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Amusia: cosa è e come riconoscerla

amusia

L'amusia è un disturbo celebrale che impedisce di distinguere le melodie. Vediamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta.

Per quanto strano posa sembrare, non tutti sono in grado di distinguere uno stile musicale da un altro. Esistono alcune persone che non sanno comprendere ed eseguire la musica in quanto soffrono di amusia.

Che cos’è

L’amusia è un deficit neuropsicologico che è spesso molto difficile da diagnosticare. Coloro che soffrono di questa patologia sono incapaci di ascoltare la musica e ancora più di comprenderla. Questo non significa che siano sordi: sentono benissimo voci e rumori, il loro disturbo riguarda solamente l’incapacità di distinguere le melodie. Recenti studi hanno dimostrato come l’amusia sia di fatto un disturbo irreversibile negli adulti, mentre possa essere curata nei giovani.

Gli amusici sentono bene la musica. Tuttavia, quello che percepiscono quando la ascoltano è il suono di un perfetto casino. Alcuni paragonano la musica a pentole e padelle che sbattono l’una contro l’altra. Coloro che non soffrono di questo disturbo potrebbero trasalire quando una persona affetta da amusia prende il microfono, ma loro non potranno mai provare il pacere di sentire qualcuno cantare bene.

In questo senso, una serata al karaoke con un amusico è paragonabile a ciò che per queste persone significa musica.

Il tono

Un amusico non percepisce correttamente il tono. Il tono è l’altezza di un suono. Quando viene suonato il primo tasto di un pianoforte, si sente una nota grave o un tono grave, al contrario l’ultimo tasto produce una nota acuta. I tasti producono suoni diversi perché sono collegati a delle corde tese di diversa lunghezza che si trovano all’interno del pianoforte. Quando queste corde vengono pizzicate, vibrano.

La vibrazione si estende per tutta la lunghezza della corda. Quindi, la forza utilizzata su una corda più lunga produrrà una vibrazione più lenta e di conseguenza una nota più grave, mentre la stessa forza su una corda più piccola produrrà una vibrazione più veloce e perciò una nota più acuta. Questa vibrazione si trasferisce all’aria circostante e alla fine arriva alle orecchie, dove inizia il processo di recezione di un suono da parte del cervello.

Nel corso dei millenni gli esseri umani hanno selezionato delle vibrazioni come note musicali, differenti poiché suonano meglio di altre vibrazioni.

La maggior parte delle persone non sanno dare un nome alla nota che hanno ascoltato, ma chiunque, sentendo due note, è in grado di dire qual è più grave e quale più acuta. Chi soffre di amusia, al contrario, non riesce a distinguere due note diverse, a meno che non siano particolarmente differenti.

Cause

Ci sono ancora molte cose che non sappiamo del cervello umano, ma siamo perfettamente a conoscenza del fatto che si adatta con grande facilità. Sembra che le persone abbiano una serie di abilità all’interno di un set di capacità e la loro abilità si muove all’interno di questa gamma in base alla frequenza dell’esposizione e alla pratica. Una persona che riesce a malapena a percepire i toni potrebbe essere in grado di migliorare la capacità di differenziarli o imitarli, ma una persona affetta da amusia potrebbe non migliorare mai a prescindere da quanto ci provi.

La maggiore o minore esposizione alla musica in età infantile può aver indotto il cervello a ridurre o a potenziare la capacità di riprodurre i toni.

Tuttavia questo, esattamente come ogni altro fattore ambientale, non ha nulla a che vedere con l’amusia. Quest’ultima, in primo luogo, pare essere un disturbo ereditario e i test effettuati sui gemelli omozigoti hanno mostrato risultati simili tra i due bambini. Come abbiamo accennato precedentemente, non è la recezione del tono che è compromessa, ma il processo che ne fa il cervello.

L’amusia può avere cause spesso gravi. Solitamente è dovuta a danni celebrali al lobo centrale o temporale oppure a problemi alla corteccia uditiva.

Il fascicolo arcuato

Per quanto lo studio del cervello sia ancora ben lontano dalla totale comprensione dei suoi processi, tecnologie avanzate forniscono un’idea piuttosto precisa di come le varie aree comunicano fra di loro. I ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica (RM) per esaminare una porzione del cervello, il fascicolo arcuato. Si tratta di un fascio di nervi che porta informazioni da una parte all’altra del cervello.

Uno dei compiti del fascicolo arcuato è quello di trasmettere alle diverse parti del cervello che riproducono i suoni i segnali che riguardano la percezione del suono stesso.

Nelle persone affette da amusia, però, queste fibre nervose sono molto più piccole del normale. Un fascio, in particolare, risulta essere completamente assente.

Questo fascio di nervi sembra essere collegato anche alla capacità di ripetere letteralmente una frase detta da un’altra persona. Questo deficit, chiamato afasia di conduzione, è completamente diverso dall’amusia ma sembra essere causato da una simile diminuzione del fascicolo arcuato.

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