Tetano: quando avviene il contagio e come intervenire

Il tetano è un virus molto violento, che si manifesta soprattutto in stato vegetativo e produce la tossina detta tetanospasmina.

Il tetano è una delle malattie infettive più gravi e temute della nostra epoca. Da sempre viene curata attraverso il suo specifico vaccino, ma occorre sempre tenere alta l’attenzione, perché l’esposizione al batterio è sempre presente.

Analizziamo nel dettaglio le forme e l’evoluzione di questo virus.

Tetano sintomi

Questa patologia è causata da un batterio anaerobico, vale a dire che cresce in assenza di ossigeno, che, in forma vegetativa, produce una tossina chiamata tetanospasmina. Si tratta di una sostanza neurotossica che causa i sintomi clinici che sono tipici della malattia. E’ una tossina talmente insidiosa e forte che la quantità potenzialmente letale per un uomo è di circa 7 milionesimi di milligrammo.

Questa malattia è infettiva ma non contagiosa, presenta sintomi che possono essere più o meno comuni di diversa entità, alcuni molto gravi.

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Quelli più evidenti sono le contrazioni muscolari che, di solito, partono dalla testa per scendere poi verso il tronco e le gambe.

Il sintomo tipico di questa malattia è il cosiddetto trisma, che si presenta all’inizio dell’infezione ed è caratterizzato dalla contrattura del muscolo massetere. Il trisma è un sintomo che ha tratti inquietanti, specie per le caratteristiche che compaiono sul volto del paziente interessato. E’ uno spasmo prolungato dei muscoli facciali, simile ad un sorriso e definito perciò, riso sardonico, a cui segue uno stato di rigidità al collo e successivamente una difficoltà a deglutire e una rigidità ai muscoli addominali.

Seguono poi stati di febbre, sudorazione e tachicardia, alternati a dolore continuo causato da ogni piccolo movimento.

Il tetano neonatale, che colpisce i neonati, in particolar modo se le madri non sono state vaccinate e non hanno quindi potuto trasmettere gli anticorpi materni al bambino durante i primi mesi di vita. Questo tipo viene incubato al momento della recessione del cordone ombelicale e spesso si manifesta quando vengono utilizzati strumenti non sterilizzati.

Il batterio che causa questa malattia è di solito presente nell’intestino di alcuni animali come bovini, equini e ovini, che lo eliminano dall’intestino, attraverso le feci.

Avendo la capacità di sopravvivere all’ambiente esterno anche per anni, le spore del bacillo contaminano spesso anche la polvere e la terra e dunque, in caso di ferite o graffi, riescono facilmente a penetrare all’interno dell’organismo umano, trasformandosi in quelle forme vegetative che producono poi la tossina.

Incubazione tetano

I tempi d’incubazione per la malattia vanno dai 7 ai 14 giorni; inoltre non essendo una malattia contagiosa, non è necessario l’isolamento nel paziente.

E’ proprio in questo periodo che il paziente va monitorato e sottoposto ai relativi trattamenti preventivi, attraverso la TIG, ossia la somministrazione di immunoglobuline umane di natura antitetanica. In caso di infezione, è importante pulire accuratamente l’eventuale ferita infetta rimuovendo il tessuto necrotico e utilizzando dei disinfettanti ad azione ossidante, come l’acqua ossigenata e la successiva prescrizione di antibiotici, come la penicillina. Questi sono gli strumenti principali per prevenire la l’invasione delle tossine presenti in circolo e impedire che una nuova infezione possa essere prodotta di nuovo.

Ciononostante l’antitetanica è un rimedio preventivo, ma quando la tossina raggiunge le terminazioni nervose, non è sempre in grado di limitare l’azione neurotossica della stessa.

La terapia per gli spasmi dovuti è sostanzialmente sintomatica, vale a dire che agisce sul sintomo ma non sulla malattia che lo provoca. Vengono usati per questo sedativi o anestetici generali, ma anche farmaci neurologici.
Inoltre siamo in presenza di una malattia non esente da una condizione d’immunità, ed è per questo che i pazienti colpiti da tetano, devono obbligatoriamente iniziare e/o continuare il ciclo vaccinale non appena vi siano le condizioni cliniche adeguate al decorso del paziente.

Dai 14 giorni generali, è bene sottolineare che nella maggior parte dei casi il periodo d’incubazione può variare da 3 a 21 giorni; in generale si può dire che, più breve è il tempo d’incubazione più grave è il decorso clinico della malattia.

Come si prende il tetano

Si manifesta si sempre in forma acuta, ma non è fortunatamente una patologia contagiosa. è causata dal batterio Clostridium tetani.

Questo organismo è in realtà un bacillo definito Gram-positivo, ovvero un micro-organismo anaerobio; vuol dire che cresce esclusivamente in assenza di ossigeno ed è manifesto in natura sia in forma vegetativa, che sotto la forma di spore, quindi in grado di disperdersi nell’ambiente e resistere alle condizioni ambientali, con l’intento di generare o rigenerare una nuova forma di vita.

Il batterio è particolarmente diffuso nell’ambiente esterno, come strade, parchi, sporcizia e letame ed è capace di penetrare nel corpo attraverso ferite o lesioni della pelle, soprattutto se esse sono causate da oggetti contaminati, come ruggine o materiali di scarto.

Esistono lesioni sulla pelle che sono più esposte al rischio di infezione, tra le quali:

  • Ferite contaminate o causate da ambiente sporco, feci o saliva
  • Ferite causate da oggetti contundenti sulla pelle, come un chiodo o un ago
  • Gravi ustioni
  • Lesioni da schiacciamento o determinanti un tessuto di pelle morta.
    Nel passato si tendeva a collegare questa malattia ad abrasioni o ferite non curate adeguatamente, ma anche punture di insetto, infezioni dentali, ulcere o fratture esposte; vi sono anche casi in cui la causa è l’uso di droghe, generalmente per via endovenosa.

Antitetanica

La prevenzione di questa malattia è basata sulla vaccinazione antitetanica tradizionale, che in Italia è obbligatoria per tutti i nuovi nati.
Nel nostro paese la vaccinazione antitetanica divenne obbligatoria per i militari, a partire dal 1938, mentre per i bambini la legge fu promulgata nel 1963 ed estesa nel secondo anno di vita. La copertura si estese anche per alcune categorie professionali, considerate maggiormente esposte al rischio di infezione, come i lavoratori agricoli e gli allevatori di bestiame.

La normativa vigente, che prevede la somministrazione di tre dosi, distribuite al terzo, quinto e dodicesimo mese di età, oltre a un dose di richiamo, che viene associata ad altre componenti contro la difterite e la pertosse, da eseguire durante il sesto anno di vita.

Il vaccino dell’antitetanica è costituito dalla stessa tossina tetanica, l’anatossina, che viene trattata in modo da perdere la componente di tossicità. Una volta persa la sua componente tossica, il virus mantiene la capacità di stimolare la produzione degli anticorpi protettivi.

Dal 1998 a oggi sono stati introdotti in commercio molti vaccini, nei quali l’anatossina tetanica viene combinata per realizzare altri vaccini contro la difterite e la pertosse acellulare.

Antitetanica rischi

Quando un paziente è affetto da una malattia infettiva come questa, preceduta da stati di febbre, è opportuno posticipare il vaccino. Occorre inoltre avere particolare cautela nella somministrazione di vaccinazione in soggetti che tendono a stati di convulsione, ma anche quelli che stanno seguendo un trattamento a base di anticoagulanti o che soffrono di patologie autoimmuni.

L’antitetanica può avere effetti collaterali che possono presentare con la comparsa di rossore e dolore nella zona in cui viene eseguita l’iniezione e che possono comparire anche dopo 48 ore e possono durare anche 2 o 3 giorni e spesso sono associati a febbre, influenza e malesseri generali di lieve entità.

Durata antitetanica

Il vaccino è l’unico modo per prevenire il tetano, offrendo una protezione del 100%. Il primo dosaggio della vaccinazione antitetanica deve essere effettuata obbligatoriamente al terzo mese di vita, la seconda al quinto mese e la terza dose al dodicesimo mese di età.

Le dosi di richiamo possono essere effettuate a distanza di 4-5 anni, ma generalmente prima dell’inizio della scuola primaria: ogni 10 anni circa andrebbe fatta una dose di richiamo.

Questo vaccino rappresenta lo strumento preventivo più efficace e sicuro, per evitare una patologia che, a distanza di anni, continua ciclicamente a proporsi in varie fasce di popolazione. E’ molto importante effettuare eventuali richiami, anche quando si è in procinto di partire per un viaggio in Paesi a rischio, tra cui Africa, India, Cina e Medio Oriente. Il tetano costituisce un problema sanitario in molte zone del mondo.

La somministrazione di almeno tre dosi di vaccino contro il tetano, determina una protezione molto più elevata e un’efficacia superiore al 95% dei risultati positivi, protratti nel tempo.

Scritto da Sabrina Rossi
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