In un’epoca in cui la salute mentale è sempre più al centro dell’attenzione, l’Europa sta facendo passi da gigante per affrontare i rischi psicosociali negli ambienti di lavoro. La nuova campagna promossa dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)“Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028”, mira a sensibilizzare aziende e lavoratori sull’impatto di questi rischi e a promuovere ambienti di lavoro inclusivi e sani.
In questo contesto, un nuovo report commissionato dall’EU-OSHA, “Prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: strategie, normativa ed esperienze pratiche”, offre un’analisi dettagliata delle strategie e delle iniziative messe in atto in vari paesi europei. Il documento, curato da Emanuela Carta, Greta Skubiejūtė, Inés Páramo Barrera e Karolien Lenaerts, esamina le misure per prevenire le molestie, sostenere la salute mentale e migliorare le pratiche di leadership.
Casi studio: strategie settoriali e aziendali
Il report presenta nove studi di caso, sei a livello settoriale e tre a livello aziendale, che offrono insegnamenti pratici e approcci applicabili in diversi contesti lavorativi. Tra i casi studio più significativi troviamo:
- MEGAP un’iniziativa austriaca che ha formato ispettori del lavoro e supportato aziende nella creazione di luoghi di lavoro più sicuri e inclusivi.
- No Respect – No Service un progetto del settore alberghiero e della ristorazione a Vienna per combattere le molestie sessuali.
- Building Mental Resilience un progetto nelle Fiandre orientali che ha aiutato le aziende edili ad affrontare i rischi psicosociali tramite percorsi personalizzati.
- PrePS in Wood un’iniziativa belga per migliorare il benessere psicosociale nel settore del legno.
- TEKSAM un servizio di consulenza congiunto gestito dalle parti sociali danesi.
- XXIV Collective Banking Agreement un quadro settoriale spagnolo che riconosce la violenza sul posto di lavoro e la disconnessione digitale come rischi occupazionali.
Lezioni apprese e strategie efficaci
Dai casi studio emergono diverse lezioni apprese che possono essere applicate in vari contesti lavorativi. Tra le strategie più efficaci troviamo:
- Aumentare la consapevolezza e ridurre lo stigma verso i problemi di salute mentale.
- Garantire una comunicazione chiara e trasparente sui rischi psicosociali.
- Promuovere strumenti, procedure e protocolli validati per supportare le organizzazioni nella prevenzione.
- Coinvolgere i lavoratori nella prevenzione degli RPS.
- Adattare gli interventi al contesto specifico di ciascun settore e luogo di lavoro.
- Fornire un’adeguata formazione per rafforzare le basi culturali della prevenzione.
- Rafforzare il dialogo sociale e gli ispettorati del lavoro.
- Garantire finanziamenti e supporto istituzionale agli sforzi di prevenzione.
L’indice del documento
Il report “Prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: strategie, normativa ed esperienze pratiche” è strutturato in cinque sezioni principali:
- Introduzione scopo e metodologia dello studio.
- Casi studio a livello settoriale identificazione dei rischi psicosociali e implementazione delle misure.
- Casi studio a livello aziendale identificazione dei rischi e misure implementate.
- Sfide e fattori di successo sfide nell’implementazione della prevenzione e fattori di successo.
- Lezioni apprese e indicazioni politiche lezioni apprese e indicazioni per le politiche future.
Per approfondire ulteriormente, è possibile consultare il report completo disponibile sul sito dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.


