L’uso precoce di dispositivi digitali come smartphone, tablet e televisione sta diventando un tema sempre più cruciale per la salute dei bambini. Le ultime ricerche e le proposte legislative mirano a limitare l’esposizione degli schermi, soprattutto nei primi anni di vita, per proteggere lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei più piccoli.
In un’epoca in cui la tecnologia è onnipresente, è fondamentale comprendere i potenziali rischi associati all’uso eccessivo di dispositivi digitali. Gli esperti sottolineano l’importanza di un approccio equilibrato e consapevole, soprattutto per i bambini sotto i tre anni.
L’Accademia europea di pediatria ha pubblicato un documento sulla rivista Acta Paediatrica che evidenzia i rischi di un’esposizione precoce agli schermi. Secondo gli esperti, i bambini sotto i due anni dovrebbero evitare completamente l’uso di dispositivi digitali, mentre per i bambini di età compresa tra i tre e i cinque anni, l’esposizione dovrebbe essere limitata a un’ora al giorno.
Il documento, firmato anche dalla European Confederation of Primary Care Paediatricians è il risultato del progetto ‘Giovani, Salute e Sani Stili di Vita’. Gli autori, tra cui Lorenza Onorati e Eugenio Baraldi sottolineano come l’uso prolungato e incontrollato degli schermi possa favorire comportamenti di dipendenza, influenzando negativamente il benessere psicologico, il rendimento scolastico e la qualità del sonno.
L’importanza dell’attività fisica e del sonno
Oltre a limitare l’uso degli schermi, gli esperti raccomandano di promuovere l’attività fisica giornaliera e di tutelare le ore di sonno, spesso compromesse dall’uso eccessivo del cellulare. L’educazione digitale delle famiglie è un altro aspetto cruciale per garantire un uso equilibrato delle tecnologie.
La proposta di legge per limitare l’uso degli schermi
Una proposta di legge presentata al Senato mira a introdurre linee guida nazionali per limitare l’uso di dispositivi digitali nei nidi e tra i bambini sotto i tre anni. La proposta, a prima firma della senatrice Simona Malpezzi è sostenuta in maniera bipartisan e punta a codificare l’esposizione agli schermi come una prassi estremamente dannosa per i più piccoli.
Secondo i dati presentati, i casi di dipendenze e disturbi legati al digitale registrati all’Ospedale Bambin Gesù sono aumentati del 500% dal 2013. Inoltre, uno studio clinico ha documentato come l’uso prolungato di dispositivi multimediali mobili possa aumentare la probabilità di ritardi nel linguaggio espressivo.
L’importanza dell’interazione umana
Le ricerche evidenziano come i bambini tra i dieci e i dodici mesi apprendano meglio una nuova lingua attraverso l’interazione diretta con gli adulti, piuttosto che tramite registrazioni audio e video. Questo dimostra l’importanza insostituibile dell’interazione umana nello sviluppo cognitivo e linguistico dei più piccoli.
La proposta di legge prevede anche il divieto di utilizzo dei dispositivi digitali nelle attività educative degli asili, promuovendo invece il gioco libero, il movimento e lo sviluppo del linguaggio. Inoltre, si prevede una formazione specifica per il personale educativo sui rischi dell’esposizione precoce agli schermi.
La formazione dei professionisti
Un altro pilastro della proposta riguarda la formazione dei professionisti coinvolti nella crescita dei bambini. La senatrice Licia Ronzulli ha sottolineato l’importanza di non lasciare i genitori soli di fronte a questa sfida. La proposta prevede l’obbligo di formazione per le figure professionali chiave, come pediatri e ostetriche, sui rischi della dipendenza da dispositivi digitali.
Promuovere un uso equilibrato delle tecnologie e favorire l’interazione umana sono elementi essenziali per garantire uno sviluppo sano e armonioso dei più piccoli.


