Difterite in Italia: coperture vaccinali in calo e il caso della bambina di Palermo

Scopri i dati preoccupanti sulle coperture vaccinali in Italia e l'importanza dei richiami dopo il caso della bambina di Palermo

La morte di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di 4 anni deceduta a Palermo per difterite ha riportato l’attenzione su una malattia che sembrava appartenere al passato. Questo tragico evento ha scatenato una corsa ai vaccini nella città siciliana, con centri sanitari presi d’assalto e scorte esaurite. I genitori della bambina, non vaccinati, sono ora indagati per omicidio colposo.

Ma il caso di Palermo è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno più ampio: le coperture vaccinali in Italia stanno calando dopo un periodo di recupero post-pandemia. Nel 2026, la copertura contro la difterite nei bambini entro i 24 mesi era del 94,46%, inferiore all’obiettivo del 95%. In Sicilia, la situazione è ancora più critica, con una copertura del solo 85,13%.

I dati nazionali e le criticità regionali

I dati nazionali mostrano un calo preoccupante delle coperture vaccinali per diverse malattie pediatriche. Dopo il recupero seguito alla pandemia, dal 2026 alcune vaccinazioni hanno smesso di crescere e hanno iniziato a scendere. La difterite non è l’unica preoccupazione: anche il vaccino esavalente che protegge contro sei malattie tra cui poliomielite, tetano e epatite B, ha visto un calo della copertura.

La situazione è particolarmente critica in alcune regioni. La Sicilia, ad esempio, ha la copertura più bassa d’Italia contro la difterite. Anche la Campania, pur partendo da una posizione relativamente favorevole, mostra criticità nei richiami vaccinali. Nel 2026, la copertura contro la difterite a 5-6 anni era del 74,75%, ben al di sotto della media nazionale.

L’importanza dei richiami vaccinali

Rocco Russo, coordinatore del tavolo vaccinale della Società italiana di pediatria, ha sottolineato l’importanza dei richiami vaccinali. “Non basta soltanto vaccinarsi, serve mantenere alti i livelli anticorpali in modo da potersi difendere da Corynebacterium diphtheriae“, ha dichiarato. Il vaccino contro la difterite prevede tre dosi nel primo anno di vita, un richiamo a 5 anni e successivi richiami ogni dieci anni.

La difterite si trasmette attraverso il contatto diretto tra persone o oggetti contaminati. “La difterite non è scomparsa e la protezione della popolazione dipende dal mantenimento nel tempo di coperture vaccinali elevate”, ha spiegato Russo. La Società italiana di pediatria offre un servizio di supporto telefonico per rispondere ai dubbi dei genitori e promuovere una scelta vaccinale consapevole.

Le vaccinazioni obbligatorie in Italia e in Europa

In Italia, le vaccinazioni obbligatorie per i minori da 0 a 16 anni sono dieci: poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella. La varicella è obbligatoria solo per i nati dal 2017. Il vaccino contro la difterite protegge anche contro altre malattie grazie al vaccino esavalente.

In Europa, la situazione è variegata. Alcuni Paesi, come la Francia, hanno obblighi più estesi rispetto all’Italia, mentre altri, come la Germania, impongono solo il vaccino contro il morbillo per chi frequenta strutture scolastiche e assistenziali. In molti Paesi, le vaccinazioni sono raccomandate ma non obbligatorie.

Il caso di Palermo ha riportato l’attenzione sull’importanza delle vaccinazioni e dei richiami. “Un caso come questo ci allarma, ci addolora e giustamente se ne parla sui media. Ma quanti casi sono stati evitati grazie al vaccino? Migliaia di bambini sono stati vaccinati e sono venuti a contatto con il corynebacterium diphtheriae senza infettarsi”, ha concluso Russo.

Scritto da Roberto Capelli

Estate, fine effetto vacanza, 7 italiane su 10 al rientro scontente del loro aspetto

Trump e il peso: a un passo dall’obesità, medici preoccupati