Il tragico decesso di Abderrahim Fakir a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine ha riacceso i riflettori su una pratica controversa: la contenzione fisica prolungata in posizione prona. Il presidente della Società italiana sistema 118 (Sis118), Mario Balzanelli, ha espresso preoccupazione riguardo alle procedure utilizzate e alle loro potenziali conseguenze letali.
Le criticità della posizione prona
Balzanelli ha sottolineato che la posizione prona con il peso degli operatori sul torace e la compressione della nuca, può bloccare la meccanica respiratoria. Questo impedisce al soggetto di espandere il torace e il diaframma, causando un accumulo di anidride carbonica nel sangue e un conseguente arresto cardiaco. La compressione del collo aggrava ulteriormente il quadro clinico.
I rischi per gli asmatici
Nel caso di Fakir, un ulteriore fattore di rischio è stato l’uso dello spray al peperoncino pochi istanti prima dell’immobilizzazione. L’oleoresin capsicum principio attivo dello spray, può provocare laringospasmo e broncospasmo effetti particolarmente pericolosi per chi soffre di asma. I familiari di Fakir hanno confermato che l’uomo era asmatico, con precedenti ricoveri per problemi respiratori.
L’importanza di un intervento medico tempestivo
Balzanelli ha evidenziato che, se un medico fosse giunto tempestivamente sul posto, la tragedia avrebbe potuto essere evitata. Un equipaggio del 118 con medico e infermiere avrebbe potuto effettuare misure di de-escalation e una procedura di sedazione farmacologica, proteggendo il soggetto da complicanze legate allo stato di forte agitazione, come aritmie e picchi ipertensivi.
La comunicazione iniziale
Un altro punto critico è stato la comunicazione iniziale con la centrale 118. Balzanelli ha spiegato che, in presenza di un soggetto con forte agitazione psicomotoria, si attiva solitamente un codice di criticità giallo, che prevede l’invio di un’ambulanza con personale medico e infermieristico. Nel caso di Fakir, la prima ambulanza giunta sul posto aveva a bordo solo volontari, mentre una seconda ambulanza con un medico è arrivata successivamente. Questo ha ritardato l’intervento medico necessario.
Il Sis118 ha lanciato un appello per riconoscere l’agitazione psicomotoria acuta come un’emergenza medica, attivando sempre il 118 con un equipaggio medico-infermieristico. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di evitare la posizione prona con peso sul dorso e compressione della nuca, riportando immediatamente il soggetto in posizione laterale di sicurezza o seduta una volta controllato. La contenzione farmacologica dovrebbe essere affidata solo a personale sanitario, con monitoraggio continuo di saturazione, elettrocardiogramma e pressione.
Balzanelli ha concluso esprimendo cordoglio alla famiglia di Abderrahim Fakir e ribadendo l’urgenza di trasformare la conoscenza esistente in protocolli operativi e formazione condivisa tra forze dell’ordine e Sistema 118. La giustizia farà il suo corso, ma il compito della comunità scientifica è impedire che simili tragedie si ripetano.


