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Pressione alta: dieta da seguire in caso di ipertensione

pressione alta

La pressione alta, può essere curata grazie all'attività fisica e a una corretta una dieta povera di sodio e ricca di alimenti naturali.

La pressione alta è uno dei problemi più comuni oggi giorno. Non sempre viene riconosciuta e diagnosticata in maniera tempestiva purtroppo. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

La patologia silenziosa

Conosciuta anche come “patologia silenziosa”, la pressione alta, o arteriosa è una patologia medica molto diffusa, specie nel mondo occidentale e le sue conseguenze possono essere anche gravi, proprio a causa della natura silente.

La comparsa di questa patologia, si manifesta infatti senza sintomi evidenti ed è una delle principali cause delle malattie cardiovascolari. La grande mole di letteratura scientifica disponibile, ha permesso di affermare con sicurezza che generalmente una massima alta è più pericolosa di una minima alta. Per questo motivo è maggiormente correlata al rischio di sviluppo di eventi cardiovascolari, che variano in base all’età, allo stile di vita.

Inoltre la pressione tende ad aumentare con l’età. Per cui è sempre consigliato di seguire uno stile di vita sano, una corretta alimentazione. Allo scopo di colmare quel possibile gap semantico, che divideva il linguaggio dell’uomo comune con la tradizionale enciclopedia medica, oggi abbiamo la possibilità di conoscere e quindi individuare il nome tecnico dato a questa patologia che è: ipertensione.

In quest’articolo ci concentreremo sull’alimentazione, per individuare quali sono i cibi più adatti a ridurre il rischio di tale patologia.

La pressione alta o arteriosa può essere classificata in 2 grandi famiglie: quella essenziale e quella secondaria.

Ipertensione essenziale

Il primo genere d’ipertensione, ossia quella essenziale è la più diffusa perché colpisce circa il 90 per cento di soggetti, definiti “ipertesi”.

La sua origine è determinata da una serie di cause ambientali e genetiche che interferiscono con il cuore e le arterie.

I fattori ambientali in particolare sono riconducibili a un determinato stile di vita, le cui cause possono essere: stress, obesità, fumo e alcol, scarsa attività fisica e consumo eccessivo di sale.

I fattori genetici invece sono tra i fattori più importanti, anche se meno frequenti, perché spesso sono di natura ereditaria.

Ipertensione secondaria

L’ipertensione secondaria è la più rara delle patologie legate alla pressione alta e riguarda il 10% della popolazione. Essa tende a comparire all’improvviso, causando un incremento della pressione maggiore rispetto all’ipertensione primaria.

Cucina a base di piperina e curcuma

La Piperina e Curcuma sono i due elementi naturali che creano un integratore alimentare, capace di ridurre i grassi e favorire la perdita di peso. Vediamo le differenze tra i due:

La Piperina è un alcaloide, di natura cristallina, contenuto nel pepe nero e che gli conferisce il suo sapore piccante, la cui capacità di bloccare la formazione di nuove cellule adipose e ridurre il livello di grassi nel sangue, aumenterebbe la secrezione dei succhi digestivi, accelerando il processo di digestione dei cibi.

La piperina era già utilizzata nella medicina tradizionale cinese e indiana per trattare problemi digestivi e alcuni dolori.

Curcuma

La Curcuma è una pianta che appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, originaria dell’Asia sud-orientale, e prettamente conosciuta per il suo utilizzo in cucina. La sua composizione, a base di moltissime tisane disintossicanti, favorirebbe la depurazione dell’organismo, fondamentale per combattere problemi come la ritenzione idrica e il gonfiore.

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Il principio attivo ricavato dalle sue bucce, è l’Acido Idrossicitrico, che funge da inibitore dell’appetito che, bruciando i grassi in eccesso.

All’interno della pianta troviamo anche pectine, calcio, carboidrati e altri principi attivi che le conferiscono diverse proprietà fitoterapiche.

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Cause dell’ipertensione

Vi sono molte patologie che possono causare un’ipertensione secondaria. Tra queste segnaliamo problemi renali, disturbi della tiroide, tumori delle ghiandole surrenali e persino alcune malformazioni cardiache congenite.

Non sono da escludere diversi tipi di farmaci, tra cui: la pillola anticoncezionale, le medicine contro il raffreddore, i decongestionanti, gli analgesici da banco, gli stupefacenti, come la cocaina e le anfetamine e l’abuso di alcolici.

È stato stimato che circa il 56% della popolazione italiana, tra cui un ventenne su cinque, soffre d’ipertensione o pressione alta.

Questo è dovuto al fatto che la pressione sanguigna, ovvero la spinta trainante esercitata dal sangue nelle arterie della circolazione sistemica ha dei parametri di massima e di minima, necessari a controllare che tutto funzioni in modo corretto.

Quando il cuore si rilassa, la minima mantiene uno stato di riposo che va da 60 a 90 mmHg di pressione, detta diastolica.

Quando il cuore si contrarre, la massima va da 100 a 140 mmHg e, in questo caso la pressione viene definita sistolica; in questo caso siamo in una situazione di ipertensione arteriosa e questo è un grave fattore di rischio per ictus, infarto, insufficienza cardiaca e aneurismi.

Un modello di alimentazione corretta per la pressione alta, deve essere povera di sodio e limitare quindi il sale, in favore dell’utilizzo di erbe aromatiche le quali, oltre ad avere molte proprietà nutrienti, rappresentano una vasta fonte di sapore per i cibi.

Quale dieta seguire in caso di pressione alta

La complessità della pressione alta, sta nel fatto che tale patologia possiede un’eziologia spesso multilaterale, poiché vi è una base di predisposizione familiare (origine genetica), che è spesso accompagnata da uno stile di vita non corretto. A questo proposito, una dieta per la pressione alta, deve seguire un regime alimentare necessario a ridurre un eventuale stato d’ipertensione arteriosa.

Tra i fattori che incidono maggiormente sull’insorgenza della pressione alta, come abbiamo accennato sopra abbiamo: sovrappeso od obesità, Sedentarietà e una dieta sbilanciata, ricca in sodio e povera di potassio, magnesio e/o acidi grassi come gli Omega 3.

La dieta per combattere la pressione alta deve rispettare alcune regole basilari che riguardano la scelta degli alimenti e degli eventuali integratori da associarvi.

Eliminare il sale

La prima regola è: ridurre il contenuto di sodio, ovvero di limitare il sale. Questo non soltanto significa evitare piatti pronti surgelati ma anche stare attenti in cucina alla preparazione dei cibi.

Se l’abolizione del sale aggiunto, può essere compensata dal sale integrale, vanno rigorosamente evitati i salumi e gli insaccati compresi quelli di pesce in quanto anche questi ultimi possono essere salati e stagionati, come se non bastasse l’enorme presenza di grassi animali. Vanno aboliti i prodotti in scatola e tra essi, la limitazione si estende anche ai legumi e al mais che posso contenere aggiunte di sale e correttori; in tal caso si consiglia di leggere attentamente l’etichetta.

Va da sé che dalla dieta vengano esclusi anche gli alcolici e superalcolici, il cui pericolo è determinato trasversalmente sia sulla pressione sistolica che su quella diastolica.

Se pensavate che i derivati animali, tra cui uova e formaggi potessero essere esclusi da tale “editto alimentare”, non avete calcolato l’enorme incidenza di sale, specie nei prodotti più stagionati, come il taleggio e il grana, il cui contenuto di sodio supera i 700 mmg in 100 gr di prodotto.

Alimenti must eat

I principali alimenti per che soffre di pressione arteriosa sono i seguenti devono essere “freschi”, non lavorati e soprattutto di origine vegetale, tra cui; ortaggi, frutta e legumi, perché ricchi di potassio e magnesio.

L’ipertensione, assieme al diabete, è una delle malattie metaboliche che più aumenta il rischio di complicanze cardiovascolari. A tal proposito è necessaria l’ulteriore integrazione a base di:

  • grassi saturi o idrogenati
  • Riduzione del colesterolo alimentare
  • Abbassare la glicemia, qualora fosse alterata.
  • Ridurre i picchi glicemici
  • Aumento della fibra in caso di mancanza.

Una dieta per pressione alta deve rispettare alcune scelte alimentari che si basano sui principi di prevenzione e salubrità dietetico-nutrizionale.

E’ importante bere almeno 1ml/acqua per kcal/dietetica e, anche in questo caso è opportuno orientarsi su acque minerali povere di sodio.

Anche la preparazione del cibo in cucina, merita un’attenzione particolare. Bisogna evitare tassativamente le fritture e gli arrosti e sostituirle con modalità più semplici e salutari come la cottura a vapore o ai ferri stando attenti a non annerire il cibo, dal momento che nelle parti bruciate, è possibile che si creino sostanze altamente cancerogene.

Attività fisica

Una buona dieta deve ovviamente essere affiancata da una quotidiana e corretta attività fisica. È stato ampiamente dimostrato che l’efficacia della dieta e dell’attività motoria, ha un forte impatto sulla riduzione della pressione alta. Questo perché la capacità di riduzione dell’eccesso ponderale, ossia della massa grassa, se si è in sovrappeso, è correlata a un’eventuale integrazione alimentare.

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