposta affermativa, come funziona questo metodo. La menopausa è un processo fisiologico essenziale nella vita di una donna, che si manifesta con l’avanzare dell’età. Essendo un momento piuttosto scomodo a causa delle molteplici reazioni ormonali, sempre più persone cercano dei metodi per ritardarne la comparsa.

Tra tutti i modi a oggi disponibili, uno in particolare ha attirato attenzioni e preoccupazioni da parte del mondo scientifico: il Sistema Fishel.

Questo sistema promette di riuscire a ritardare la menopausa di quasi 10 anni. Eppure ad oggi non ci sono prove scientifiche certe che questo sistema sia sicuro, nonostante il gran numero di persone che vi si sono sottoposte. Padre di questo sistema è il professor Simon Fischel, esperto di fecondazione in vitro.

Il suo sistema promette di aumentare le possibilità di avere figli in tarda età oltre a ridurre gli effetti sulla salute della menopausa. Ma esattamente come dovrebbe funzionare questo metodo?

Ritardare la menopausa: come funziona

Il sistema Fischel comporta l’asportazione chirurgica di una porzione di ovaia. Si tratta di un sistema relativamente invasivo. Successivamente l’ovaia viene trattata in laboratorio per essere poi trapiantata nuovamente all’interno del corpo in differenti posizioni.

Può essere trapiantata vicino alle tube di Falloppio se si vuole ancora avere un figlio, oppure sotto le ascelle per rallentare la menopausa. Una della indicazione di questo sistema, è di sottoporvisi precocemente per ottenere i maggiori benefici. Ad oggi viene utilizzato per salvaguardare la funzione ovarica delle donne che si sono sottoposte a terapie contro il cancro.

Un altro metodo piuttosto diffuso per ritardare i sintomi della menopausa è la terapia ormonale sostitutiva.

In questo caso non si salvaguarda la fertilità ma si punta a ridurre gli effetti negativi della menopausa. Si tratta di una terapia dalla comprovata efficacia scientifica ma su cui pendono ancora gravi dubbi. La terapia ormonale sostitutiva contrasta sintomi come le vampate o la sudorazione notturna. Non si può realmente dire che si tratti di un metodo per ritardare la menopausa, ma quantomeno di renderla più piacevole. Inoltre è comunque possibile asportare e congelare gli ovuli della paziente, qual’ora questa voglia un figlio in futuro.

Un altro modo, forse il migliore e meno invasivo, per alleviare i sintomi della menopausa rimane quella di condurre una vita sana. Importante seguire un regime alimentare che sia corretto ed equilibrato: non diverso da quello che consigliano tutti i dottori per essere in salute in forma. Nel caso della menopausa è bene assicurarsi assumere il giusto quantitativo di calcio, che serve a rinforzare le ossa e il cuore. Infatti durante la menopausa aumentano i rischi di osteoporosi e malattie cardiovascolari.

Anche l’attività fisica è molto importante: per contrastare i sintomi della menopausa o almeno alleviarli è consigliabile fare regolarmente sport anche in maniera moderata. Inoltre l’attività fisica è un ottimo alleato contro l’ansia e lo stress di tutti i giorni. Il fumo incide negativamente su tutto il nostro organismo, in particolare durante la menopausa. Ecco perché potrebbe essere una buona idea smettere preventivamente di fumare sigarette e limitare gli alcolici.

Scritto da Amos Granata
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