(Adnkronos) – I rischi legati alla difterite "non possono essere considerati remoti" alle nostre latitudini, visto che in molte aree del mondo "le coperture vaccinali non sono adeguate o addirittura sono inesistenti e i patogeni possono facilmente 'viaggiare' con le persone". E poiché "la difterite si trasmette con il contatto diretto tra gli esseri umani (o più raramente con oggetti contaminati dalle stesse secrezioni)", è fondamentale "avere adeguata copertura vaccinale, con adeguati livelli anticorpali". Il che significa non solo fare la prima dose vaccinale ma anche "fare i necessari richiami nel corso del tempo". Lo spiega all'Adnkronos Salute Rocco Russo, coordinatore del tavolo vaccinale della Società italiana di pediatria (Sip) in merito alla vicenda della bimba di 4 anni morta per sospetta difterite a Palermo. Nella pratica l'iter vaccinale contro la difterite "parte dal sessantesimo giorno di vita, con la somministrazione del vaccino esavalente (difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B ed haemophilus), che dà la possibilità nei primi mesi di vita, con una sola vaccinazione, di poter essere protetti contro sei malattie". Quindi nel primo anno di vita "sono previste tre dosi (a tre, a cinque, a undici/dodici mesi). Poi c'è un richiamo a cinque anni e successivamente ogni dieci anni". Il bambino dunque si vaccina in età pediatrica con le dosi previste "ma attenzione, il richiamo deve essere effettuato anche nell'adulto". In generale nel nostro Paese, continua il pediatra, "abbiamo un livello di copertura vaccinale, nella fascia pediatrica, abbastanza alto seppure resta auspicabile l'obiettivo di raggiungere coperture ancora superiori al 95%". Ma un elemento da non trascurare sono "i richiami nel corso del tempo, perché sono stati segnalati anche casi di soggetti vaccinati in età pediatrica che non hanno effettuato i richiami e hanno contratto l'infezione. Non basta soltanto vaccinarsi, serve mantenere alti i livelli anticorpali in modo da potersi difendere da corynebacterium difteriae". E' importante, per l'esperto, sollecitare la popolazione ad essere adeguatamente protetta contro le infezioni prevenibili con vaccino", continua Russo che riflette :"un caso come questo ci allarma, ci addolora e giustamente se ne parla sui media. Ma quanti casi sono stati evitati grazie al vaccino? Migliaia di bambini sono stati vaccinati e sono venuti a contatto con il corynebacterium diphtheriae senza infettarsi. Vite salvate in maniera silenziosa, senza clamore. Uno scudo che non si vede e che quindi qualcuno si sente persino in diritto di denigrare: insomma come spesso si dice il vaccino è vittima del suo stesso successo", evidenzia l'esperto. La Società italiana di pediatria, ricorda Russo, "con il tavolo tecnico vaccinazione che coordino, da tempo mette a disposizione dei genitori e degli stessi colleghi, ogni mercoledì dalle 15 alle 17, una linea telefonica – al numero 389 4945150 – per rispondere anche alle perplessità e ai dubbi. E' un'opportunità per garantire ai genitori un supporto per una scelta che deve essere ovviamente libera ma anche consapevole e informata.
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