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Broncopolmonite senza febbre: cosa fare quando si presenta

broncopolmonite senza febbre

La broncopolmonite può colpire anche senza febbre: cosa fare e come comportarsi.

La broncopolmonite è un’infezione che interessa i bronchi ed i polmoni. Solitamente è accompagnata da febbre, stanchezza, dolori muscolari, difficoltà nel respiro, secrezioni a base di muco ed un senso di pesantezza sul petto. Ulteriori sintomi possono consistere in colpi i tosse anche violenti e dolori alla schiena nella sua parte alta.

La broncopolmonite può avere origine infettiva, veicolata da virus stagionali che possono iniziare come una comune influenza, o non infettiva, tramite un’irritazione derivante dall’esposizione ad agenti chimici o a sostanze dannose per la mucosa delle vie aeree superiori.

Broncopolmonite senza febbre

Nonostante nella maggior parte dei casi riscontrati, vi sia la presenza di febbre che può raggiungere anche temperature molto alte e che va necessariamente tenuta a bada mediante antipiretici; vi sono alcuni casi di broncopolmonite dove la febbre non è presente.
Come in ogni infezione che solitamente risponde ad una terapia di tipo sintomatico (cioè che viene curata a seconda dei sintomi che presenta), anche la broncopolmonite è più difficile da diagnosticare senza un aumento della temperatura corporea.

Quando manca la febbre, però, si possono comunque riscontrare gli altri sintomi sopra citati.

Chi la manifesta

I pazienti che manifestano una broncopolmonite senza febbre sono solitamente gli anziani e gli immunodepressi.
Si tratta di categorie particolari di persone, che hanno un sistema immunitario ridotto a causa dell’età o di patologie pregresse che influenzano l’effettivo svolgimento dell’attività degli anticorpi nei confronti degli attacchi virali.

Cosa fare

Nella maggior parte dei casi la cura di questo tipo di infezione può avvenire comodamente fra le pareti domestiche e consiste nella somministrazione di uno o più antibiotici (a seconda dei casi) per bocca o per via intramuscolare.

Fondamentale per superare grandemente questa infezione è che si rispetti il riposo assoluto: gli sforzi, il recarsi a lavoro, possono essere azioni estremamente deleterie in questo caso, poiché sovraccaricano il corpo.

Nel caso vi siano invece precedenti di malattie o infezioni a carico dell’apparato respiratorio (cioè nel caso di pazienti con patologie pregresse come ad esempio l’asma) può essere necessario il ricovero in ospedale, all’interno del quale la terapia può essere aiutata anche dalla possibilità di utilizzare l’ossigeno direttamente dalla maschera che lo somministra.

È contagiosa?

La broncopolmonite infettiva può essere considerata contagiosa, nella misura in cui un soggetto sano entri in contatto con le secrezioni di uno infetto. In parole povere se si ha una broncopolmonite diagnosticata, si deve evitare di tossire senza coprirsi la bocca ed il naso con la mano o con un fazzoletto o di starnutire senza queste stesse precauzioni. Occorre anche lavarsi le mani e non toccarsi bocca, naso e occhi nel caso di contatto diretto con secrezioni affette dalla patologia.


Bisogna anche ricordare che la broncopolmonite può derivare da un’influenza trascurata o curata in modo improvvisato, per questa ragione bisogna poter consultare il proprio medico di fiducia quando si hanno delle avvisaglie in merito.

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