Tiroide: tutti i consigli per prevenire e curare la carenza di iodio

La carenza di iodio rappresenta un rischio per la tiroide, vediamo i consigli per curare e prevenire le patologie legate alle sue disfunzioni

La tiroide è localizzata alla base del collo e ha una forma che ricorda un farfallino piegato intorno alla parte inferiore della gola. È una ghiandola di molto importante poiché produce la tirossina, un ormone che favorisce l’equilibrio del metabolismo e del battito cardiaco, e contribuisce inoltre alla crescita e allo sviluppo dei bambini.

Lo iodio è il componente essenziale degli ormoni tiroidei e dato che questa sostanza è scarsamente presente negli alimenti e nell’ambiente in genere, la tiroide la concentra e la conserva al suo interno, per poi utilizzarla per la sintesi degli ormoni tiroidei. La carenza di iodio rappresenta un grave problema di salute pubblica che si traduce in diverse patologie, più o meno gravi a seconda dell’età e del sesso. A seconda della gravità, della durata e del periodo di esposizione alla carenza di iodio, si possono avere danni a carico della fertilità, della crescita e dello sviluppo puberale, del sistema nervoso centrale e periferico.

La gravidanza e l’infanzia sono le fasi della vita in cui carenze di iodio anche lievi possono provocare dei danni irreversibili. Esiste un test delle urine per verificare quanto iodio viene espulso e permette di capire se il paziente è carente di questo minerale.

Iodio per la cura della tiroide: i consigli

Squilibri tiroidei possono sfociare in una tiroide poco o troppo attiva, pertanto è essenziale imparare a supportarla attraverso un’alimentazione sana, l’esercizio fisico, il giusto riposo e una riduzione dei livelli quotidiani di stress

Il sale iodato

Per prevenire la carenza di iodio, l’OMS raccomanda pertanto di utilizzare il sale alimentare arricchito con opportune quantità di iodio.

Il sale arricchito di iodio ha lo stesso aspetto e sapore del sale per uso alimentare e ogni grammo di sale arricchito di iodio fornisce 30 mcg di iodio in aggiunta a quello già fornito con la dieta.

Tutti possono usare il sale iodato, anche soggetti con patologie tiroidee, perché in condizioni fisiologiche la tiroide può tollerare fino a 1 mg (1000 mcg) di iodio al giorno senza che si verifichino effetti negativi, in quanto l’eccesso di iodio viene eliminato dal rene.

La quantità di iodio aggiunto al sale iodato consente un apporto adeguato di iodio anche in presenza di ipertensione o malattie cardiovascolari.

Tuttavia troppo iodio può innescare uno squilibrio tiroideo, alcuni individui hanno infatti una predisposizione genetica che li rende maggiormente sensibili agli effetti dello iodio alimentare e ambientale. In queste persone lo iodio può essere la prima causa dell’autoimmunità tiroidea e dovrebbero evitare l’eccesso di iodio, minimizzando l’uso di sale iodato (500-600 microgrammi/die)

Lo iodio è controindicato nei gozzi nodulari e multinodulari.

Sono sconsigliati gli integratori multivitaminici sintetici contenenti iodio. Gli integratori contenenti alghe a volte sono tollerati, altre volte no.

Lo iodio è inoltre presente in alcuni farmaci e può causare problemi.

Lo iodio nell’alimentazione

In natura la fonte principale di iodio è rappresentata dagli alimenti, soprattutto il pesce, mentre alimenti come il latte, le uova, la carne e i cereali ne contengono quantità minori mentre la quantità di iodio presente nella frutta e nella verdura dipende dalla presenza di esso nel terreno su cui sono cresciute.

Comprendere la connessione tra l’alimentazione e le funzionalità della tiroide è pertanto fondamentale per tenere sotto controllo e contrastare i problemi legati alle sue disfunzioni. La tiroide dipende da una dieta adeguata capace di fornirle iodio, selenio e vitamine, al fine di poter funzionare correttamente e senza il giusto equilibrio nutritivo, la tiroide non può compiere appropriatamente il proprio lavoro.

Ecco alcuni consigli:

  • Limitare la quantità di cibi processati e già pronti: La lavorazione industriale tende ad arricchire di zucchero gli alimenti, e di conseguenza i problemi tiroidei potrebbero peggiorare. Usare ingredienti freschi e genuini che non sono stati trattati, ne conserva la maggior parte di vitamine, minerali e altri nutrienti.
  • Aumentare il consumo di pesce: Il pesce è una fonte di proteine di buona qualità ed è spesso ricco di benefici grassi omega-3. Cautela nella scelta del pesce però, pesci carichi di mercurio sono nocivi per le funzioni della tiroide.
  • Includere i legumi nella dieta: le lenticchie per esempio sono ricche di vitamine e di minerali necessari alla produzione dell’ormone tiroideo.
  • Arricchire la dieta con alcune delle seguenti fonti di iodio: Alghe brune (kelp, wakame, dulse); Pesce e frutti di mare; Yogurt; Latte; Uova.
Scritto da Alexandra Tubaro
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