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Condizioni critiche per Sgarbi: ricovero al Policlinico Gemelli

Vittorio Sgarbi, 74 anni, è in terapia intensiva al Gemelli: ecco i retroscena sanitari e legali.

Il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi 74enne, è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva presso il Policlinico Gemelli di Roma. Secondo le prime comunicazioni interne alla struttura, le sue condizioni critiche richiedono un monitoraggio costante e l’attesa di un bollettino medico dettagliato.

Ricovero in terapia intensiva al Policlinico Gemelli

Il trasferimento al reparto di terapia intensiva è avvenuto nella notte, poco dopo il rilevamento di un peggioramento improvviso dei parametri vitali. Il personale sanitario ha riferito che il signor Sgarbi presenta segni di instabilità emodinamica e una marcata difficoltà respiratoria. Sono state avviate terapie di supporto avanzate, tra cui l’uso di farmaci vasopressori e un eventuale supporto ventilatorio, in attesa di stabilizzare la sua situazione. Al momento, la famiglia è rimasta informata solo tramite aggiornamenti brevi, mentre gli addetti alla comunicazione medica attendono i risultati degli esami più approfonditi.

Le precedenti emergenze sanitarie

Questo non è il primo episodio grave nella vita di Sgarbi. Nel 2016, aveva subito un intervento di angioplastica a Modena per un’ischemia miocardica acuta, definita allora una “manutenzione straordinaria” del cuore. L’anno successivo, nel 2021, aveva annunciato di essere guarito da un tumore alla prostata, ringraziando i medici dell’oncologia del Regina Elena di Roma. La primavera del 2025 è stata particolarmente drammatica: il critico ha trascorso più di un mese al Gemelli per una profonda depressione con drastico calo di peso (giunse a 59 kg) e incapacità di alimentarsi autonomamente. Questi eventi hanno lasciato un segno sulla sua salute fisica e psichica, rendendo il recente ricovero ancora più preoccupante.

Ultime apparizioni pubbliche e impegni culturali

Nonostante le difficoltà, Sgarbi non ha interrotto completamente la sua attività. Nel maggio 2026 è stato ospite al Salone del libro di Torino, dove ha presentato il suo nuovo volume. A settembre ha partecipato all’inaugurazione della mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky” a Ferrara, ricevendo una standing ovation. Inoltre, era previsto per l’11 ottobre una presentazione su Renato Guttuso al Museo della Fanteria di Roma, evento che ora sembra in dubbio a causa del ricovero. Questi impegni dimostrano come il critico abbia cercato di mantenere un ritmo lavorativo, seppur più rilassato, negli ultimi mesi.

Contesto familiare e tensioni legali

Parallelamente alle preoccupazioni sanitarie, il critico è al centro di una disputa familiare. La sua terza figlia, Evelina, ha richiesto al Tribunale civile di Roma la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non sia più in grado di gestire il proprio patrimonio e sia “facilmente manipolabile”. Sgarbi ha respinto con veemenza tali affermazioni, definendole motivate da interessi economici. La questione giudiziaria resta aperta e potrebbe influire ulteriormente sul suo stato emotivo, già provato dalla depressione e dalle recenti emergenze mediche.

Prospettive future e attesa del bollettino

Al momento, i medici del Policlinico Gemelli non hanno ancora pubblicato un bilancio definitivo sulla prognosi di Vittorio Sgarbi. La famiglia, assistita dalla compagna Sabrina Colle, rimane al capezzale, pronta a fornire supporto morale. Gli esperti sottolineano che, visto il quadro clinico complesso – precedenti cardiaci, oncologici e psichiatrici – è fondamentale un monitoraggio accurato per evitare recidive. La popolazione e gli addetti ai giornali attendono con trepidazione i prossimi aggiornamenti, che definiranno se il critico riuscirà a superare questa nuova crisi o se dovrà affrontare ulteriori sfide terapeutiche.

Scritto da Roberto Capelli

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