Operazione Unipol-Intesa-Bper: 635 filiali cedute e nascita di Banca Monte dei Paschi

Unipol ha firmato un accordo per acquisire da Intesa Sanpaolo una banca composta da 635 sportelli che verrà poi proposta in integrazione a Bper per creare Banca Monte dei Paschi; operazione sostenuta da un aumento di capitale da 2,5 miliardi e da contratti derivati che rafforzano il controllo su Bper.

Il gruppo Unipol ha compiuto un passo significativo nella riorganizzazione del settore bancario italiano, con l’acquisizione di una banca composta da 635 sportelli provenienti da Intesa Sanpaolo. L’operazione, decisa a valle del lancio di un’offerta sul Monte dei Paschi, prevede che l’asset ceduto sia libero da vincoli distributivi sui prodotti assicurativi e venga successivamente proposto a Bper per una integrazione che darà origine alla nuova entità denominata Banca Monte dei Paschi.

Per sostenere l’operazione è previsto un aumento di capitale di Unipol fino a 2,5 miliardi di euromentre il valore complessivo dell’operazione è stimato intorno a 3,5 miliardi di euro. Le principali cooperative azioniste della holding hanno già manifestato disponibilità a partecipare all’aumento.

Modalità dell’accordo e divisione degli asset tra i partecipanti

L’intesa tra le parti prevede una suddivisione funzionale delle attività: Intesa Sanpaolo conserverà divisioni strategiche quali Mediobanca (wealth management e investment banking), il credito al consumo e una quota rilevante nella compagine azionaria di Generali pari al 13,3%, oltre a una porzione degli sportelli di Siena. A Unipol e a Bper andrà invece il controllo operativo del Monte dei Paschi con la maggior parte delle filiali, da integrare nella nuova banca post-fusione.

Offerta alternativa e contesto competitivo

Questa proposta congiunta è stata formulata come alternativa all’offerta di aggregazione presentata da un altro gruppo bancario e mira a ricomporre il mercato in due poli maggiori: da un lato un rafforzamento della presenza europea e della posizione su Generali per Intesa, dall’altro la nascita di un secondo grande gruppo bancario con Unipol e Bper al centro.

Strumenti finanziari utilizzati e impatto sul controllo di Bper

Parallelamente alla trattativa sugli sportelli, Unipol ha adottato misure per consolidare il proprio controllo su Bper. In particolare sono stati sottoscritti con primari istituti due contratti derivati di tipo total return equity swap aventi come sottostante il 4,99% del capitale sociale di Bpercon scadenze massime rispettivamente di 25 e 35 mesi. Tali contratti consentono a Unipol, in caso di esercizio dell’opzione e previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni, di regolamento mediante consegna fisica delle azioni, offrendo un’ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto dell’istituto.

Considerando la partecipazione diretta già detenuta pari al 19,9% e l’esposizione offerta dai derivati per un ulteriore 4,99%Unipol si trova nella condizione di detenere potenzialmente circa il 25% del capitale di Bperuna posizione che rafforza la capacità di indirizzo strategico della banca post-fusione.

Tempi e regolamentazione

I derivati sottoscritti hanno scadenze definite (25 e 35 mesi) e l’acquisizione fisica delle azioni sottostanti è subordinata al rispetto delle normative e alle autorizzazioni degli organismi di vigilanza competenti. La soluzione strumentale scelta punta a garantire flessibilità operativa a Unipol nel medio termine e a tutelare il percorso di consolidamento previsto dall’operazione su Mps.

Sul piano finanziario, Unipol ha fornito stime previsionali sugli effetti economici dell’integrazione: per l’esercizio 2026 è attesa una politica di remunerazione agli azionisti con la distribuzione di un monte dividendi pari ad almeno 930 milioni di eurorispetto ai circa 800 milioni riferiti all’esercizio 2026. A livello patrimoniale il gruppo prevede il mantenimento della solidità con un solvency ratio consolidato superiore al 200%un solvency del comparto assicurativo oltre il 280% e un Cet1 capital ratio del comparto bancario risultante dalla combinazione superiore al 15%.

Nel complesso, la manovra rappresenta un’operazione articolata che combina cessione di rami d’azienda, incremento di capitale, strumenti derivati e riassegnazione di competenze tra gruppi bancari e assicurativi. Le prossime fasi prevedono l’esposizione ufficiale al mercato e il confronto con gli analisti finanziari per dettagliare tempistiche, autorizzazioni e l’impatto operativo sulle filiali coinvolte.

Scritto da Camilla Pellegrini

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