L’autismo è un disturbo dello spettro che colpisce in modo diverso maschi e femmine. Mentre nei maschi i sintomi sono spesso più evidenti, nelle femmine può manifestarsi in modo più sottile, rendendo la diagnosi più complessa. Questo fenomeno, noto come camouflaging è stato oggetto di numerosi studi che hanno portato alla luce nuove evidenze biologiche e comportamentali.
Le bambine con autismo, specialmente quelle con forme lievi, sviluppano strategie per adattarsi all’ambiente circostante, mascherando le loro difficoltà. Questo sforzo continuo può portare a una diagnosi tardiva o addirittura a una mancata diagnosi, con conseguenze significative sulla qualità della vita.
Il fenomeno del camouflaging nelle bambine con autismo
Il camouflaging è un meccanismo attraverso il quale le bambine con autismo imparano a nascondere i loro sintomi per apparire come gli altri. Questo processo inizia fin dalla prima infanzia e può includere l’osservazione di serie TV, film o libri per memorizzare comportamenti sociali appropriati. Le bambine imparano a imitare gesti, espressioni e posture, trattenendo movimenti che potrebbero rivelare le loro difficoltà.
direttore della Neuropsichiatria dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, nel suo libro Diversamente intelligenti questo non è un semplice atto di finzione teatrale, ma un adattamento quotidiano che richiede un grande sforzo. Le bambine imparano a monitorare costantemente ciò che mostrano di sé, preparando risposte appropriate e osservando le reazioni degli altri.
Le differenze biologiche tra maschi e femmine
Le differenze tra maschi e femmine con autismo non sono solo comportamentali, ma anche biologiche. Gaia Novarino, neuroscienziata dell’Institute of Science and Technology Austria (ISTA), ha condotto uno studio su 11 modelli murini con mutazioni genetiche associate all’autismo. Lo studio ha esaminato oltre 200.000 cellule cerebrali in diverse fasi dello sviluppo, rivelando che le mutazioni genetiche possono avere effetti diversi nei due sessi.
Novarino ha scoperto che alcune anomalie dello sviluppo cerebrale sono più marcate nelle femmine. Questo suggerisce che le mutazioni di alcuni geni associati all’autismo possono avere conseguenze differenti nei due sessi. Questi risultati evidenziano l’importanza di considerare le differenze biologiche tra maschi e femmine nella diagnosi e nel trattamento dell’autismo.
L’importanza di una diagnosi corretta
Una diagnosi tempestiva e accurata è fondamentale per permettere alle bambine con autismo di comprendere meglio il proprio funzionamento e di accedere a percorsi di supporto adeguati. Novarino sottolinea l’importanza di rivolgersi a specialisti e di eseguire analisi genetiche per identificare le mutazioni responsabili dell’autismo.
Negli ultimi 15 anni, la genetica ha permesso progressi straordinari nella comprensione dell’autismo. La ricerca sta ora entrando in una nuova fase, studiando l’interazione tra geni e ambiente. Questo approccio integrato potrebbe portare a nuove terapie e interventi più efficaci per le bambine con autismo.


