Il caso di Jorlan Lopes da Silva 33 anni, ha scosso l’intera regione di Paraíba. Domenica 13 settembre le forze dell’ordine hanno fermato l’uomo a Mulungu, una piccola località nel nord-ovest del Brasile, mentre si aggirava in un completo femminile con al braccio un bambino di circa due anni. Il travestimento, pensato per eludere il controllo dei vigili, è stato scoperto quando una parte dell’abbigliamento si è spostata, rivelando un tatuaggio che ha permesso l’identificazione.
Il travestimento che ha ingannato la polizia
L’uomo si presentava con vestiti da donna, una parrucca, sandali, occhiali scuri e unghie smaltate. Il look era così curato da indurre gli agenti a credere che si trattasse di una donna in fuga. Il bambino, che non era suo parente, rimaneva avvolto nel mistero: le autorità hanno affermato che non era legato a lui da alcun vincolo familiare, ma non hanno ancora chiarito chi lo abbia affidato. Dopo aver superato il primo posto di blocco, l’individuo è tornato nella casa dove si nascondeva, ha recuperato un’arma da fuoco e ha lasciato il bambino prima di ricominciare il percorso. Il momento decisivo è arrivato quando il vestito si è spostato, facendo comparire un tatuaggio caratteristico sul braccio, elemento che ha portato gli agenti a riconoscerlo e a fermarlo sul posto.
Confessioni shock e indagini in corso
Durante gli interrogatori, l’imputato ha dichiarato di aver commesso il suo primo omicidio all’età di 13 anni e di aver ucciso in totale circa 80 persone. La cifra, però, non è ancora stata verificata: al momento le autorità hanno prove concrete su 16 omicidi avvenuti in un arco di tre mesi nella zona del Vale do Mamanguape. Il delegato Douglas Garcia responsabile delle indagini, ha sottolineato che il numero annunciato dal sospettato è “molto elevato” ma che la verifica scientifica e archivistica è ancora in corso.
Tra i reati attribuiti a Lopes da Silva troviamo il duplice omicidio di due commercianti avvenuto il 1º agosto a Rio Tinto, sulla costa settentrionale della Paraíba, presumibilmente eseguito con la collaborazione di altri quattro uomini. Inoltre, la polizia sta esaminando la possibile sua implicazione nell’omicidio di una giovane donna il cui corpo è stato recuperato dopo che l’imputato avrebbe indicato il luogo di sepoltura alle autorità.
Possibili legami con organizzazioni criminali
Le indagini suggeriscono anche un possibile collegamento tra Lopes da Silva e una potente organizzazione criminale originaria di Rio de Janeiro, attiva nella Paraíba. Dopo aver sfuggito a un precedente intervento a Rio Tinto, l’uomo si sarebbe rifugiato nella comunità di Cabedelo, considerata una delle sedi operative della fazione. Si ipotizza che la rete criminale possa aver fornito supporto logistico o risorse per i suoi crimini, ma la natura esatta dei rapporti resta da chiarire.
Al momento della cattura, altri due uomini sono stati arrestati e posti in manette con l’accusa di partecipazione a diversi reati nella stessa area. Jorlan Lopes da Silva, che aveva scontato complessivamente cinque-sei anni di carcere e uscito di prigione a maggio 2026, è stato trasferito al penitenziario Desembargador Sílvio Porto di João Pessoa, dove rimarrà in attesa delle ulteriori decisioni giudiziarie.
Le autorità continueranno a verificare le dichiarazioni dell’imputato, confrontandole con i risultati delle perizie forensi, i registri dei casi irrisolti e le testimonianze raccolte sul territorio. L’obiettivo è capire se la confessione di 80 omicidi nasconda una realtà ancora più ampia o se, come temono gli investigatori, si tratti di un tentativo di gonfiare la propria pericolosità.


