(Adnkronos) – Non solo gli effetti delle ondate di calore che hanno 'arrostito' gli italiani, in questi primi 15 giorni di agosto e nel weekend di Ferragosto 'simbolo' dell'estate "nei pronto soccorso in media è stato osservato un aumento del 15% degli accessi che è difficile discriminare in modo assoluto se legati solo alle temperature record, perché in diverse regioni c'è stato anche un incremento dei traumi dovuti ad incidenti stradali e in mare". A fare per l'Adnkronos Salute è Alessandro Riccardi, presidente della Simeu (Società italiana Medicina di emergenza urgenza). "Considerando il momento attuale, con l'avvio sul territorio delle Case di comunità – aggiunge Riccardi – non vediamo ancora funzionare bene la presa in carico dei pazienti che vengono dimessi dal Pronto soccorso e dovrebbero trovare nelle Case di comunità un riferimento. Spesso li vediamo tornare in Ps, magari avevano necessità per un problema acuto minore – ad esempio cutaneo o un ascesso. Inoltre – rimarca – viviamo una carenza strutturale di organici che nel periodo estivo arriva ad almeno 7mila medici a livello nazionale".
Quanto ha inciso il caldo record sugli accessi in Pronto soccorso? "Incide nel momento in cui dalla popolazione non vengono seguite o lo sono solo parzialmente le raccomandazioni e gli accorgimenti previsti dai bollettini del ministero della Salute – avverte il presidente Simeu – Vediamo ancora comportamenti, come fare sport in orari improbabili, che se fino a 10 anni fa potevano ancora andare bene oggi, con le temperature che abbiamo vissuto, non possono andare più bene. Sincopi e colpi di calore sono dietro l'angolo. In più dovremmo ricordarci che il cambiamento climatico ha ridotto la forbice di tolleranza del nostro organismo alla ore più calde. Gli anziani che escono la mattina o il pomeriggio o i genitori che portano i bambini al mare, dovrebbero rivedere gli orari. In più in queste settimane abbiamo notato un certo aumento di traumi maggiori – ad esempio in Liguria dove lavoro – per incidenti stradali e in mare. C'è una maggiore disattenzione e la diffusione di compotamenti pericolosi alla guida".
Uno dei problemi che ciclicamente vive la medicina d'emergenza-urgenza è quello dei pazienti in barella nei Pronto soccorso in attesa di un posto letto in reparto, il cosiddetto fenomeno del 'boarding'. Cosa si sta facendo per limitarlo? "Alcune regioni hanno lavorato per risolvere o comunque mitigare il fenomeno – risponde Riccardi – e oggi è sotto controllo. Ma se non c'è un incremento dei posti letto per una popolazione anziana che vive sempre più a lungo con più patologie croniche – rispetto a 10 anni fa – sarà difficile risolvere del tutto il problema. Ma soprattutto quello che andrebbe risolto è il mancato governo clinico della medicina del territorio".
Tra poche settimane si tornerà a discutere di Legge di bilancio e di risorse per la sanità pubblica, "per l'emergenza-urgenza chiediamo maggiore attenzione e ascolto verso i problemi che viviamo, vediamo che la politica soprattutto locale cede ad un certo populismo che, per difendere la struttura sul proprio bacino territoriale, arriva a sostenere l'importanza di piccoli presidi che sono invece una voragine economica e non forniscono un'assistenza di qualità. Ma sarebbe anche ora – conclude – che ci venga riconosciuto il lavoro usurante, cosa che chiediamo da tempo".
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