Aterosclerosi: fattori di rischio, sintomi e prevenzione

aterosclerosi

L’aterosclerosi si verifica quando le sostanze grasse, il colesterolo, i prodotti dei rifiuti cellulari, il calcio e altri materiali si accumulano nel rivestimento interno delle arterie. È più probabile che tale fenomeno si presenti nelle parti danneggiate dell’arteria. Di solito la ferita si verifica dove l’arteria si piega o si ramifica. Una volta formata la placca, essa può provocare la produzione di sostanze chimiche da parte delle cellule del rivestimento dell’arteria, causando ulteriore accumulo.

È una patologia estremamente diffusa e pericolosa, che può portare a conseguenze anche drammatiche. Facciamo chiarezza sulla malattia.

Cause dell’aterosclerosi

Non esiste un’unica causa che determina l’insorgere della malattia. Piuttosto, si tratta di una serie di fattori che contribuiscono a creare questa condizione, cioè la formazione di placche. I fattori di rischio si dividono tra modificabili e non modificabili. Naturalmente, non possiamo fare nulla per i secondi, mentre è fondamentale agire sui primi per contenere i rischi.

Fattori modificabili

Uno dei principali “colpevoli” della formazione delle placche aterosclerotiche è il fumo di sigaretta. Il fumo infatti porta a una rapida ossidazione dei vasi, cioè a un precoce invecchiamento e indebolimento dell’organismo. Questo rende le arterie maggiormente esposte ai rischi. La buona notizia è che smettere di fumare porta a una rapida regressione del livello di rischio. Già dopo poche ore dall’ultima sigaretta, si riduce il pericolo di sviluppare una malattia cardiovascolare.

Un altro fattore di rischio modificabile è il livello di colesterolo nel sangue. Si parla spesso di colesterolo totale, ma in realtà il numero che dovrebbe preoccuparci davvero è quello dell’LDL. Questo è il “colesterolo cattivo“, così chiamato perché sono le lipoproteine che trasportano le molecole di colesterolo lontano dai tessuti, dentro la circolazione sanguigna. Se il livello è troppo alto, si formano depositi di colesterolo nel sangue e questo porta alle placche aterosclerotiche.

L’ipertensione, o pressione alta, aumenta il rischio di aterosclerosi perché indebolisce le arterie, sottoponendole a un maggiore stress.

Chi soffre di diabete mellito deve prestare attenzione. I livelli alti di glucosio ematico possono costituire un rischio per il cuore e i vasi sanguigni.

Anche essere sovrappeso, o addirittura obesi, aumenta il rischio di aterosclerosi. Spesso infatti in questi soggetti convivono i fattori di rischio precedentemente elencati, come ipercolesterolemia, diabete e ipertensione.

Fattori non modificabili

Possiamo fare molto per prevenire l’aterosclerosi, ma ci sono alcuni fattori di rischio sui quali non abbiamo alcun potere. Uno di questi è l’età. I soggetti anziani sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare placche. In particolare, il pericolo aumenta a partire dai 50 anni per gli uomini e dai 65 per le donne.

Proprio le donne sembrano protette non solo più a lungo ma anche più efficacemente contro l’aterosclerosi. È infatti una patologia prevalentemente maschile. Questo è dovuto agli ormoni femminili che, fino alla menopausa, fungono da protezione per il sistema cardiovascolare.

Se abbiamo familiarità o predisposizione genetica per l’aterosclerosi, naturalmente, siamo più esposti ai rischi della malattia. In questo caso, sarà ancora più importante prestare attenzione ai fattori modificabili.

Le conseguenze delle placche

L’aterosclerosi è una patologia pericolosa perché può fungere da causa scatenante di altre malattie, anche mortali. Il vaso sanguigno colpito, infatti, può restringersi fino a compromettere gravemente la circolazione del sangue. Se un’arteria viene ostruita all’80-90%, può provocare un danno molto grave.

È anche possibile che la placca si rompa e formi un coagulo di sangue che viene trasportato dall’arteria nel flusso sanguigno. Se questo coagulo arriva in un vaso più piccolo e lo ostruisce, blocca completamente l’afflusso di sangue alla zona. Si può così avere un infarto, un ictus o un’embolia polmonare, a seconda dell’organo colpito.

Sintomi dell’aterosclerosi

I sintomi dell’aterosclerosi dipendono dalle arterie danneggiate maggiormente dall’accumulo di placca. Si ha così l’insorgenza di diverse gravi patologie che potremmo definire secondarie, dal momento che sono a loro volta causate dall’aterosclerosi.

  • Se colpisce le arterie cardiache, può portare a una cardiopatia coronarica. Può provocare dolore al torace (angina pectoris), infarto o altre diverse condizioni cardiache.
  • La formazione di placche dei vasi sanguigni principali del cervello può provocare l’ictus.
  • L’aterosclerosi dei vasi sanguigni nelle gambe può avere come conseguenza il dolore alla gamba durante o dopo l’attività fisica. Tale condizione è chiamata claudicazione intermittente.
  • La malattia può colpire anche i vasi sanguigni che nutrono i reni. In questo caso, può provocare insufficienza renale.

Prevenire è meglio che curare

In alcuni casi non si può prevenire l’aterosclerosi. L’individuo deve essere in grado di ridurre il rischio di sviluppare l’aterosclerosi nei seguenti modi:

  • Se soffri di diabete, segui scrupolosamente le indicazioni del tuo medico e fai controlli regolari
  • Segui una dieta sana
  • Sottoponiti regolarmente agli esami del sangue e controlla i tuoi livelli ematici di glucosio, colesterolo e trigliceridi
  • Fai 30 minuti di attività fisica quasi tutti i giorni
  • Mantieni un peso salutare
  • Cerca un trattamento efficace per la pressione alta.
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