Istamina: cos’è, a cosa serve e come assumerla

L'istamina viene prodotta dall'organismo ma può anche essere assunta attraverso cibi come kiwi, fragole, agrumi, carni e pesce

L’istamina è una sostanza presente nel nostro organismo, che contribuisce allo svolgimento di diverse funzioni. Scopriamola meglio.

Istamina: che cos’è esattamente?

L’istamina è un mediatore chimico che svolge un ruolo di primo piano per la salute del nostro organismo. La sostanza, infatti, partecipa alla vasodilatazione e al calo di pressione, alla contrazione della muscolatura liscia, alla stimolazione della secrezione di succhi gastrici, alla stimolazione delle fibre nervose responsabili della sensazione di dolore, all’aumento di permeabilità dei vasi sanguigni e alla stimolazione della produzione e secrezione di muco.

L’istamina, inoltre, ha un ruolo anche nella regolazione del ciclo sonno-veglia, come neurotrasmettitore ed è fondamentale come mediatore delle risposte immunitarie contro infiammazioni e allergie.

Istamina: dove si trova?

L’istamina viene naturalmente prodotta dal nostro organismo ma può essere assunta anche attraverso l’alimentazione. Qualora vi fosse un eccesso della sostanza nel nostro corpo, viene metabolizzata e degradata da un enzima presente soprattutto nell’intestino, nei reni e nel fegato.

Qualora questo enzima non riesca ad eliminare correttamente l’eccesso di istamina, si verifica un disequilibrio che viene chiamato intolleranza all’istamina.

Quali alimenti contengono l’istamina?

Gli alimenti che contengono istamina sono davvero tanti. La sostanza è contenuta nel pesce come sgombro, acciughe, tonno, sardine, aringhe, pomodori, spinaci, ketchup, salsa di soia, pesce affumicato, frutti di mare, crostacei, formaggi stagionati, salsicce, salame, mortadella, alcolici, vino, birra, lievito e aceto di vino.

Esistono anche degli alimenti che sono liberatori di istamina, cioè che la liberano direttamente nel corpo. Tra essi troviamo banane, ananas, papaya, agrumi, pere, avocado, kiwi, fragole, cioccolato, lamponi, molluschi, crostacei, noci, nocciole, mandorle e anacardi, l’albume d’uovo, carne di maiale e caffè.

Intolleranza all’istamina: sintomi e come intervenire

L’istamina, come già accennato, se presente in quantità maggiori al normale nell’organismo, può provocare un’allergia. I sintomi tipici di questa condizione sono disturbi gastrointestinali, mal di testa, nausea, vertigini, palpitazioni, irritazione della mucosa nasale, eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie.

In caso di uno o più di questi sintomi, è bene rivolgersi ad un medico ed effettuare esami specifici di approfondimento. L’eccesso di istamina, comunque, può essere curato evitando i cibi ricchi di questa sostanza, assumendo integratori di vitamina C e vitamina B6 nonché probiotici e prebiotici che aiutano a contrastare l’intolleranza.

Scritto da Renata Tanda
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