Dazi sui farmaci generici: Egualia avverte sui rischi per la salute pubblica

L'annuncio dei dazi americani sui farmaci generici solleva preoccupazioni globali. Egualia, l'associazione italiana dei produttori di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, avverte sui potenziali impatti negativi per i pazienti e i sistemi sanitari.

L’annuncio dell’Amministrazione americana riguardo l’introduzione di dazi sui farmaci generici ha acceso i riflettori su un tema cruciale: la stabilità delle filiere farmaceutiche globali e la sostenibilità dei sistemi sanitari. Un cambiamento che richiede un’analisi approfondita, l’associazione che rappresenta le aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines in Italia.

I farmaci fuori brevetto sono oggi fondamentali per la terapia farmacologica mondiale, coprendo oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti. La loro produzione si basa su catene di approvvigionamento globali e altamente integrate, che coinvolgono più Paesi nella produzione di principi attivi, eccipienti e confezionamento finale.

I rischi per la continuità assistenziale

L’introduzione di dazi sui farmaci generici potrebbe avere effetti ben oltre il commercio internazionale. Riccardo Zagaria, Presidente di Egualia, ha dichiarato: “I medicinali fuori brevetto garantiscono ogni giorno la continuità delle cure a milioni di pazienti e contribuiscono in modo determinante alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Proprio per il loro valore strategico dovrebbero restare al di fuori delle dispute commerciali.”

Le nuove barriere tariffarie potrebbero causare:

  • Aumento dei costi di produzione e distribuzione;
  • Tensioni e rigidità nelle catene globali di fornitura;
  • Rischio di indisponibilità e carenze di farmaci essenziali per i pazienti.

Sostenere la produzione con politiche industriali, non con tariffe

Egualia condivide la necessità di rafforzare la capacità produttiva interna e l’autonomia strategica, un obiettivo prioritario anche nel contesto europeo. Tuttavia, l’associazione sottolinea come lo strumento del dazio sia controproducente.

Zagaria ha ribadito: “Se l’obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, occorre sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibili, non creare nuove barriere commerciali. I medicinali equivalenti non sono una semplice commodity industriale, ma un’infrastruttura strategica per la salute pubblica. Ogni misura che ne comprometta la sostenibilità economica o la libera circolazione rischia di tradursi in minore disponibilità dei medicinali, maggiori costi per i sistemi sanitari e minore accesso alle cure per i pazienti.”

In un mondo sempre più interconnesso, la stabilità delle filiere farmaceutiche è essenziale per garantire l’accesso alle cure a tutti i pazienti. Le politiche commerciali devono quindi essere attentamente valutate per evitare impatti negativi sulla salute pubblica.

Scritto da Roberto Capelli

Policlinico di Milano primo ospedale pubblico con nuovi robot chirurgici provenienti dalla Cina

Api, vespe e calabroni: cosa fare in caso di puntura e come prevenirle