Meningite: incubazione, contagio e trasmissione

meningite

La meningite è una malattia che può avere conseguenze anche gravi, specialmente nel tipo batterico. Che incubazione ha? In che modo avviene il contagio? Cerchiamo di rispondere in modo esaustivo a tutti questi interrogativi.

Come si prende la meningite

Poiché esistono diversi tipi di meningite, è diverso anche il modo in cui si prende questa malattia. Se è virale, proviene da alcuni virus che si propagano nel nostro corpo. Se è batterica, invece, la colpa non è riconducibile ai virus, bensì ai batteri. Quella più comune (e anche la meno grave) è causata da dei virus. Può inoltre, essere contratta grazie al contatto con funghi o protozoi. Inoltre, esistono diverse cause di malattia da meningite non infettiva. Quando la meningite non ha origine batterica, si parla in genere di meningite asettica. Può essere causata da un virus, ma può essere anche una conseguenza di un’infezione batterica che è stata già trattata con successo. Mlattie come l’endocardite possono creare meningite asettica, portando piccoli gruppi di batteri nel sague.

La meningite, inoltre, può essere causata anche dalla malaria o dai contati con alcuni parassiti come le amebe, a causa del contatto con alcune fonti d’acqua in cui sono naturalmente presenti questi tipi di parassiti. Esiste anche la meningite da funghi, causata ad esempio dalle cure attraverso immunosoppressori (dopo un trapianto di organi o malattie come l’AIDS).

Quanto dura il periodo di incubazione

Quanto dura il periodo di incubazione della meningite? Anche in questo caso, è necessario fare delle distinzioni, a seconda della causa scatenante la malattia. Per ciò che riguarda la forma batterica, che è la più pericolosa, l’incubazione va da un minimo di 2 giorni ad un massimo di 10 giorni. Il tempo si riduce drasticamente per l’infezione di tipo virale, che va da un minimo di 3 giorni ad un massimo di 6. La contagiosità della malattia è solo nella fase acuta: nei 10 giorni, è più difficile che si possa trasmettere la malattia, tant’è vero che spesso in questo periodo vengono proprio dimessi dall’ospedale anche i soggetti considerati più “a rischio”.

Tra i sintomi più comuni, che sono tutti molto simili tra loro sia in forma batterica sia nelle altre, ricordiamo la febbre alta, un forte mal di testa e l’irrigidimento della nuca.

A questi tre sintomi che, in genere, sono quelli proprio classici, possono aggiungersene altri più gravi che riguardano lo stato confusionale, nausea e vomito, alterazione del livello di coscienza e, nei casi ancora più gravi, convulsioni.

Conoscere il tempo di incubazione è importante, per capire se è possibile essere contagiati o meno. La trasmissione può essere favorita dal fatto in cui si sia avuto ripetuti contatto con la persona affetta da meningite. Sarà necessariamente utile avvertire il vostro medico di base, che saprà sicuramente come indirizzarvi e, nel caso, vi dirà anche di procedere con una profilassi di tipo antibiotico, per scongiurare un’eventuale forma batterica. Dobbiamo considerare, poi, che la persona affetta da meningite cesserà di essere contagiosa dal momento in cui saranno passate 24 ore dall’inizio del trattamento della terapia antibiotica, in caso di diagnosi positiva.

Come si trasmette la malattia

Vediamo, adesso, come si può trasmettere la malattia da un soggetto ad un altro.

In genere, questa si diffonde come un’influenza, attraverso le goccioline che fuoriescono dal respiro o dal naso. Quando il soggetto infetto parla, starnutisce o tossisce può, quindi, trasmettere la malattia se infetto. E’ possibile, inoltre, il contagio tramite oggetti comuni, come posate, bicchieri ed asciugamani. Il contagio, infatti, spesso avviene tra persone che abitano nella stessa casa. E’ possibile il contagio della malattia, inoltre, attraverso le feci, specialmente nei soggetti più piccoli, che non hanno l’abitudine di lavarsi le mani subito dopo essere andati in bagno. E’ importante cercare di prevenire la trasmissione della malattia. Si possono adottare alcuni accorgimenti che ci consentono di rendere la vita più difficile ai virus e ai batteri, come l’evitare i luoghi particolarmente affollati e poco ariosi, lavarsi spesso le mani (specialmente dopo essere stati in bagno e prima di mangiare), cercare di evitare il contatto con persone malate, portarsi sempre un mano davanti alla bocca in caso di tosse o starnuti, per evitare di diffondere tramite goccioline aerei i microbi. E’ disponibile, inoltre, un vaccino per la meningite derivante dal germe del meningococco, capace di evitare la maggior parte dei contagi. In alcune zone d’Italia, come ad esempio la Toscana, per diverso periodo di tempo è stato addirittura gratuito e fortemente consigliato da tutti i medici, a causa del grosso numero di soggetti malati che hanno compito la Regione in davvero pochissimo tempo. L’essere vaccinati non elimina al 100% il rischio di contrarre la meningite ma, spesso, se contatta può essere molto più leggera e la durata della malattia può essere minore.

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