L’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane è al centro di un acceso dibattito. Un referendum avviato il 6 agosto 2026 ha raccolto oltre 340.000 firme per abolire le restrizioni imposte dal cosiddetto ddl Valditara approvato a inizio giugno. Questo provvedimento vieta di trattare temi legati alla sessualità nelle scuole primarie e dell’infanzia e prevede l’obbligo del consenso scritto preventivo dei genitori per le attività nelle scuole medie e superiori.
L’iniziativa popolare Sì educazione affettiva nelle scuole ha ottenuto un risultato straordinario, soprattutto considerando che è stata lanciata in piena estate. Volontari, cittadini e realtà territoriali hanno lavorato senza sosta per raggiungere questo traguardo. Tra i sostenitori più noti ci sono personaggi dello spettacolo come Tiziano Ferro, Francesca Michielin, Aiello, Elena Sofia Ricci e Ferzan Ozpetek, oltre a numerose associazioni come FLC CGIL, Arcigay e Telefono Rosa.
Le restrizioni del ddl Valditara e le reazioni
Il nuovo anno scolastico 2026/2027 è il primo a recepire la riforma Valditara, che limita l’educazione sessuale e affettiva. Nelle scuole primarie è previsto un divieto assoluto, mentre per le medie e le superiori è necessario il consenso esplicito dei genitori. I promotori del referendum sostengono che l’educazione affettiva e sessuale debba essere garantita a tutte le età scolastiche, adattando il linguaggio e l’approccio didattico alle diverse fasce d’età.
La norma vuole ridare centralità educativa alla famiglia, ma escludendo l’educazione a sessualità, relazioni e rispetto, la scuola rinnega il suo ruolo fondamentale. Questo approccio contraddice il concetto su cui si fonda l’istruzione: la cultura, il confronto e la conoscenza come strumenti per plasmare il percorso di vita degli studenti.
L’appello dell’Anci e il DDL 943
La tragica scomparsa di Lorena Isceri il 3 settembre 2026 ha scosso l’opinione pubblica e ha portato l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) a lanciare un appello bipartisan per l’approvazione di una legge nazionale sull’educazione sessuo-affettiva. L’obiettivo è superare la frammentazione attuale e fornire linee guida uniformi su tutto il territorio nazionale.
Il cuore operativo della proposta risiede nel Disegno di legge (DDL) n. 943 del Senato della Repubblica, intitolato Introduzione dell’educazione sentimentale, sessuale e affettiva nelle scuole. Questo testo, assegnato alla 7ª Commissione permanente il 21 febbraio 2024, rappresenta il tentativo più concreto di dare sostanza alle richieste dei sindaci e delle associazioni.
Le misure chiave previste dalla proposta di legge
L’approvazione definitiva del DDL 943 comporterebbe una serie di cambiamenti operativi significativi per il sistema scolastico italiano. Tra le principali novità previste dalla proposta di legge figurano:
- Inserimento curricolare dell’educazione sentimentale, sessuale e affettiva sia nel primo che nel secondo ciclo di istruzione.
- Introduzione di un’ora settimanale aggiuntiva specifica per le scuole secondarie di primo e secondo grado, dedicata esclusivamente a queste tematiche.
- Integrazione trasversale dei programmi scolastici in tutte le discipline, per garantire che il tema della parità di genere sia presente in ogni ambito di studio.
- Formazione obbligatoria o integrativa per il personale scolastico, con un focus particolare sulla scuola dell’infanzia, per preparare i docenti a gestire temi delicati con professionalità.
- Obbligo di adottare libri di testo conformi al codice POLITE (Pari opportunità nei libri di testo), per eliminare stereotipi e pregiudizi dai materiali didattici.
- Potenziamento dei corsi universitari per la formazione dei docenti, garantendo che chi insegna abbia gli strumenti pedagogici e scientifici necessari.
La proposta si basa anche su evidenze scientifiche, come lo studio del 2011 delle Nazioni Unite, che dimostra come programmi di educazione sessuale strutturati possano effettivamente ritardare l’età del primo rapporto e promuovere comportamenti più responsabili.


